Cultura, Belluno

Dino Buzzati, un viaggio tra letteratura e montagna per i 120 anni dalla nascita

BELLUNO - Nel 120° anniversario della nascita di Dino Buzzati, Radio ABM lancia un programma in podcast in otto puntate dedicato alla vita, alle opere e all'eredità culturale dello scrittore e giornalista bellunese. La prima puntata sarà disponibile da venerdì 16 ottobre 2026 alle ore 12:30 su www.bellunesinelmondo.info e su tutte le principali piattaforme audio di streaming.

Ricorre venerdì
16 ottobre il 120° anniversario della nascita di Dino Buzzati, una delle figure più poliedriche e incisive del panorama culturale italiano del Novecento. Scrittore, giornalista, pittore e drammaturgo, nato a Belluno nel 1906, Buzzati ha saputo raccontare con cifra stilistica inconfondibile il rapporto tra uomo, natura, attesa e dimensione fantastica.

Per celebrare questo anniversario, Radio ABM – la web radio dell'Associazione Bellunesi nel Mondo – propone un nuovo progetto editoriale in formato podcast intitolato «DINO BUZZATI. Oltre l’orizzonte», sottotitolato 120 anni di Dino Buzzati, tra letteratura, montagna e immaginazione.

Il programma debutterà ufficialmente venerdì 16 ottobre alle ore 12:30, in concomitanza esatta con la data di nascita dell'autore. Il podcast sarà fruibile sul portale informativo www.bellunesinelmondo.info e distribuito sulle principali piattaforme mondiali di ascolto on-demand, tra cui Spotify, Spreaker, Deezer e Amazon Music.

Un percorso in otto puntate
La serie si articola in otto episodi tematici pensati per approfondire gli aspetti centrali dell'opera buzzatiana, guidando l'ascoltatore attraverso le tappe fondamentali della sua produzione:

La montagna, paesaggio dell’anima: la presenza costante delle Dolomiti e del territorio bellunese nella sua visione poetica e biografica.
Buzzati giornalista: gli anni passati nella redazione del Corriere della Sera, dove la cronaca quotidiana ha alimentato la sua vena fantastica.
Dai primi romanzi al Deserto dei Tartari: la genesi del suo capolavoro e la riflessione sull'attesa e lo scorrere del tempo.
La dimensione del racconto: la maestria nella forma breve e nella narrativa del mistero.

Una doppia vocazione: il rapporto tra la scrittura e la passione per la pittura.
La ricerca di uno stile: l'evoluzione del linguaggio e la tecnica narrativa.
1958-1967: Uno scrittore/pittore: la stagione della maturità espressiva e il confronto con i cambiamenti della modernità.
La svolta finale: fondere parola e segno: l'approdo a opere iconiche come Poema a fumetti, precursore del romanzo a fumetti in Italia.


Il legame con il territorio
Il progetto intende valorizzare la matrice culturale e territoriale della narrativa di Buzzati, il cui legame con la provincia di Belluno ha rappresentato una fonte costante di ispirazione per l'intera sua produzione letteraria e pittorica.

Tutti gli episodi rimarranno consultabili e riascoltabili in streaming gratuito all'interno della sezione podcast di Bellunesinelmondo.info e sui canali ufficiali della radio.
Cultura, Vicenza

Mostra introduttiva agli affreschi dei Tiepolo a Villa Cornaro di Romano d’Ezzelino

Dal 18 ottobre al 15 novembre 2026, Villa Cornaro a Romano d’Ezzelino apre le sue porte per scoprire un tesoro inestimabile di recente attribuzione a Giambattista Tiepolo.

ROMANO D’EZZELINO – VILLA CORNARO presenta il percorso espositivo “Il Volto del Tiepolo”, una mostra introduttiva agli affreschi dell’Oratorio di San Giuseppe, attribuiti ai Tiepolo grazie a studi recentissimi condotti dalla Dott.ssa Serenella Zen. Il percorso aprirà al pubblico dal 18 ottobre al 15 novembre.

La mostra si pone come primo traguardo rispetto a quello più ambizioso del recupero di Villa Cornaro di Romano d’Ezzelino da parte della Fondazione Croce Reale, che da qualche anno si occupa della sua gestione, conservazione e valorizzazione, avendo in essa una delle sue sedi operative internazionali. La sensazionale scoperta della mano di Giambattista Tiepolo dietro al grande affresco dell’Oratorio di San Giuseppe è il frutto di anni di studio e analisi di un’opera dapprima solo attribuibile, poi, grazie ad un volto “riletto” tra le tante figure, riconducibile con certezza alla mano del grande artista veneziano. Il percorso, intimo e suggestivo, si pone l’obiettivo di scoprire piano piano come Tiepolo sia arrivato ad affrescare Villa Cornaro, la residenza estiva della potente famiglia veneziana dei Corner.
Per la prima volta in assoluto, in territorio bassanese la presenza di Tiepolo è certa e non più presunta: da qui parte un grande viaggio e una sfida culturale che ha come obiettivo finale il recupero e la valorizzazione dell’intero complesso. Questa mostra è un invito a scoprire questa meraviglia del territorio veneto ed italiano.

“Tiepolo nel bassanese, sì, ma in un luogo non casuale: a Villa Cornaro, l’estensione in terraferma del palazzo con la fama di essere il più sicuro di Venezia, dotato di una maestosa imponenza fisica e di una magnificenza, esterna ed interna, che, senza parole, avrebbe dovuto rispecchiare l’importanza storica e politica, nonché la levatura morale e culturale dei suoi proprietari, i Corner di San Polo. Tale città, tale campagna.”

L'evento è ad accesso libero tramite prenotazione a questo link: https://www.eventbrite.it/e/1999782341817?aff=oddtdtcreator

La mostra ha il patrocinio di: Regione Veneto, Istituto Regionale Ville Venete, Comune di Romano d’Ezzelino, Borso del Grappa e Mussolente, Associazione Ville Venete e I luoghi del Tiepolo ed è accompagnato da un catalogo cartaceo disponibile presso la sede della mostra.

Informazioni pratiche:
Titolo della mostra: Il Volto del Tiepolo
Artista: Giambattista Tiepolo
A cura di: Fondazione Croce Reale
Sede: Villa Cornaro, Via Ca' Cornaro 10, Romano d'Ezzelino, Italy, 36060
Date: dal 18 ottobre al 15 novembre 2026
Orari: venerdì dalle 14 alle 18, sabato e domenica dalle 10 alle 18. Chiuso il 1° novembre.
Ingresso: Libero
Sito web: www.villacornaro.art


Salute, Vittorio Veneto

Intelligenza artificiale in sala operatoria: rivoluzione o evoluzione?

VITTORIO VENETO (TV) - Giovedì 15 ottobre alle 18.30 al Teatro “Lorenzo Da Ponte” un confronto aperto alla cittadinanza sulle nuove frontiere della chirurgia. Dalla robotica intelligente al “gemello digitale” del paziente, fino ai temi della sicurezza e della responsabilità delle decisioni. La Sindaca Mirella Balliana: «La tecnologia può offrire opportunità straordinarie, ma al centro devono rimanere la persona, il giudizio del medico e la tutela del paziente»

L’intelligenza artificiale sta entrando nelle sale operatorie e promette di modificare in modo radicale il modo di pianificare ed eseguire gli interventi chirurgici. Algoritmi capaci di interpretare immagini in tempo reale, sistemi robotici sempre più sofisticati e modelli virtuali del singolo paziente aprono prospettive fino a pochi anni fa difficilmente immaginabili.

Ma fino a che punto può arrivare l’intelligenza artificiale? Può rendere la chirurgia più precisa e sicura? Quale ruolo continuerà ad avere il chirurgo? E chi sarà responsabile quando alla decisione del medico si affiancherà quella suggerita da un algoritmo?

Sono alcuni degli interrogativi al centro di “Oltre la sala operatoria – Intelligenza artificiale in chirurgia”, l’incontro pubblico in programma giovedì 15 ottobre alle ore 18.30 al Teatro Comunale “Lorenzo Da Ponte” di Vittorio Veneto, nell’ambito della Settimana della Salute 2026 promossa dall’ULSS 2 Marca trevigiana. L’iniziativa è stata voluta da Prealpi Soccorso con il patrocinio dell’Amministrazione comunale, nel quadro della «Settimana della salute 2026» promossa dall’ULSS2 Marca Trevigiana.

Protagonista della serata sarà il professor Alberto Arezzo, Professore Ordinario di Chirurgia Generale all’Università degli Studi di Torino e chirurgo presso l’Ospedale Molinette – A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino. Arezzo è specializzato nella chirurgia mini-invasiva e robotica dell’apparato digerente ed è direttore del MITIC-Lab – Minimally Invasive Therapy and Innovation Centre, nel quale clinici e ingegneri lavorano insieme allo sviluppo di nuove tecnologie applicate alla chirurgia.

Con lui interverrà il dottor Ferdinando Agresta, Primario del reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Vittorio Veneto.

Dalla robotica intelligente al “gemello digitale” del paziente
L’attività di ricerca del professor Arezzo consente di affrontare il tema partendo da applicazioni concrete. Tra i progetti sui quali lavora figurano sistemi di robotica intelligente capaci di interpretare ciò che accade durante l’intervento e mettere queste informazioni a disposizione del chirurgo; applicazioni dell’IA alla chirurgia oncologica del colon-retto, finalizzate al riconoscimento delle strutture anatomiche da preservare e sistemi in grado di assistere il medico durante l’endoscopia segnalando in tempo reale lesioni di dimensioni molto ridotte.

Un altro campo di ricerca è quello del Digital Twin, il “gemello digitale” del paziente: una copia virtuale costruita attraverso dati clinici, molecolari e genetici e immagini radiologiche,  sulla quale simulare l’evoluzione della malattia e la possibile risposta alle terapie prima di scegliere il trattamento. La prospettiva proposta dal professor Arezzo è quella di un’intelligenza artificiale chiamata non a sostituire il chirurgo, ma ad affiancarlo e potenziarne le capacità, mettendo la tecnologia al servizio della sicurezza del paziente.

«L’intelligenza artificiale sta trasformando molti aspetti della nostra vita e la medicina è certamente uno degli ambiti nei quali le sue potenzialità appaiono più importanti – dichiara la Sindaca di Vittorio Veneto Mirella Balliana –. Proprio per questo è necessario evitare tanto gli entusiasmi acritici quanto le paure pregiudiziali. Un incontro come questo offre ai cittadini la possibilità di comprendere, attraverso l’esperienza di chi lavora quotidianamente nella
ricerca e nella pratica chirurgica, che cosa queste tecnologie siano già realmente in grado di  fare e quali siano invece i problemi ancora aperti».

«La possibilità di aiutare il chirurgo a riconoscere strutture anatomiche, interpretare una quantità enorme di informazioni, pianificare meglio un intervento o individuare più rapidamente una situazione di rischio rappresenta una prospettiva di straordinario interesse. Ma innovazione e responsabilità devono procedere insieme. Più aumenta la capacità della tecnologia di assistere le decisioni, più diventano importanti interrogativi che riguardano la sicurezza, l’affidabilità degli algoritmi, la responsabilità delle scelte e il mantenimento delle competenze professionali».

«Credo che il punto fondamentale – prosegue la Sindaca – sia ricordare che al centro della medicina deve continuare a esserci la persona. L’intelligenza artificiale può diventare uno strumento sempre più potente nelle mani del medico, ma non può sostituire il rapporto di fiducia con il paziente, il giudizio clinico, l’esperienza e la capacità di assumersi la responsabilità di una decisione, soprattutto quando si presenta qualcosa di inatteso. Il progresso tecnologico acquista davvero valore quando contribuisce a rendere la medicina più sicura, più efficace e più vicina alle persone».

L’incontro nasce quindi anche con l’obiettivo di offrire alla cittadinanza strumenti per orientarsi in un dibattito spesso diviso tra entusiasmo per le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale e cautela per le sue implicazioni cliniche, etiche e organizzative.

Come sottolineato dagli organizzatori, conoscere e comprendere questi cambiamenti è fondamentale perché il cittadino possa affrontarli in maniera consapevole e correttamente informata.

La serata prevede una relazione del professor Arezzo seguita da un ampio spazio di confronto con il pubblico. L’ingresso è libero con possibilità di prenotare il proprio posto attraverso le indicazioni e il QR code predisposti da Prealpi Soccorso.

Giovedì 15 ottobre 2026 – ore 18.30
Teatro Comunale “Lorenzo Da Ponte”
Via Martiri della Libertà 36 – Vittorio Veneto.
Economia, Veneto

Veneto, nasce il Consiglio generale dell’Economia

VENEZIA - Si è insediato oggi a Palazzo Balbi il Consiglio Generale dell’Economia del Veneto, presieduto dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci su delega del presidente Alberto Stefani.

L’organismo nasce come ambito stabile di confronto tra la Regione e il sistema economico, sindacale e istituzionale, mettendo a disposizione delle politiche regionali una sede di ascolto, analisi e proposta sulle principali questioni che interessano il tessuto produttivo veneto.

“
Il Veneto ha costruito la propria forza sulla capacità delle imprese di innovare, investire, creare lavoro e competere sui mercati internazionali – ha dichiarato l’assessore Bitonci -. Ma questa capacità non può essere data per scontata: oggi le aziende devono fare i conti con costi energetici elevati, incertezza geopolitica internazionale, difficoltà nel reperire competenze e una concorrenza sempre più forte. La Regione si pone quindi al fianco delle imprese, per ascoltare i problemi reali e trasformare le esigenze che emergono dal sistema produttivo in risposte concrete”.

“Il Consiglio generale dell’Economia – ha proseguito l’assessore – vuole perciò essere uno spazio di confronto operativo, non un luogo di sole analisi. Dobbiamo individuare le priorità, mettere a sistema le proposte e lavorare per rimuovere gli ostacoli che frenano gli investimenti e la crescita. La competitività si costruisce intervenendo sui fattori che incidono ogni giorno sulla vita delle imprese: accesso al credito, semplificazione, innovazione, energia e disponibilità di competenze, passaggio generazionale. E’ su questi temi che intendiamo misurare l’efficacia delle politiche regionali”.

Il Veneto si conferma una delle principali economie produttive italiane, con un PIL regionale superiore ai 201 miliardi di euro (dato 2024), circa 415 mila imprese e un export che nel 2025 ha raggiunto gli 80 miliardi di euro. Un sistema caratterizzato da una forte vocazione manifatturiera e da una significativa apertura internazionale, che deve tuttavia affrontare uno scenario economico complesso. Per il 2026 le stime regionali indicano una crescita del PIL dello 0,6%, mentre il costo dell’energia continua a rappresentare un fattore di pressione sulla competitività e sulle decisioni di investimento.

Tra le priorità al centro dell’azione regionale figurano il sostegno agli investimenti, l’accesso al credito, la ricerca e l’innovazione, la transizione digitale ed energetica, l’internazionalizzazione e la semplificazione amministrativa. Attraverso il FESR 2021-2027, la Regione dispone di una programmazione superiore al miliardo di euro, che ha già consentito di sostenere quasi 1.000 progetti e circa 10.000 imprese, generando oltre 520 milioni di euro di investimenti.

Particolare attenzione è riservata anche agli strumenti finanziari innovativi, tra cui l’iniziativa dei Basket Bond, sviluppata in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, con l’obiettivo di mobilitare 50 milioni di euro e offrire alle PMI venete nuove opportunità di accesso al mercato dei capitali.

Sul fronte della semplificazione, il lavoro del Consiglio Generale dell’Economia si inserisce nel percorso già avviato dalla Regione con il Tavolo regionale per la Sburocratizzazione. Dopo il coinvolgimento di 80 enti e organizzazioni e la presentazione di 251 proposte operative, la Giunta ha individuato un primo insieme di interventi prioritari, che riguardano lo Sportello unico per le attività produttive, l’accesso agli incentivi, l’urbanistica, la digitalizzazione dei procedimenti e la riduzione dei tempi e dei costi amministrativi.

“Vogliamo una Regione che non si limiti a erogare contributi, ma che aiuti le imprese a innovare e a creare occupazione. Per farlo servono strumenti adeguati, regole più semplici e un dialogo continuo con chi produce ricchezza e lavoro. Il Consiglio Generale dell’Economia deve contribuire proprio a questo: costruire un’agenda condivisa delle priorità e dare continuità al confronto tra istituzioni e sistema produttivo. Perché la forza economica del Veneto si difende sostenendo chi investe, chi rischia e chi ogni giorno tiene aperte le proprie aziende”, conclude Bitonci.

All’insediamento odierno del Consiglio hanno partecipato Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Ugl, Confsal, Confindustria, Confapi, Cna, Cia, Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, LegaCooperative, Confprofessioni, Federartigiani Casa, Federclaai, Confimi, Cida, Abi e Unioncamere.

Cultura, Venezia

Portogruaro, il Palazzo Vescovile ospita la mostra “Luigi Russolo. Rumorcolori” 

PORTOGRUARO (VE) - La mostra “Luigi Russolo. Rumorcolori” ospitata presso il Palazzo Vescovile di Portogruaro (VE) dal 18ottobre 2026 al 28 febbraio 2027, a cura di Gabriele Simongini in collaborazione con Guido Andrea Pautasso, vuole ripercorrere attraverso un’ottantina di opere tra oli, disegni, incisioni, mobili e Intonarumori, oltre ad una fondamentale serie di documenti, l’intero cammino artistico del grande futurista nato proprio a Portogruaro. L’esposizione, ideata per il 140° anniversario della nascita di Russolo (1885) e volta ad aprire le celebrazioni per l’ottantesimo della sua scomparsa (1947), sancisce anche il doveroso omaggio della cittadina veneta al suo figlio più illustre in campo artistico.

L’esposizione, promossa, sostenuta e organizzata dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi,con delega anche agli Anniversari di Interesse Nazionale, dalla Città di Portogruaro – Assessorato alla Cultura, con il contributo di Interreg Italia-Slovenija BEroots (Cofinanziato dall’Unione europea), della “Regione del Veneto” e della “Città Metropolitana di Venezia”, sarà inaugurata sabato 17 ottobre2026 alle ore 17.00.Questa mostra, la più importante che si sia mai tenuta nella sua città natale, vuole restituire grandezza e centralità a Luigi Russolo, potendo oltre tutto vantare l’eccezionale ritorno, sia pur ovviamente temporaneo, in Italia, dopo vent’anni (fu esposto nella grande mostra tenutasi dal 27 maggio al 17settembre 2006 al Mart di Rovereto), del suo capolavoro più magnetico e misterioso, La Musica (1911),opera iconica dello stesso Futurismo, grazie alla straordinaria disponibilità della Estorick Collection of Modern Italian Art di Londra, che ha creduto in questo progetto. Fra i prestiti di notevole importanza museale si segnalano anche Autoritratto con teschi del 1908, dal Museo del Novecento di Milano, e Lampi del 1910 dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Per l’occasione tornano insieme, dopo decenni, la parte centrale di Linee-forza della folgore (1912), conservata a Portogruaro, e il frammento posto in alto a sinistra nella composizione originaria, proveniente da una collezione privata romana, esposto ora per la prima volta da quando è stato ritrovato all’inizio degli anni Duemila.

La mostra“Ancora oggi il meno noto e il più ingiustamente sottovalutato fra i fondatori del Futurismo è Luigi Russolo, pittore, musicista, compositore, inventore degli Intonarumori e filosofo. Eppure, a guardare bene il suo multiforme percorso nell’ambito del movimento marinettiano, Russolo è forse il più sperimentatore in senso ampio, polifonico, avendo creato una sorta di personale intercodice che abbatte i confini fra discipline diverse e che nasce dall’osmosi fra pittura, musica, filosofia, invenzione tecnica. Se una delle qualità più importanti del Futurismo fu quella di creare una osmosi fra i vari linguaggi artistici in modo tale da abbattere le barriere disciplinari, proprio Russolo è uno dei massimi protagonisti di questa compenetrazione non solo fra musica e pittura ma anche con la letteratura, visto che nel suo manifesto “L’arte dei rumori” (1913) stabilisce uno stretto legame fra il suo “suono-rumore” e le parole in libertà marinettiane […]. 

Ė il futurista che meglio ha incarnato l’assunto marinettiano secondo cui il principio assoluto del Futurismo è il divenire continuo.” (G. Simongini).Russolo, nato da Domenico, orologiaio, organista e direttore della Schola Cantorum di Latisana, giovanissimo lascia il borgo medievale della città per approdare a Milano. Nella città lombarda frequenta gli studi degli artisti di tendenza simbolista e divisionista. Si avvicina allora alla tecnica incisoria e, tra il 1908 e il 1913, realizza una serie di acqueforti influenzate prima da inquietudini simboliste poi dalle tematiche futuriste testimoniate in mostra, ad esempio, dalla figura seducente e vampirica della Donna pipistrello (1907) oppure dalla magia dei volti spiritati fusi insieme in Maschere(1909).L’artista si avvicina poi al Futurismo e nel 1910 firma, insieme agli altri protagonisti del movimento, il Manifesto dei pittori futuristi e il Manifesto tecnico della pittura futurista. Nelle opere di Russolo, la luce, il colore e la forma diventano strumenti per esprimere l’energia e la vibrazione del mondo. La superficie pittorica non è più soltanto uno spazio destinato a riprodurre ciò che l’occhio vede, ma diventa il luogo in cui si manifesta una realtà in trasformazione. Le immagini sono attraversate da tensioni, ritmi e sovrapposizioni che suggeriscono una percezione sempre più complessa e dinamica. Il titolo della mostra “Rumorcolori” richiama questa particolare dimensione della sua ricerca: il colore non è soltanto materia visiva, ma sembra acquistare una propria intensità sonora, mentre il rumore può essere percepito come una forma di colore, di movimento e di energia.

Del 1911 è La musica, “dipinto che contiene in sé tutta la sua poetica visionaria ed esprime il concetto di arte sinestetica, coniugando assieme pittura, esoterismo, musica e movimento, alludendo all’esistenza di un suono visivo, come se si potesse vedere e disegnare la musica seguendo la traccia di una scomposizione dinamica di un’eterea chiave di violino avvolta in una nebulosa.” (G. A. Pautasso).Il passaggio dalla pittura alla sperimentazione sonora rappresenta uno dei momenti più rivoluzionari del percorso di Russolo. Nel 1913, con la pubblicazione del manifesto L’arte dei rumori, l’artista elabora una nuova concezione della musica, fondata sull’idea che il mondo moderno abbia prodotto una ricchezza di suoni destinata a trasformare radicalmente l’esperienza estetica: “Nel diciannovesimo secolo, coll’invenzione delle macchine, nacque il Rumore. Oggi, il Rumore trionfa e domina sovrano sulla sensibilità degli uomini […] Oggi l’arte musicale complicandosi sempre di più, ricerca gli amalgami di suoni più dissonanti, più strani e più aspri per l’orecchio. Ci avviciniamo così sempre più al suono-rumore. Ogni manifestazione della nostra vita è accompagnata dal rumore. Il rumore è quindi famigliare al nostro orecchio, ed ha il potere di richiamarci immediatamente alla vita stessa.” Il rumore della città, delle fabbriche, dei motori e delle macchine diventa così una materia capace di esprimere la modernità. Russolo però non si limita a registrare o imitare i suoni della realtà: propone di organizzarli, trasformarli e utilizzarli come elementi di una nuova composizione musicale. Per dare forma concreta alle proprie idee, Russolo progetta e costruisce gli Intonarumori, strumenti destinati a produrre differenti tipologie di rumore con i quali tiene concerti in Italia e all’estero.

Attraverso meccanismi e manovelle, queste macchine sonore permettono di generare suoni continui o variabili, dai rombi ai crepitii, dagli scoppi ai sibili. Gli Intonarumori non sono semplici strumenti per imitare la realtà, ma veri e propri dispositivi di ricerca. Il loro obiettivo è costruire un nuovo linguaggio musicale, capace di accogliere la complessità acustica del mondo contemporaneo.

Le sperimentazioni di Russolo anticipano importanti sviluppi della musica del Novecento, dalla musica concreta alla musica elettronica, fino alle più recenti esperienze di sound art. Eccezionalmente in mostra ed esposta per la prima volta in Veneto nel suo insieme, la ricostruzione di Pietro Verardo del1977 degli Intonarumori andati distrutti nel 1943 sotto le bombe del conflitto: l’Ululatore, il Gracidatore, il Ronzatore, il Rombatore, il Crepitatore, l’Urlatore…Durante la Prima Guerra Mondiale Russolo presta servizio ma nel 1917 rimane gravemente ferito alla testa durante un’azione militare; l’esperienza della guerra segna profondamente la sua vita. Nel 1926prende parte alla XV Biennale di Venezia – partecipando poi a dieci edizioni della Biennale – dove presenta Impressioni di bombardamento (Shrapnels e granate) esposto in mostra. Il 1930 segna l’ultima sua apparizione alla Biennale di Venezia e decreta il passaggio dal periodo futurista, basato sulla scomposizione e ricostruzione dinamica delle forme, a una nuova maniera, contraddistinta da un ‘simbolismo spirituale’ debitore di ricerche filosofiche. Il magnetista Guido Torre Gherson lo convince a coltivare la sua innata passione per le scienze occulte, le filosofie orientali e le pratiche Yoga, e lo spinge a trasferirsi nel febbraio del 1932 in Spagna, a Tarragona.

L’anno seguente, tornato in Italia, va a vivere a Cerro, frazione di Laveno-Mombello, sul lago Maggiore, dove elabora un volumetto a carattere filosofico, Al di là della materia, pubblicato nel 1938.Sulla linea di tali suoi ultimi interessi, affascinato dalla bellezza cristallina della natura del Lago Maggiore, Russolo comincia un ciclo pittorico che definisce “classico-moderno”. I soggetti delle sue opere sono paesaggi naturali, tramonti, montagne e alberi ben rappresentati in mostra. “I dipinti «classici-moderni» custodiscono immagini criptiche, raffigurazioni della natura segreta dell’animo umano traslato in forme di alberi, in arbusti piegati dal vento in maniera quasi innaturale, in creature aliene fatte di fronde e frasche. I titoli parlano da soli e inquadrano l’occhio irregolare dell’artista che coglie il mistero della Natura e lo fissa sulla tela dando ai paesaggi una nuova luce: la luminosità ignota di un altro mondo.” (G. A. Pautasso).Una curiosità: in mostra viene ricostruita la camera da letto di Luigi Russolo con mobili che potrebbero essere stati disegnati dall’artista stesso attraverso una serie di decorazioni che rispondono alla sua predisposizione verso la ricerca di stati d’animo e dell’essere per l’accrescimento interiore della ricchezza spirituale, come dimostra la scelta del colore azzurro.

I documenti, provenienti dall'Archivio del '900 del Mart Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto e da ASAC Archivio Storico della Biennale di Venezia e da importanti collezioni private, esposti in una sezione dedicata della mostra, grazie a un percorso che si snoda tra cataloghi di mostre, lettere autografe, fotografie, ritagli di giornale e riviste, consentono inoltre di ripercorrere la vita dell’artista di Portogruaro esplorando gli aspetti noti e quelli meno noti della sua esistenza approfondendo l’originalità della sua ricerca in campo artistico e rumorista, scoprendo i suoi interessi scientifici, culturali e portando alla luce la sua attrazione per l’esoterismo e il misticismo. Luigi Russolo muore a Cerro di Laveno, sessantaduenne, il 4 febbraio 1947. Tre anni prima era scomparso l’amico e mentore Marinetti, di cui nel dicembre 1944 aveva tenuto l’elogio funebre a Bellagio.Il catalogo pubblicato da Moebius conterrà i saggi dei curatori Gabriele Simongini e Guido Andrea Pautasso, e i testi di Christopher Adams, Roberta Cremoncini, Diego A. Collovini, Emanuela Ortis, Pietro Verardo, Federico Zanoner, oltre alle riproduzioni delle opere esposte.

Main sponsor della mostra è Generali con Valore Cultura, progetto che da dieci anni sostiene le migliori iniziative artistiche e culturali del Paese. La mostra è promossa grazie anche a San Biagio Prealpi Banca di Credito Cooperativo Gruppo Cassa Centrale, Zignago Holding, Fondazione di Venezia, Dal Ben Leading Vision, VRC Costruzioni, Sponsor tecnico ARTE Generali, e con la collaborazione di Casa Russolo, VEgal, della Fondazione Musicale Santa Cecilia e dell’Associazione culturale Accordi.
Veneto

Prevenzione nei luoghi di lavoro: controlli gratuiti in alcune aziende venete

Ottobre riporta al centro dell’attenzione il tema della prevenzione e l’importanza dei controlli periodici per prendersi cura della propria salute. Un ambito in cui, nonostante una crescente sensibilizzazione, persistono ancora sfide significative. Secondo lo STADA Health Report 2025, in Italia la percentuale di persone che si sottopone a controlli preventivi è passata dal 57% del 2023 al 68% del 2025, superando leggermente la media dei 22 Paesi analizzati (66%). Tuttavia, quasi un italiano su tre (32%) dichiara di non effettuare alcun controllo medico. A frenare la partecipazione sono soprattutto i costi elevati (28%), la mancanza di informazioni su quali esami effettuare (24%) e le difficoltà di accesso ai servizi sanitari (20%). Un quadro che, pur evidenziando una maggiore attenzione al tema, richiama la necessità di rendere la prevenzione non soltanto una scelta consapevole, ma anche una possibilità concretamente accessibile.

Una risposta arriva dal
Veneto: 33 imprese associate a Confindustria Veneto Est offrono ai propri lavoratori controlli gratuiti direttamente in azienda, nell’ambito del “
Progetto pilota per la promozione della salute negli ambienti di lavoro” promosso dalla Regione del Veneto con Intesa Sanpaolo, Intesa Sanpaolo Protezione e Confindustria Veneto Est. Il progetto punta a individuare precocemente i fattori di rischio e a favorire una maggiore adesione agli screening oncologici e rafforzare il ruolo dei medici competenti, valorizzandone la funzione all’interno della rete della prevenzione.

A coordinare le attività di prevenzione sul territorio è International Care Company S.p.A. (ICC), società quotata su Euronext Growth Milan e PMI Innovativa, che attraverso la propria rete di fornitori sanitari specializzati organizza la presenza di camper ambulatoriali e personale medico e sanitario nelle aziende coinvolte. Le attività sono focalizzate principalmente su tre aree: prevenzione cardio-metabolica, prostatica e dermatologica, attraverso test ematochimici e visite specialistiche. Il programma include la valutazione del rischio cardiovascolare.

“La prevenzione non riguarda soltanto la disponibilità di servizi sanitari, ma anche la possibilità concreta per le persone di accedervi. Portare screening e controlli direttamente nei luoghi di lavoro significa intervenire anche sulla dimensione organizzativa dell’assistenza. In questo progetto mettiamo a disposizione la struttura della nostra rete sanitaria in tutta Italia e partner con cui collaboriamo, contribuendo alla realizzazione di un modello che avvicina la prevenzione ai lavoratori e ne favorisce l'integrazione nelle politiche di welfare aziendale”, dichiara Giorgia Ventura, Responsabile Business Development di International Care Company.

Il progetto si inserisce infatti in un contesto di crescente attenzione alla promozione della salute negli ambienti di lavoro. Il Ministero della Salute, nel documento di indirizzo dedicato ai luoghi di lavoro della Pubblica Amministrazione pubblicato a febbraio 2025[2], ha valorizzato l’approccio della Workplace Health Promotion, che considera il luogo di lavoro un contesto in cui favorire il benessere e l’adozione di comportamenti salutari. La fase sperimentale del progetto consentirà di verificarne la sostenibilità e la replicabilità, anche in vista di una possibile estensione sul territorio regionale.



Treviso

Centro della Famiglia di Treviso, giovani e comportamenti a rischio

ll presidente Adriano Bordignon richiama l’importanza di un’alleanza educativa tra famiglia, scuola e comunità per aiutare i giovani a riconoscere i rischi e a compiere scelte consapevoli

TREVISO - La grave vicenda avvenuta a Padernello di Paese, dove un giovane è rimasto gravemente ferito dopo essere precipitato dal tettuccio di un’auto mentre realizzava un video durante un raduno di street racing, riporta l’attenzione sul rapporto tra ricerca di visibilità, comportamenti a rischio e responsabilità educativa.

“
Di fronte a episodi come questo, il primo pensiero va al ragazzo coinvolto e alle persone che gli sono vicine. È una vicenda che ci richiama, con forza, al valore della vita e alla necessità di non sottovalutare le conseguenze delle proprie azioni. Quando il desiderio di stupire, ottenere approvazione o raccogliere visualizzazioni prende il sopravvento, il rischio è che il limite venga percepito come un ostacolo da superare anziché come una tutela per sé e per gli altri” dichiara Adriano Bordignon, presidente del Centro della Famiglia di Treviso.

“Non si tratta di puntare il dito contro i giovani, ma di interrogarci come adulti e come comunità. I ragazzi hanno bisogno di contesti in cui sentirsi riconosciuti per ciò che sono, non per quanto riescono a stupire; hanno bisogno di adulti capaci di ascoltare, dialogare e porre limiti chiari. Sono tanti i genitori che si rivolgono al Consultorio Familiare del Centro della Famiglia per chiedere supporto per affrontare le sfide della fase adolescenziale dei figli. Offrire ai giovani alternative e occasioni autentiche di riconoscimento dipende anche da noi adulti aiutandoli a sviluppare la capacità di scegliere con consapevolezza, anche quando questo comporta resistere alla pressione del gruppo o rinunciare a proposte effimere e pericolose che circolano sui social. Famiglia, scuola e luoghi di aggregazione possono contribuire insieme a costruire una cultura della responsabilità, nella quale il coraggio non coincida con la sfida al pericolo e il valore di una persona non dipenda dall’attenzione che riesce a ottenere online."

Treviso

Le Grand Marché, a Villa Verecondi Scortecci il Mercatino delle cose belle

COLLE UMBERTO - Sabato 17 e domenica 18 ottobre, dalle 10 alle 20, la storica Villa Verecondi Scortecci di Colle Umberto ospita una nuova edizione de “Le Grand Marché”, il mercatino dedicato alle cose belle, alla moda, alla casa e al benessere.

Sarà possibile passeggiare tra gli stand e andare alla ricerca di oggetti, idee e proposte per tutti i gusti. Ampia la scelta: dai bijoux all'abbigliamento, dalle borse agli accessori moda, dai pigiami alle vestaglie, dalle scarpe agli occhiali, fino alle idee per la casa.

Non mancheranno inoltre proposte dedicate al vintage, prodotti a base di creme naturali, articoli per il benessere e una selezione di vini, insieme a tante altre curiosità da scoprire durante la visita.

A rendere ancora più particolare l'appuntamento sarà la possibilità di conoscere da vicino la villa attraverso una visita guidata, disponibile esclusivamente su prenotazione al costo di 10 euro a persona.

Durante entrambe le giornate sarà inoltre attivo un punto food & drinks, pensato per accompagnare la visita con un aperitivo o uno spuntino.
L'ingresso al mercatino è libero e l'evento si svolgerà anche in caso di pioggia.
Per raggiungere Villa Verecondi Scortecci è disponibile il parcheggio a Colle Umberto, con accesso indicato in via Giovanni XXIII n. 6 oppure via Bonemi.

Un'occasione, dunque, per trascorrere qualche ora tra shopping, prodotti originali, sapori e atmosfera d'altri tempi, nella cornice di una delle ville storiche del territorio.
Politica, Conegliano

Gaiarine, chiusura del plesso scolastico di Gaiarine

GAIARINE (TV) - I modi, le tempistiche, l’assenza di comunicazione con i portatori di interesse, tutto ciò ha letteralmente lasciato a bocca aperta il consiglio comunale, ieri sera 12 ottobre a Gaiarine, sulla comunicazione del Sindaco e della maggioranza circa la chiusura del presso scolastico di Calderano adibito a scuola Secondaria di Primo Grado. Una doccia fredda che è arrivata grazie anche all’interrogazione presentata dal gruppo di opposizione “Gaiarine Obiettivo Comune” al quale è parte del corpo docenti alquanto preoccupati hanno segnalato la decisone presa dalla maggioranza e comunicata a loro solo giovedì scorso e data come una decisione già presa da mettere in atto dal prossimo anno scolastico cioè da settembre 2027.

Alla comunicazione di chiusura segue la nuova organizzazione degli edifici scolastici ovvero: la scuola media sarà trasferita presso la scuola elementare di Gaiarine e le scuole elementari raggruppate in un unico plesso presso la frazione di Francenigo. Dalle parole dell’Assessore all’Istruzione Pezzin emerge anche l’intenzione futura di fare stesso ragionamento anche per le due scuole materne comunali chiudendone una e lasciando solo una scuola materna pubblica nel comune.

Se per il Sindaco, che non ha ancora speso nessuna parola per il tema, nemmeno durante il consiglio comunale, gli scatoloni sono già pronti per il trasloco, l’opposizione è alquanto perplessa…la scuola secondaria di primo grado era la più recente costruzione scolastica del comune e quella che garantiva uno spazio interno ed esterno più ampio con annesse due grandi palestre. Come mai questa amministrazione non ha pensato, come sta avvenendo ormai nella maggior parte dei comuni, di raggruppare tutte le scuole lì e dar vita con qualche sistemazione ad un unico plesso scolastico e sportivo proprio a Calderano? Sarebbe stato molto più semplice ad esempio per i genitori con più figli portarli tutti nello stesso luogo e magari poi anche poterli lasciare direttamente uno sport nelle palestre annesse finite le lezioni. Questo avrebbe significato dare un servizio ed agevolare le famiglie!

Ci sarà la possibilità nel plesso di Gaiarine di garantire le aule laboratori, scienze, musica, arte ed una palestra consona ai ragazzi delle scuole secondarie? Parlando ora del traffico, vista la posizione centrale delle due scuole di Gaiarine e Francenigo, hanno adeguati parcheggi e spazi per docenti e utenti? Cosa ne sarà delle due palestre di Calderano? Rimarranno isolate e magari vicino a delle case per anziani e persone in difficoltà? Non aveva forse più senso pensare di adibire le scuole elementari a centri per anziani e co-housing visto che erano anche in centro del paese? La capogruppo della minoranza Elisa De Zan a nome suo e di tutti i consigliere del gruppo “Obiettivo Comune” afferma “la poca lungimiranza di questa amministrazione non ci stupisce, ci ha colpito la mancanza di comunicazione con gli utenti, una decisione così importante e stravolgente calata così dall’alto senza nessuna mediazione, senza sentire le necessità dei cittadini ed aprire ad un ragionamento comunitario. Per l’ennesima volta risultano poco credibili le parole del Sindaco Zanchetta che si professa il Sindaco di tutti i cittadini e che definisce la casa comunale aperta a tutti quando è proprio lui a voltare le spalle ai cittadini nelle decisioni importanti che riguardano uno dei servizi più importanti al cittadino”.

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Ultimo aggiornamento: 15/10/2026 16:30