Politica, Veneto

Nuovo bando regionale per le imprese, Borgia (FDI): “10 milioni di euro per rilanciare commercio e centri urbani”

VENEZIA – «Dieci milioni di euro rappresentano un'opportunità importante per i nostri commercianti e per la capacità dei nostri centri urbani di tornare ad essere sempre più attrattivi, vivi e competitivi. Il commercio di vicinato, la ristorazione e i servizi sono infatti una parte fondamentale dell'identità delle nostre città e sostenere gli investimenti delle imprese significa anche investire nella qualità e nella vitalità dei nostri territori». Commenta così il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Veneto, Claudio Borgia, il nuovo bando regionale finanziato dal PR FESR Veneto 2021-2027 e dedicato alla competitività del sistema commerciale e alla valorizzazione dei Distretti del commercio.

Nel dettaglio la misura, approvata dalla Giunta regionale, mette a disposizione complessivamente 10 milioni di euro per sostenere progetti di rigenerazione urbana e di ripresa economica nei Distretti del commercio riconosciuti dalla Regione. L'obiettivo è favorire gli investimenti delle piccole e medie imprese del commercio, della somministrazione di alimenti e bevande e dei servizi, accrescendo così l'attrattività delle attività economiche e dei territori nei quali operano. «È un bando che considero particolarmente importante – prosegue il meloniano Borgia – perché non guarda soltanto alla singola attività commerciale, ma punta ad una visione complessiva del territorio. Oggi per competere non basta che il singolo negozio investa sulla propria attività: è necessario che commercianti, ristoratori e operatori dei servizi lavorino insieme, mettendo in rete le proprie energie per rendere i nostri centri urbani più attrattivi».

Il bando sostiene infatti progetti sviluppati attraverso forme aggregative di piccole e medie imprese con l'obiettivo di promuovere l'innovazione dell'offerta e valorizzare le eccellenze commerciali, enogastronomiche e storiche locali così da rafforzare la capacità dei Distretti di attrarre cittadini, visitatori e consumatori. Per accedere alla misura è però prevista la costituzione di un partenariato secondo il modello dei Distretti del commercio, con almeno tre imprese coinvolte nel progetto. Gli interventi dovranno inoltre essere realizzati all'interno dei Distretti del commercio riconosciuti e individuati dal bando.

«Penso alla possibilità di investire sull'innovazione, sulla digitalizzazione, sull'e-commerce, sul miglioramento degli spazi e degli arredi, ma anche su interventi che possano rendere le attività più moderne e funzionali – sottolinea il Consigliere Borgia – Sono risorse che possono aiutare concretamente gli imprenditori a compiere quel salto di qualità che il mercato oggi richiede. Ma soprattutto è importante che questi investimenti siano inseriti in una strategia comune, perché la forza di un Distretto sta proprio nella capacità di presentarsi come un sistema». «La Regione – continua – mette dunque in campo uno strumento che può contribuire alla rigenerazione dei nostri centri urbani e al contrasto della progressiva desertificazione commerciale. Quando chiude un negozio non viene meno soltanto un'attività economica: spesso si perde un presidio sociale, un servizio e una parte dell'identità di una comunità. Per questo dobbiamo fare tutto il possibile per accompagnare le imprese che vogliono investire e continuare a credere nei propri territori».
Mondo, Cultura, Friuli V.G., Veneto

Alla scoperta dei luoghi di Dante, Ceggia entra nella rete del turismo letterario con il nuovo “Centro Visitatori DANTE”

CEGGIA (VE) - Un nuovo spazio dove letteratura, territorio e tecnologia si incontrano per trasformare il patrimonio culturale in uno strumento di promozione turistica. È stato inaugurato questa mattina, all’interno del Municipio di Ceggia, il nuovo Centro Visitatori DANTE, uno dei risultati concreti del progetto europeo dedicato alla costruzione di una destinazione letteraria tra Italia e Slovenia.

Il progetto DANTE – “Pratiche culturali sostenibili e resilienti per un’offerta innovativa e integrata di turismo letterario”, è cofinanziato dall’Unione europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia. Ceggia è l’unico Comune del Veneto tra i sei partner coinvolti, e ospita uno dei tre Centri Visitatori realizzati dal progetto, insieme a quelli di Isola e Tolmino.

L’obiettivo è partire dalla figura e dai viaggi del Sommo Poeta, e padre della lingua italiana, Dante Alighieri per costruire una rete capace di mettere in relazione luoghi, autori, paesaggi, storia e comunità, trasformandoli in occasioni di scoperta del territorio attraverso un turismo culturale, lento e sostenibile.

Il cuore del progetto è costituito da cinque itinerari pilota che attraversano Veneto, Friuli Venezia Giulia e Slovenia, collegando luoghi legati alla presenza, alla memoria e all’opera di Dante. Dai territori di Tolmino e Tolmezzo a Duino, Trieste e Isola, dalla Riviera del Brenta a Venezia, i percorsi utilizzano lo storytelling per accompagnare il visitatore attraverso storia, letteratura e paesaggio.

Ma DANTE guarda anche oltre la figura del Poeta. Per Ceggia la sfida è utilizzare questo modello per raccontare anche un patrimonio più ampio, mettendo in rete gli autori che hanno descritto il Veneto, da Goffredo Parise a Giacomo Noventa, da Giovanni Comisso a Ippolito Nievo, senza dimenticare Ernest Hemingway, insieme a musei, manifestazioni e tradizioni locali come il Carnevale storico.

In questo percorso il nuovo Centro Visitatori assume il ruolo di porta d’accesso al territorio. Non un semplice punto informativo, ma uno spazio pensato per accompagnare il visitatore nella conoscenza dei luoghi attraverso contenuti multimediali, strumenti digitali e soluzioni supportate dall’intelligenza artificiale. La tecnologia permette di rendere più immediato e coinvolgente il racconto, mentre attraverso i QR code è possibile ascoltare dalla “voce di Dante” informazioni sul suo viaggio e sugli itinerari dell’area transfrontaliera.

Una componente digitale che non vuole sostituire la visita, ma stimolarla. Proprio la valutazione sviluppata nell’ambito di DANTE individua negli strumenti digitali una delle principali opportunità di crescita, ribadendo allo stesso tempo che la tecnologia deve accompagnare l’esperienza diretta dei luoghi.

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Con il Centro Visitatori compiamo un passo concreto per rafforzare la capacità di Ceggia e del nostro territorio di raccontarsi, aprendosi contemporaneamente a una dimensione europea – sottolinea il sindaco Mirko Marin –. DANTE ci permette di mettere in relazione cultura, turismo e nuove tecnologie, valorizzando risorse che già possediamo e inserendole in una rete più ampia. La sfida ora è fare in modo che quanto costruito continui a produrre opportunità, relazioni e nuove iniziative anche dopo la conclusione del progetto, facendo del Centro un punto di partenza per promuovere Ceggia e il territorio oltre i nostri confini».

Il progetto punta infatti a non esaurirsi con la conclusione del programma europeo. Tra le prospettive individuate ci sono la trasformazione degli itinerari in parchi letterario-turistici permanenti, la creazione di un marchio transfrontaliero, lo sviluppo di strumenti digitali condivisi e la costituzione di una rete DANTE capace di proseguire nel tempo.

A far da cornice all’inaugurazione, nel pomeriggio, è stato “Sì, viaggiare! Festival della letteratura di viaggio”, con incontri dedicati a Dante, laboratori per bambini e un confronto sul rapporto tra letteratura e sviluppo locale, terminando con il Premio Letterario Dispatriati 2026.



Cultura, Conegliano

Presentato il calendario delle celebrazioni per il 60°anniversario della Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene

CONEGLIANO/VALDOBBIADENE (TV) - La Strada del Vino più antica d’Italia fa Sessanta. Era il 10 settembre 1966 quando Italo Cosmo, Bepi Mazzotti e Giuseppe Schiratti (vedi biografie), figure di rilievo del panorama culturale dell’epoca, fondarono quella che oggi chiamiamo Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene. L’associazione, guidata da Isidoro Rebuli, per celebrare degnamente l’importante anniversario ha predisposto un programma di iniziative diffuse: “Abbiamo pensato di allestire, in collaborazione con IPA e con la Città di Pieve di Soligo, una mostra fotografica davvero unica per il materiale che siamo riusciti a recuperare e di produrre un docufilm che raccoglie testimonianze inedite e preziose. Una ricorrenza che non è solo simbolica, ma che rappresenta un momento di riflessione sul futuro dell’enoturismo e di orgoglio per un territorio che ha saputo coniugare paesaggio, cultura e un’eccellenza produttiva riconosciuta in tutto il mondo”.

Quella che sessant’anni fa nasce come Strada del Vino Bianco, che dal 2003 diventa Strada del Prosecco e Vini dei Colli di Conegliano Valdobbiadene e che oggi è denominata Strada del Vino Conegliano Valdobbiadene, detiene il primato di Strada del Vino più antica d’Italia:
“Siamo fieri e consapevoli – ha proseguito Rebuli – di essere depositari di una grande responsabilità, dettata dalla visione illuminata di tre tra i più importanti intellettuali della nostra terra. Siamo loro profondamente grati, perché seppero intuire quello che oggi è assodato e che rappresenta la nostra cifra a livello turistico; vale a dire la stretta connessione tra prodotto e paesaggio”. Rebuli ha ricordato gli eventi di punta organizzati dalla Strada, la 100Miglia e WeekCantina: “Eventi che conferiscono valore aggiunto al territorio e che assumono ulteriore importanza grazie all’autenticità e alla professionalità delle persone che accolgono i turisti”. L’associazione conta 250 soci e si pone storicamente come il primo concreto esempio di marketing territoriale d’Italia.

L’intervento del presidente Isidoro Rebuli è stato preceduto dai saluti del sindaco di Conegliano Fabio Chies e della dirigente della Scuola Enologica Mariagrazia Morgan, i quali hanno posto l’accento sull’importanza del fare rete tra enti locali e tra strutture ricettive, che trovano nell’Associazione Strada un qualificato collante, ma anche sul fondamentale contributo offerto da scuole, come il “Cerletti”, per la formazione dei giovani; un aspetto sul quale è imperativo continuare ad investire.

Ha suscitato grande interesse l’excursus storico sulle origini della Strada con la relazione del professor PierAntonio Val, docente all’Università IUAV di Venezia. Un’occasione per ripercorrere e riscoprire i valori fondanti di un progetto - suggerito da Italo Cosmo, direttore dell’allora Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano e messo in atto dal farmacista Giuseppe Schiratti di Pieve di Soligo con la collaborazione di Giuseppe Mazzotti allora direttore dell’ Ente Provinciale per il Turismo - che diede il via in Italia a tutti quei percorsi che furono allora definiti “itinerari del turismo gastronomico”, oggi ampiamente noti come Enoturismo.

“Il contesto culturale da cui è germogliato il progetto – ha spiegato il professore Val – è vasto e composito e coinvolge molti personaggi in diverse forme, direte o indirete: sullo sfondo, a distanza, l’economista Giuseppe Tognolo e Giovanni Battista Salvioni, primo professore di statistica sociale all’università di Bologna (entrambi zii di Schiratti e attivi frequentatori dei luoghi). Naturalmente ne è parte in forma diretta Giuseppe Mazzotti insieme la provincia di Treviso, l’intera scuola enologica, in particolare il prof Italo Cosmo, e in tempi diversi il prof. Tullio De Rosa, il Consorzio di Tutela dei Vini del Piave e del Prosecco. Ne fa parte sostanzialmente il mondo letterario di Andrea Zanzotto e ne è protagonista attivo Giuseppe Schiratti, tenace presidente del Comitato esecutivo della Strada del Vino Bianco. Schiratti è stato a servizio di un sogno innovativo: poter replicare meglio, sia in forma che a misura del territorio della sinistra Piave, un progetto (sperimentato negli anni 30 in Germania) di promozione e valorizzazione del vino, strettamente integrato con la promozione complessiva del territorio, coniugando qualità enogastronomica e qualità territoriale nella sua interezza”.

Lungo i 90 chilometri della Strada sono sorte nel tempo 33 Botteghe del Vino (oggi ne sopravvive poco più di una manciata). Qualche anno fa l’IPA Terre alte della Marca Trevigiana ha incaricato l’università Iuav di Venezia di fare una ricerca e una pubblicazione analizzando la situazione e ipotizzando alcune strategie per un rilancio e una rigenerazione della Strada del Vino che facesse leva sull’originario sistema radicato e diffuso di valorizzazione territoriale per un incremento del turismo sostenibile.

Risultato: la Strada del Conegliano Valdobbiadene “rigenerata e implementata nel tracciato e nelle botteghe può essere la spina dorsale di un museo diffuso e innovativo del paesaggio, dove le botteghe sono un’articolata sequenza di stazioni di sosta che coniugano insieme, promozione culturale ed economica del territorio. Le botteghe per le loro notevoli differenze costituiscono una sorta di prezioso e canonico zibaldone dell’architettura minore del paesaggio”.

Angelo Facchin, consigliere della Camera di Commercio di Treviso e Belluno, ente sostenitore della Strada del Vino fin dalle sue origini, ha messo in evidenza l’importanza che l’Associazione riveste a livello locale, riuscendo a lavorare in sinergia con tutti gli attori del territorio. Concetto condiviso da Teresa Grava, rappresentante di Banca Prealpi SanBiagio, la quale ha sottolineato il valore delle persone, della comunità.

Federico Della Puppa, direttore dell’Associazione Colline UNESCO, Stefano Soldan, sindaco di Pieve di Soligo e presidente IPA e Luciano Fregonese, sindaco di Valdobbiadene hanno posto l’attenzione sulla preziosa eredità lasciata dai fondatori, autentici e generosi innovatori, che hanno saputo guardare oltre il limite del loro presente, immaginando le sfide alle quali sarebbero state chiamate le future generazioni. Il presidente della Fondazione Mazzotti, Andrea Simionato infine, ha ribadito l’importanza di ricordare e celebrare le origini e l’evoluzione della Strada del Vino, tenendo sempre lo sguardo rivolto al futuro e alle esigenze dell’enoturismo moderno.

Prossimi appuntamenti:
Mostra fotografica, documentale, oggettistica, allestita presso i locali di Villa Brandolini a Solighetto: “STRADA DEL CONEGLIANO VALDOBBIADENE, UNA STORIA INNOVATIVA, per promuovere Paesaggio, Cultura ed Eccellenza del territorio”. Inaugurazione venerdì 18 settembre alle ore 18:00.

Un’esposizione di immagini d’epoca, documenti, manifesti, bozzetti e oggetti che dai primi anni ‘60 hanno accompagnato l’attività della Strada del Vino Bianco. Un viaggio immersivo che racconta un’epoca relativamente recente ma che si è evoluta rapidamente.

Sabato 26 settembre, escursione di quasi 6 chilometri, della durata di due ore. Una camminata escursionistica sull’Anello del Moncader nel Cammino delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene alla scoperta di curiosità culturali uniche, accompagnati da una guida d’eccezione: Giovanni Carraro, l’ideatore del Cammino.

Ottobre, presentazione del docufilm ADAGIO ADAGIO che propone uno sguardo sul territorio del Conegliano Valdobbiadene, attraverso un viaggio “on the road” lungo il tracciato storico della Strada del Vino. Un video-racconto in 6 tappe: la storia, l’arte, il paesaggio, gli antichi mestieri, la gastronomia, il vino.




Venezia

Un weekend d’autunno al mare: al Cavallino Bianco Caorle – Venezia 

In autunno, il mare di Caorle si vive tra oltre 4.000 m² di wellness, piscine riscaldate e trattamenti per adulti, coppie, bambini e teenager. Mentre i più piccoli vivono il loro KidsTime, i genitori possono concedersi il proprio MyTime

Un soggiorno breve o un weekend di wellness al mare può essere, in autunno, un’occasione per ritrovare tempo spensierato in famiglia, alternando i momenti da condividere alle attività dedicate ai bambini e alle pause di relax per mamma e papà.

Al Cavallino Bianco Caorle – Venezia, Luxury Family Beach Resort 5 stelle lusso affacciato sull’Adriatico, ottobre diventa così l’occasione per una vacanza al mare diversa dal solito: una pausa da vivere tra la pineta, il mare d’autunno, le piscine riscaldate e gli oltre 4.000 m² dedicati al wellness, senza rinunciare al tempo in famiglia. Qui il benessere non è pensato come un’esperienza separata dalla vacanza con i figli, ma come una delle sue espressioni più autentiche. C’è il tempo per sé, tempo di coppia, tempo per i bambini e tempo da vivere insieme: MyTime, TwoTime, KidsTime e FamilyTime diventano così parte della filosofia “It’s Family Time – Live it Now”, che attraversa ogni spazio del resort.

Immerso nel dialogo continuo con la pineta e l’Adriatico, il resort accoglie le famiglie in 101 ampie family suite, da 46 a 118 m², tutte con terrazza vista o fronte mare. A completare l’esperienza ci sono una spiaggia privata di 5 ettari, piscine indoor/outdoor riscaldate e Lino Land, 750 m² dedicati a bambini e ragazzi, con spazi e attività su misura per diverse fasce d’età.

È proprio questo equilibrio a rendere una pausa autunnale particolarmente preziosa anche per mamma e papà: mentre i bambini vivono i loro spazi e il loro tempo, i genitori possono rallentare davvero e concedersi qualche ora di relax, un trattamento o un momento da vivere in coppia.

Al terzo piano, all’interno dell’area wellness del resort, si trova Lea’s Beauty & Spa, il centro dedicato alla cura, al relax e alla rigenerazione. Una dimensione luminosa e raccolta, dove il ritmo della giornata rallenta e il corpo ritrova leggerezza. Qui convivono trattamenti estetici, rituali rilassanti, percorsi personalizzati e momenti pensati per ospiti di ogni età. Il team accompagna nella scelta dell’esperienza più adatta, con proposte che spaziano dai massaggi relax ai massaggi vitality, dai rituali bodystyling all’ayurveda, dai trattamenti viso ai trattamenti di benessere per il corpo. Non mancano l’estetica, l’Hair Spa e percorsi dedicati a momenti specifici della vita e della vacanza.

Le esperienze di Lea’s Beauty & Spa seguono i diversi momenti e le diverse età della famiglia. Family Time permette di vivere momenti di benessere insieme ai figli; Baby Time è rivolto ai neonati e ai bambini da 0 a 2 anni; Kids Time ai piccoli ospiti fino agli 11 anni; Teenager Time a ragazze e ragazzi dai 12 ai 16 anni. Two Time è infine dedicato alla coppia, per ritrovare armonia e connessione in un momento riservato.

La cura passa anche dalla scelta dei prodotti. Tra i marchi utilizzati figurano Davines, che accompagna i rituali dedicati ai capelli; Rhea, che propone trattamenti viso personalizzati in base alle esigenze della pelle; Thalgo, che porta nei trattamenti l’ispirazione marina; e la linea BelLino by Cavallino Bianco, pensata per la pelle delicata dei più piccoli.

La proposta beauty si integra con l’intera area wellness del resort, che si sviluppa tra piscine, zone relax, beauty farm e spazi adults-only. Al terzo piano si trovano anche sauna finlandese, biosauna, bagno turco e sale relax. È qui che il benessere incontra uno degli scenari più suggestivi del resort: la Infinity Sky Pool Adults Only, piscina esterna riscaldata a sfioro panoramica. A completare l’esperienza, il Cielo Panorama Pool & Lounge, un salotto sospeso riservato agli adulti, ideale per prolungare la sensazione di quiete dopo la sauna o un trattamento.

In autunno, quando cresce il desiderio di fermarsi e recuperare energie, il Cavallino Bianco Caorle – Venezia offre così alle famiglie la possibilità di ritrovare il proprio ritmo. I bambini hanno i loro spazi, le loro attività e il loro tempo; gli adulti possono riscoprire il silenzio, la cura e il piacere di una pausa personale o di coppia. E poi c’è il tempo da vivere tutti insieme, con il mare di Caorle sullo sfondo.

“Innamoratevi della cura di voi stessi” è l’invito di Lea’s Beauty & Spa. Un invito che in autunno acquista un significato ancora più prezioso: fermarsi, respirare, lasciarsi accompagnare e ritrovare il proprio equilibrio, anche solo per un weekend.
www.cavallino-bianco.com
Venezia

Fattorie didattiche, al Lido celebrato un modello oggi primo in Italia

LIDO DI VENEZIA - Dalla terra si può imparare come nasce un alimento, ma anche il rispetto del tempo, la pazienza, il valore del lavoro, la curiosità e la capacità di stare insieme. Valori che il progetto regionale delle Fattorie didattiche del Veneto porta avanti dal 2003, e che oggi pomeriggio sono stati protagonisti di un evento celebrativo organizzato allo stand della Regione alla Mostra del Cinema di Venezia.

Un appuntamento pensato per raccontare non soltanto le Fattorie didattiche, ma le persone e la rete che negli anni hanno fatto crescere un progetto nato più di vent’anni fa e diventato oggi uno dei principali strumenti attraverso cui l’agricoltura veneta si apre alle famiglie.

Se nel 2003 erano 62 le aziende agricole aderenti, oggi sono 485, distribuite in tutte le province venete. Il progetto è nato grazie a un Gruppo di lavoro promosso e coordinato dalla Regione, diretto dalla dottoressa Elena Schiavon, al quale partecipano le organizzazioni professionali agricole e agrituristiche, insieme alle Fattorie. Il principio resta quello dell’“imparar facendo”: conoscere attraverso l’esperienza diretta, stimolare i sensi, scoprire, giocare, lavorare insieme, riscoprire il mondo rurale e trasformare ciò che si vive in un’occasione di apprendimento.

Un approccio che trova nella natura uno dei suoi luoghi privilegiati. L’orto, il campo, il bosco, gli animali e i ritmi della campagna diventano occasioni per permettere ai bambini, alle famiglie, ai turisti, di sperimentare concretamente lasciando spazio alla curiosità, alla creatività e alla libertà. La conoscenza della natura passa così anche attraverso la gioia dell’esperienza: osservare il cielo, ascoltare gli uccelli, riconoscere gli odori, sporcarsi le mani, scoprire gli insetti e comprendere la vita nei suoi diversi ritmi.

Il progetto regionale nasce proprio con questo obiettivo: rendere le aziende del settore primario protagoniste dei percorsi di educazione alimentare e valorizzare le produzioni tipiche e di qualità, restituendo allo stesso tempo all’agricoltore un ruolo sociale come custode delle ricchezze ambientali e culturali del territorio.

Nel corso degli anni, questa impostazione ha permesso alle Fattorie didattiche di diventare parte di una più ampia comunità educante, nella quale scuola, famiglia, istituzioni, associazioni e territorio concorrono alla crescita dei più giovani. Una comunità che non si limita a educare i bambini, ma cresce insieme a loro e si lascia trasformare dalle loro domande e dalla loro curiosità.

All’evento di oggi all’interno dello stand regionale alla Mostra del Cinema, hanno partecipato il dirigenti regionali e le associazioni di categoria che compongono il Gruppo di Lavoro Fattorie didattiche, oltre all’attrice Ottavia Piccolo che ha letto alcuni testi-omaggio alle donne in Agricoltura. Durante l’incontro è stato presentato un nuovo video prodotto dalla Regione del Veneto, realizzato attraverso le esperienze di sei aziende. Un racconto che parte dai bambini ma guarda a una platea molto più ampia: perché la fattoria didattica può essere un luogo per imparare, giocare e crescere, ma anche per riscoprire da adulti un rapporto diretto con la terra, con il cibo, con la natura e con il lavoro agricolo.

Dalle 62 realtà del 2003 alle 485 di oggi, il progetto delle Fattorie didattiche racconta così una parte importante dell’evoluzione dell’agricoltura veneta: un’agricoltura che continua a produrre, ma che sempre più spesso sa anche educare, accogliere, custodire e creare relazioni, mettendo a disposizione della comunità il patrimonio di conoscenze e di valori custodito nelle aziende agricole.
Venezia

Miss Mondo fa tappa a Marcon

Bellezza, intrattenimento ed enogastronomia si sono incontrati al Risto-Pizza-Birreria "Al Toro" di Marcon (VE)

MARCON - Venerdì 4 settembre, lo storico locale della località Colmello ha ospitato, in collaborazione con Antonella Agency, la selezione provinciale veneta di Miss Mondo Italia 2027. Una meravigliosa serata all'insegna del fascino e del talento, durante la quale le concorrenti del più antico e prestigioso concorso di bellezza internazionale si sono sfidate per le ambite fasce in palio.

L'evento è stato fortemente voluto, per il secondo anno consecutivo, dai titolari Stefano e Francesca Stevanato con un duplice obiettivo: valorizzare il territorio veneziano e promuovere valori condivisi. Cibo, moda e spettacolo, apparentemente lontani, trovano infatti un punto d'incontro fondamentale nella disciplina, nel rispetto e nell'impegno — principi chiave da trasmettere alle nuove generazioni.

Lo Spettacolo

Nel pomeriggio, le concorrenti si sono sfidate in Un'originale prova gastronomica per aggiudicarsi una speciale fascia tematica.
La serata si è poi aperta sulle note della nuova sigla di Miss Mondo Veneto 2027, svelata attraverso la coreografia delle finaliste regionali e delle testimonial. A condurre l'evento è stata la carismatica Anna Bardi (seconda classificata alla finale nazionale di Miss Mondo Italia 2023 e oggi affermata modella), affiancata dalla brillante Anna Mariotto (Miss Mondo Talent Veneto 2026 e semifinalista nazionale).
Le candidate hanno affrontato il giudizio della giuria attraverso tre prove principali:
• Una esibizione d'interpretazione
• Una sfilata in costume da bagno
• Un'uscita in dress code elegante.

Intrattenimento

L'evento si è distinto per una cornice artistica di alto profilo, articolata in tre momenti principali:
• Spazio alle Miss: la presentazione di Anna Mariotto (finalista nazionale a Miss Mondo Italia 2026) e delle semifinaliste nazionali Giovanna Zuanazzi e Amelia Polescicov, pronte a rappresentare il Veneto alla finale di Gallipoli nel mese di giugno.
• Musica dal vivo: le esibizioni canore di Maria Vittoria Mercolini, in rappresentanza della scuola Cuore e Musica.
• Dietro le quinte: il reportage di Anna Mariotto che, nel ruolo di inviata speciale, ha raccolto a caldo i sogni, le paure e le emozioni delle protagoniste.

Il Verdetto

Il titolo di Semifinalista Nazionale 2027 è stato assegnato ad Aurora Vittoria di Dueville (VI). Con la corona e lo scettro Amelia conquista ufficialmente il pass per la semifinale nazionale di Gallipoli (LE), in programma a giugno 2027, dove rappresenterà la bellezza veneta nella sfida per il titolo nazionale.

Risultati della Selezione:
Accesso alla finale regionale per:
2^ Classificata – FINALISTA REGIONALE: Matilde Capra, di Roncade (TV),
3^ Classificata – MISS GIL CAGNE’: Angelica Torricella, di Salzano (VE),
4^ Classificata – MISS CAROLI HOTELS: Benedetta Masini, di Belluno.

Premiazioni Speciali:
– MISS DEL WEB by AGRICOLA – Angelica Marchesan di Castello di Godego (TV),
grazie alla votazione web,
– MISS AL TORO – Vittoria Palano, di Rotzo (VI)
– MISS DIGITAL CREATOR – Sara Gasparini, di San Donà di Piave (VE).

Spazio poi agli altri premi speciali! Un riconoscimento davvero unico è andato a Chiara Ferruggia di Sedrano (PN), che si è aggiudicata il titolo di "MISS FOODIE". È stata lei a brillare nella sfida culinaria, dimostrandosi una vera buongustaia e rispondendo con successo a più domande a tema gastronomico e confermando la sua grande passione per il cibo.

Antonella Marcon (Antonella Academy Agency), responsabile di Miss Mondo per il Veneto e il Trentino-Alto Adige, rivolge un sentito ringraziamento alle presentatrici Anna Bardi e Anna Mariotto, alle semifinaliste nazionali 2027 Giovanna Zuanazzi e Amelia Polescicov, alla giuria e a tutti i numerosi ospiti intervenuti.
Antonella ha avuto il grande onore di accogliere tra i membri della giuria il Signor Andrea Guerra, in rappresentanza dell’azienda partner nazionale AGRICOLA, iconica birra chiara artigianale e popolare da filiera agricola firmata Birra Salento.

Un doveroso e sincero grazie va anche al fotografo e videomaker Denis J Axl, al coreografo e regista Aligi Santinello, allo staff di Miss Mondo Veneto e a Katia del service audio.
Un particolare ringraziamento è rivolto alle aziende sponsor che hanno reso possibile l'evento, ai sigg. Stefano e Francesca Stevanato titolari del risto-pizza-birreria AL TORO per la splendida ospitalità e per la preziosa collaborazione.

Vuoi essere tu la prossima Miss? Se hai tra i 16 e i 25 anni, iscriviti alle selezioni provinciali del Veneto compilando il form su missmondo.it.
E se fossi tu la prossima semifinalista nazionale 2027? Realizza il tuo sogno: indossando la corona e salendo sul podio con lo scettro.
Non perdere il prossimo appuntamento: ti aspettiamo sabato 10 Ottobre a Villa Bonin di Vicenza.
Contatti e Social:
• Siti web: missmondo.it | accademiamodaspettacolo.it
• Social: Cercaci su Facebook e Instagram come Antonella Agency e Miss Mondo Veneto.


Cultura, Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, un viaggio a tutto tondo per l’edizione 2026 del Chamber Music Festival 

VITTORIO VENETO – L’edizione 2026 del Vittorio Veneto Chamber Music Festival assicura al pubblico di ogni età un viaggio musicale in epoche diverse, abbracciando sonorità, ritmi e gusti diversi, spaziando dalla musica barocca di Bach ai ritmi argentini di Piazzolla. Un programma davvero unico quello che il direttore artistico del festival, la pianista vittoriese Chiara Opalio, ha quest’anno voluto per i cinque concerti che si terranno a Vittorio Veneto da giovedì 17 settembre a domenica 20 settembre. Esecuzioni che porteranno in città musicisti di fama internazionale per cinque eventi davvero unici, dove la musica si unirà anche ad altre arti, dalla danza aerea alla narrazione.

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Il Vittorio Veneto Chamber Music Festival si aprirà giovedì 17 settembre, alle 20, nella suggestiva cornice del chiostro dell’ex convento dei frati Carmelitani, con un’anteprima che sarà una sorpresa per il pubblico e che sarà ad ingresso gratuito» dettaglia il direttore artistico Chiara Opalio. Nel chiostro di via Mazzini 1 gli archi del Vittorio Veneto Chamber Music Festival suoneranno musiche ispirate al fascino dei tesori artistici custoditi nella adiacente chiesa di San Giovanni Battista. Venerdì 18 settembre, alle 20, il festival si sposterà nella sala degli stemmi del Castello vescovile di San Martino, a Ceneda, per il concerto “La Trota Rivisitata”. «L’opera di Schubert – prosegue Chiara Opalio – sarà eseguita da un quintetto nella forma tradizionale, dunque per pianoforte, violino, viola, violoncello e contrabbasso, e in mezzo ai cinque movimenti spazio a dei testi, aneddoti che saranno raccontati dal contrabbassista e narratore Christian Sutter». Oltre a Sutter, gli altri musicisti saranno Chiara Opalio al pianoforte, Eoin Ducrot al violino, Alessandro d’Amico alla viola e Clara Védèche al violoncello.

Sabato 19 settembre il concerto che unirà la musica alla danza aerea sotto il titolo “Danza tra le note: dal barocco al folk”. L’appuntamento è alle 19 nel Castrum di Serravalle in via Roma 21. «La particolarità di questo concerto – anticipa il direttore artistico – è che sarà diviso in tre parti. La prima sarà dedicata all’epoca barocca e saranno eseguite le Variazioni Goldberg di Bach, un’apertura classica e pulita per trio d’archi. La seconda parte sarà puramente romantica sotto il titolo “Sognando al chiaro di luna”: saranno eseguiti il Chiaro di luna di Debussy per arpa e violino, le Sonatine per arpa di Tournier e le Sonatine per arpa e archi di Ravel. Chiuderà, terza parte, “L’Irlanda e le sue danze celtiche” con musica folk tradizionale irlandese per archi, tanti piccoli brani trascritti per quartetto d’archi. Desideria Chinzari Sacchettini, danzatrice aerea, fungerà da filo conduttore, dal barocco al folk, danzando sulle diverse note, con luci e atmosfera che cambieranno, tanto che sembrerà di essere trasporti in tre epoche diverse». I musicisti di questo viaggio dal barocco al folk sono Eoin Ducrot al violino, Alessandro d’Amico alla viola, Clara Védèche al violoncello, Christian Sutter al contrabbasso e Francesca Pronto all’arpa.

Gran finale di questa quarta edizione del festival domenica 20 settembre con un doppio appuntamento.

IL PROGRAMMA
Si inizia alle 11 al santuario di Santa Augusta, con ingresso libero, per l’evento straordinario ed un programma a sorpresa che sarà eseguito dalla giovane arpista Francesca Pronto. «Il santuario di Santa Augusta è uno dei luoghi del nostro Festival fin dalla prima edizione – ricorda il direttore artistico -: da questo suggestivo luogo che domina dall’alto la città si esibirà la giovane arpista di Castelfranco Veneto, Francesca Pronto. Per me è molto importante poter dare spazio ai giovani musicisti durante il Festival, a maggior ragione se veneti».

Alle 17 l’appuntamento sarà a palazzo Minucci De Carlo in via Martiri, nel cuore di Serravalle, per il concerto finale “Tango misterioso” con musica di Astor Piazzolla e testi di Jorge Luis Borges. «Un concerto – sottolinea Chiara Opalio – interamente dedicato a Piazzolla e con un tema completamente diverso rispetto a quello che è stato il Festival fino ad oggi: si parlerà di Sud America e di ritmi diversi». “Tango misterioso” vedrà tutti i musicisti nuovamente sul palco per questo gran finale, intercalato dalle narrazioni incentrate sulla storia di Piazzolla a cura di Sutter.

I biglietti per i vari concerti sono disponibili sul sito vittoriochamberfestival.com: intero euro 20, ragazzi under 26 euro 10, bambini under 10 euro 1, abbonamento a tre concerti euro 50.

IL FESTIVAL NATO NEL 2022
«Da vittoriese ho sempre avuto l’idea di realizzare un Festival nella mia città natale, come segno di ringraziamento per il supporto ricevuto nel corso degli anni – afferma il direttore artistico del Festival, Chiara Opalio -. L’intento è quello di includere Vittorio Veneto in un progetto speciale, un’esperienza che, dopo i grandi successi delle passate edizioni, spero possa continuare a svilupparsi nel corso degli anni a venire. Ho sempre creduto che non ci fosse un luogo migliore per fondere la bellezza della natura con quella della musica. Il mio obiettivo è diffondere questo messaggio al più vasto pubblico possibile, permettendo a vittoriesi e non solo di godere di quattro giornate all’insegna della cultura, del relax, dell’intrattenimento e delle occasioni per socializzare con amici e musicisti».

Mondo

Due mondi: quello reale e quello digitale

Oggi viviamo sempre più in due mondi. C'è un mondo reale e c'è un mondo digitale. E troppo spesso questi due mondi non si somigliano più. Nel mondo digitale si possono costruire immagini, fabbricare comunicazione, moltiplicare messaggi, creare paure e trasformare una provocazione in una notizia globale nel giro di pochi minuti. 

È un mondo nel quale una fotografia, un video o un post possono diventare più importanti della realtà che dovrebbero raccontare.
Donald Trump ha trasformato questa dinamica in uno degli strumenti più potenti della propria comunicazione politica. Pubblica continuamente immagini, dichiarazioni e messaggi provocatori. Ogni pubblicazione genera reazioni, ogni reazione diventa una nuova notizia e ogni nuova notizia alimenta il ciclo successivo. Le masse vengono intrattenute, i media vengono costretti a inseguire l'ultima provocazione e l'attenzione collettiva viene spostata continuamente da un argomento all'altro.

Non è necessario che tutto ciò che viene pubblicato sia falso. È sufficiente produrre così tanto rumore da rendere difficile distinguere ciò che conta davvero da ciò che serve soltanto a occupare lo spazio dell'informazione.
Ed è qui che il mondo digitale può diventare pericoloso.
Perché mentre milioni di persone discutono dell'ultima immagine pubblicata da Trump, nel mondo reale continuano ad accadere cose che non hanno nulla di virtuale. Si prendono decisioni politiche concrete. Si esercitano pressioni economiche. Si mettono in discussione principi democratici. Si alimentano paure e divisioni. Si normalizzano linguaggi sempre più aggressivi e si moltiplicano episodi di violenza e discriminazione.

Nel mondo digitale si può fabbricare quasi tutto: consenso, paura, indignazione, nemici e persino una realtà alternativa.
Nel mondo reale, invece, le conseguenze hanno un peso diverso. Le persone perdono diritti, famiglie vengono separate, intere comunità vengono criminalizzate, la dignità umana viene calpestata e la violenza può diventare progressivamente qualcosa di normale.
È questa distanza tra i due mondi che dobbiamo imparare a riconoscere.
Perché mentre il mondo digitale ci intrattiene, il mondo reale continua ad avanzare.
E quando il rumore diventa assordante, quando ogni giorno arrivano decine di nuove provocazioni, quando siamo costretti a reagire continuamente all'ultima immagine o all'ultima dichiarazione, rischiamo di non vedere più ciò che accade davanti ai nostri occhi.
La comunicazione diventa allora uno strumento di distrazione e l'informazione viene sommersa dall'intrattenimento; La paura diventa una forma di controllo e la provocazione diventa una tecnica per occupare permanentemente lo spazio pubblico.

È una dinamica che ricorda terribilmente quella descritta anni fa da Steve Bannon, uno degli ideologi del movimento MAGA, quando parlò della necessità di “inondare la zona” di contenuti per impedire ai media di fermarsi, analizzare e pensare. Non è necessario che ogni messaggio sia credibile. L'importante è che arrivi il prossimo, e poi quello successivo, e ancora un altro. Così la società corre dietro alle notizie mentre la realtà cambia sotto i suoi piedi. Ed è proprio qui che bisogna aprire gli occhi. Perché il problema non è soltanto ciò che Trump pubblica ma ciò che rischiamo di non vedere mentre guardiamo ciò che Trump pubblica.

Mentre sullo schermo scorrono immagini costruite digitalmente, provocazioni territoriali e messaggi studiati per suscitare indignazione, nel mondo reale possono avanzare politiche che mettono sotto pressione le istituzioni democratiche, i diritti fondamentali e la dignità delle persone.
E quando vengono riproposti simboli, linguaggi e gesti che ricordano periodi bui della storia, non possiamo limitarci a considerarli semplicemente contenuti digitali. La storia ci ha insegnato che la normalizzazione dell'odio non avviene in un solo giorno. Avviene lentamente, attraverso parole ripetute, immagini normalizzate, discriminazioni tollerate e violenze alle quali ci abituiamo poco alla volta. Prima ci si abitua alle parole, poi alle immagini, poi alle discriminazioni, poi alla violenza.

E infine si rischia di non riconoscere più il buio quando è ormai arrivato.
Per questo dobbiamo recuperare la capacità di distinguere il mondo digitale dal mondo reale. Dobbiamo verificare, contestualizzare, rallentare. Dobbiamo chiederci non soltanto “che cosa sta pubblicando oggi Trump?”, ma soprattutto “che cosa sta accadendo realmente mentre tutti guardano quello schermo?”.
Perché una società democratica non può essere governata dalle notifiche.
Non può decidere il proprio futuro inseguendo ogni provocazione.
E non può permettere che l'intrattenimento permanente diventi una cortina di fumo dietro la quale avanzano la discriminazione, la violenza e la perdita della dignità umana. Il mondo digitale può fabbricare paura.

Ma la paura diventa reale quando viene trasformata in politica.
Il mondo digitale può fabbricare una narrazione. Ma la narrazione diventa pericolosa quando sostituisce la realtà.
Il mondo digitale può distrarci.
Ma siamo noi che dobbiamo scegliere di guardare oltre lo schermo.

Mondo

Il ritorno di El Niño e l'effetto domino sul clima

Dopo un’estate trascorsa nel tentativo di trovare sollievo vicini ai condizionatori, mentre di anno in anno si infrangono i record storici di temperatura, si è fatto risentire il ben noto El Niño. Poiché la sua area d'origine è distante dalle nostre coste, siamo portati a credere che non ci riguardi direttamente o che non possa influenzare il nostro clima. Ma è davvero così? E se, come vedremo, la realtà è ben diversa, quali provvedimenti sono stati adottati a livello europeo, nazionale e regionale?
 

Il mondo si trova di fronte a una fase climatica straordinaria e preoccupante a causa del ritorno e dell'intensificazione di El Niño, un fenomeno naturale periodico che surriscalda le acque dell'Oceano Pacifico equatoriale, alterando i regimi dei venti e delle precipitazioni su scala globale.

Secondo le stime dell'Organizzazione meteorologica mondiale e gli allarmi lanciati dal segretario generale dell'ONU António Guterres, il fenomeno ha raggiunto proporzioni gigantesche, spingendo il pianeta in una zona ad alto rischio di eventi meteorologici estremi e ponendo le basi affinché il biennio prossimo venturo si avvii a infrangere ogni record di caldo. Gli scienziati e le Nazioni Unite sottolineano che la combinazione tra questo ciclo naturale e il riscaldamento globale causato dall'uomo sta innescando conseguenze devastanti, tra cui ondate di calore prolungate, siccità severa, incendi boschivi e piogge torrenziali che colpiscono duramente la sicurezza alimentare e le economie di intere regioni.
 

Sebbene l'Europa non subisca gli effetti tropicali diretti di El Niño, il Vecchio Continente e in particolare l'Italia risentono fortemente di questa onda lunga climatica, che agisce da moltiplicatore delle anomalie termiche e della siccità. Nel contesto italiano, e specificamente in Veneto, gli impatti si traducono in inverni insolitamente miti, alternanza tra periodi di grave siccità e nubifragi violenti, forti stress per l'agricoltura e le risorse idriche, oltre a un innalzamento dei rischi per la salute pubblica legati all'afa e alle ondate di calore.
 

Per far fronte a questa emergenza climatica strutturale, la Regione Veneto ha mobilitato risposte concrete, passando rapidamente dalla gestione dell'emergenza estiva — caratterizzata da ordinanze per il razionamento dell'acqua e la tutela contro il cuneo salino — a una pianificazione di lungo termine. 

Tra i pilastri attivati figurano la Strategia Regionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici, il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni con la previsione di grandi bacini di laminazione e la difesa degli argini, ingenti investimenti per la creazione di invasi contro la siccità, e l'adesione a progetti europei come il Life ADACT Italy per imporre vincoli urbanistici volti a ridurre la cementificazione.
 

Anche a livello provinciale, come nel territorio di Treviso, la risposta istituzionale si è intensificata attraverso tavoli tecnici e interventi mirati. Sotto il profilo della sicurezza idraulica si punta sulla realizzazione di casse di espansione strategiche lungo i fiumi, come quelle delle Grave di Ciano sul Piave, per scongiurare alluvioni improvvise. 

Nello stesso tempo, capoluogo e amministrazioni locali sfruttano riconoscimenti come il titolo "European Green Leaf" per promuovere la forestazione urbana contro le isole di calore, aggiornano i piani comunali delle acque per favorire superfici drenanti e modernizzano la rete irrigua dei consorzi di bonifica per eliminare gli sprechi d'acqua e proteggere eccellenze agricole locali come i vigneti e le coltivazioni di mais.

La sfida climatica in corso dimostra che la tutela del territorio non è più un'opzione, ma una strategia di sopravvivenza: prevenire oggi significa garantire un futuro sostenibile alle comunità e alle eccellenze che abitano la nostra terra.

Sport, Conegliano

Prima edizione della "Festa dello Sport"

CONEGLIANO (TV) - La Cittadella dello Sport di Conegliano si prepara a vivere un fine settimana all’insegna dell’attività fisica, della condivisione e del divertimento. Sabato 12 e domenica 13 settembre gli impianti sportivi cittadini, tra cui la Prealpi Sanbiagio Arena, il campo da rugby e lo stadio di baseball, ospiteranno la prima edizione della “Festa dello Sport”, manifestazione dedicata a tutte le età e a ogni livello di esperienza.

Per due giornate lo sport sarà il protagonista assoluto di un programma pensato per avvicinare il pubblico alle numerose discipline praticate in città. Sarà possibile conoscere le attività proposte dalle associazioni sportive locali, assistere a dimostrazioni e partecipare a tornei e iniziative aperte a tutti. Dagli sport di squadra alle discipline individuali, l’evento offrirà a bambini, ragazzi e adulti l’opportunità di scoprire nuovi interessi e sperimentare percorsi salutari, educativi e divertenti. La manifestazione nasce anche con l’obiettivo di favorire un contatto diretto tra le società sportive e le famiglie, fornendo informazioni utili per orientarsi tra le diverse proposte disponibili sul territorio.

Un’occasione concreta per conoscere allenatori, tecnici e atleti, ma anche per comprendere i valori che lo sport è in grado di trasmettere: impegno, rispetto delle regole, collaborazione e capacità di mettersi alla prova. «
Con grande entusiasmo, a nome mio e dell’intera Amministrazione comunale, desidero ringraziare tutte le associazioni sportive che hanno reso possibile la prima edizione della “Festa dello Sport”, un evento che promette di diventare un appuntamento fisso nel cuore della nostra comunità» - dichiara l’Assessore allo Sport Primo Longo - «Vogliamo facilitare l’orientamento e l’ingresso nei mondi dello sport, offrendo a bambini, giovani e adulti la possibilità di sperimentare nuovi percorsi salutari e divertenti».

Accanto alle attività sportive non mancheranno momenti dedicati alla musica, alla convivialità e all’intrattenimento. Le serate saranno animate dalla musica di Radio Bellla e Monella, mentre i food truck proporranno specialità pensate per accompagnare il pubblico durante la manifestazione. L’atmosfera sarà informale e pensata per favorire l’incontro tra partecipanti, famiglie e associazioni. La “Festa dello Sport” si propone come un evento capace di unire movimento e socialità, offrendo un punto di riferimento per chi già pratica attività sportiva e per chi desidera avvicinarsi per la prima volta a una disciplina.

La Cittadella dello Sport diventerà così un luogo aperto e partecipato, dove conoscere nuove opportunità, divertirsi e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità. L’appuntamento del 12 e 13 settembre rappresenta, nelle intenzioni dell’Amministrazione Comunale, l’inizio di una tradizione destinata a crescere negli anni e a coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini.

LE ASSOCIAZIONI SPORTIVE PROTAGONISTE:
A.S.D. BASEBALL CLUB CONEGLIANO 1971
A.S.D. BASKET FEMMINILE
CONEGLIANOA.S.D. BOCCIOFILA FERRERA
A.S.D. CAMPOLONGOA.S.D. Pedale Marenese Gino Bartali
A.S.D. CICLISMO CAMPOLONGO
A.S.D. QUEEN CLUB CIRCOLO SCACCHISTICO CONEGLIANO
A.S.D. ROLLER TEAM CONEGLIANO
A.S.D. RUGBY CONEGLIANOA.S.D. RUNNING TEAM CONEGLIANO
A.S.D. ARCIERI DEL CASTELLOA.S.D. SOCIETÀ GINNASTICA CONEGLIANOA.S.D. DINAMIS F.C.A.S.D. DRAGONFLY
A.S.D. PALLAVOLO CONEGLIANO
A.S.D. SCHERMA CONEGLIANO LAME GIALLOBLU
A.S.D. A.M.N.I. PROGETTO DANCING EMOTIONS
F.C.D. CONEGLIANO 1907
SG VOLLEY CONEGLIANO
SSDRLRUCKER
S.S.D a R.L.HOLY RUN
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Ultimo aggiornamento: 14/09/2026 22:23