Sport, Conegliano

La grande festa del Volley Piave

SERNAGLIA DELLA BATTAGLIA (TV) - Partecipazione corale, entusiasmo e giusto orgoglio societario alla presentazione delle squadre di pallavolo femminile targate ASD Volley Piave, avvenuta domenica scorsa nella palestra comunale di Sernaglia della Battaglia. In effetti, non ci poteva essere avvio ufficiale più scintillante e felice per la stagione 2026/27 delle compagini della società con sede a Farra di Soligo, presieduta da Ino Gerlin, che ha radunato tutti i suoi team per condividere le novità e motivare le atlete e tutto l’ambiente alle sfide dell’annata sportiva appena iniziata.

Sul tappeto rosso del parquet sernagliese, posato per l’occasione davvero speciale, sono sfilate innanzitutto le campionesse italiane CSI - che negli ultimi tre anni si sono aggiudicate per tre volte consecutive il titolo nazionale in rappresentanza del Veneto - oggi allenate da Marina Suman. Subito dopo, hanno fatto brevi saluti e discorsi - di fronte alla tribuna gremita di genitori, familiari e amici - le ragazze della squadra Sogno Veneto che milita in serie C, allenata da Mauro Franceschin, direttore tecnico della società, impegnate a dimostrare tutto il loro valore in questo impegnativo torneo dopo la bella promozione dalla serie D dello scorso anno. A seguire, tutte le altre formazioni per le varie fasce d’età, cominciando dalle giovanissime S3, mini volley, sino alla compagine Nuvolì Alta Fratteunder 17 che rappresenta in campo l’importante e positivo rapporto di partnership sportiva di Volley Piave con la società padovana militante in serie A2.In un clima generale di entusiasmo e di festa, di sorrisi e di simpatia, duecento giocatrici hanno avuto la possibilità di presentarsi in pubblico insieme alle squadre di appartenenza e ai rispettivi allenatori e allenatrici, raccogliendo autentiche ovazioni da tutti gli spettatori assiepati in tribuna.

“Grazie di cuore a voi genitori e familiari, amministratori locali e sponsor che credete nella nostra impresa sportiva e nella nostra volontà di offrire una bella occasione di crescita e di benessere alle ragazze delle nostre comunità attraverso la pallavolo - ha affermato nel suo intervento il presidente Volley Piave, Ino Gerlin, che ha confermato l’impegno della società a favore dell’iniziativa “Frutto di un sostegno sociale” per la raccolta delle mele della solidarietà nelle piazze di Marca la prossima domenica 8 novembre. Gli ha fatto eco il presidente di ASD Miane Volley, Mauro Faganello, felice per l’avvio della collaborazione sportiva con la società farrese nell’ottica di valorizzare al massimo presenze e sinergie nel settore a livello di territorio. Elogi e gratitudine perla presenza Volley Piave e la sua capacità significativa di promuovere insieme pratica sportiva e realtà giovanile a livello locale sono arrivati dall’assessore allo sport di Sernaglia della Battaglia, Daniel Frezza, dal collega di Pieve di Soligo, Federico Fantin, e dal sindaco di Farra di Soligo, Mattia Perencin, che hanno rinnovato l’impegno delle rispettive amministrazioni a sostenere in concreto l’attività della società.

Prima della grande foto conclusiva dell’evento, che ha unito nell’istantanea gigante giocatrici, allenatori, dirigenti e accompagnatori delle squadre Volley Piave alla folla di familiari e amici sugli spalti, spazio riconoscente ai principali sponsor aziendali che contribuiscono alla vita della società farrese - ossia Area Four Industries, Sogno Veneto, Eclisse e Studio 2 - e calorosi applausi per tutti i componenti del consiglio direttivo, chiamati appositamente sul tappeto rosso, impegnati ogni giorno per i migliori risultati e traguardi di Volley Piave: il presidente Ino Gerlin, il vice presidente Marco Zabotti e i consiglieri Luigi Padoin, Mario Mantese, Danny Bagarolo, Vera Bianco, Enrica Gosetto, Matteo Ricciardi, Enrico Contessotto, Andrea Severin, Daniele Dal Col, Ferruccio Collodel ed Elisa Franceschet.
Opitergino Mott.

Vent'anni al servizio di Ponte di Piave: il Consiglio comunale rende omaggio al Luogotenente C.S. Vitorio Degiglio

PONTE DI PIAVE (TV) - Un applauso lungo vent'anni. Così si è aperto ieri sera il Consiglio comunale di Ponte di Piave, che ha voluto rendere omaggio al Luogotenente Carica Speciale Vitorio Degiglio, comandante della locale Stazione dei Carabinieri, che il 30 ottobre concluderà il suo servizio dopo due decenni trascorsi alla guida della caserma del paese.

Il Sindaco Matteo Buso gli ha consegnato una targa di riconoscimento a nome dell'intera Amministrazione e del Consiglio comunale. Il riconoscimento è stato volutamente consegnato in aula consiliare, il luogo che rappresenta tutta la cittadinanza, perché fosse un ringraziamento dell'intera comunità.

Alla cerimonia erano presenti il comandante della Compagnia Carabinieri di Conegliano, Tenente Colonnello Gianluca Muscatello, il comandante della Polizia Locale di Ponte di Piave, Giuseppe Davide, e l'Associazione Nazionale Carabinieri in congedo di Ponte di Piave–Salgareda.

«
Per vent'anni il Luogotenente Degiglio è stato un pilastro di Ponte di Piave e un punto di riferimento per la legalità», ha dichiarato il Sindaco Ma>eo Buso. «Non solo un comandante, ma una presenza costante e rassicurante: una persona a cui i cittadini sapevano di potersi rivolgere, sempre. Abbiamo voluto ringraziarlo tutto insieme, in Consiglio comunale, perché è l'intera comunità a dovergli qualcosa. Ora potrà finalmente dedicarsi a sé stesso e alla sua famiglia, con il tempo che in questi anni ha regalato a noi. A lui va il nostro grazie più sincero e l'augurio di vivere al meglio questo nuovo capitolo: la nostra comunità gli sarà sempre grata.»

L'Amministrazione comunale rinnova al Luogotenente Degiglio e alla sua famiglia i più sinceri auguri per il futuro.
Belluno

Unidolomiti inaugura l'anno accademico 2026/2027

SEDICO (BL) - Trattenere i giovani nel territorio, offrire loro opportunità di formazione universitaria qualificata e contribuire alla crescita culturale, sociale ed economica della provincia di Belluno. È stato inaugurato oggi pomeriggio l’anno accademico 2026/2027 di Unidolomiti, nell’Aula Magna del Polo territoriale di Sedico, presso la sede del Centro Consorzi. L’appuntamento ha rappresentato un nuovo passaggio nel percorso di sviluppo di Unidolomiti e un’occasione per ribadire il ruolo strategico del Centro Consorzi, ente gestore del Polo, nella costruzione di un’offerta formativa radicata in provincia, capace di dialogare con le imprese e di rispondere alle aspirazioni delle nuove generazioni.

«L’obiettivo di questa realtà è trattenere i giovani», sottolinea Michele Talo, direttore del Centro Consorzi e presidente del Polo. «Vogliamo essere un polo di prossimità, vicino alle persone e alle loro esigenze, offrendo la possibilità di studiare senza dover necessariamente lasciare il territorio. Investire nella formazione significa anche mantenere vivi i legami sociali, rafforzare la comunità e creare nuove opportunità per le imprese locali».

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare i nuovi spazi didattici realizzati a Sedico, con tre nuove aule e un’aula studio dedicata agli studenti: un investimento concreto per migliorare l’esperienza universitaria e consolidare la presenza del Polo sul territorio. Il percorso triennale in Scienze della Mediazione Linguistica, classe L-12, proposto attraverso il Polo territoriale della SSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma, integra lo studio delle lingue con competenze applicabili in diversi ambiti professionali, dall’area criminologica a quella diplomatico-internazionale, fino al marketing e allo sviluppo turistico ed enogastronomico.

«Il valore aggiunto del nostro percorso è la possibilità di applicare concretamente le competenze linguistiche in contesti professionali specifici», ha spiegato Francesca Ferrazza, referente e coordinatrice didattica di Unidolomiti. «Non basta conoscere le lingue: è importante saperle utilizzare nel marketing, nelle relazioni internazionali, nelle istituzioni e in altri settori specialistici. Stiamo inoltre lavorando, in prospettiva dell’anno accademico 2027/2028, al progetto di un biennio magistrale in Mediazione linguistica, classe LM-94».

Il collegamento tra formazione e mondo del lavoro costituisce un altro elemento centrale del progetto. «Molti dei nostri studenti sono già inseriti professionalmente e abbiamo avviato stage significativi con aziende del territorio», ha evidenziato Daniele Trabucco, docente stabile di Diritto Costituzionale e Diritto Pubblico Comparato presso laSSML/Istituto di grado universitario “San Domenico” di Roma. «Vogliamo rafforzare ulteriormente il rapporto con le imprese e ampliare le opportunità per gli studenti, affinché le competenze acquisite possano tradursi in concrete prospettive professionali».

La cerimonia è stata arricchita da due lectio magistralis dedicate a temi di grande attualità. Sergio De Nicola, sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello di Cagliari, è intervenuto da remoto sul tema della mediazione penale nel processo minorile e la rieducazione, mentre Don Roberto Caria ha affrontato invece il tema della giustizia tra le generazioni nell’era del dominio tecnocratico; la scelta dei temi si collega direttamente all’indirizzo criminologico, uno dei tre indirizzi proposti da Unidolomiti, che approfondisce le forme della devianza e le loro implicazioni giuridiche, sociali e filosofiche. La giustizia riparativa offre in questo contesto un’importante chiave di lettura, ponendo al centro la responsabilizzazione del minore, la ricomposizione dei conflitti e la possibilità dire inserimento nella comunità, in una prospettiva che affianca alla dimensione sanzionatoria quella educativa e riparativa. L’Ordine degli Avvocati del Foro di Belluno ha riconosciuto tre crediti formativi per l’iniziativa. Alla cerimonia sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, del mondo accademico e delle professioni. Tra gli altri i consiglieri regionali Silvia Calligaro, Davide Lovat e Stefano Valdegamberi.
Italia

“Il volto pubblico della maternità”

La maternità non è soltanto un’esperienza privata, ma una realtà che interpella la società, la Chiesa e la riflessione teologica. È questo il tema al centro dell’incontro Il volto pubblico della maternità, in programma sabato 31 ottobre, dalle 15 alle 16.30, al Centro della Famiglia, con la partecipazione della teologa cilena Claudia Leal, docente al Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II per le Scienze del Matrimonio e della Famiglia di Roma e neo membro della Commissione Teologica Internazionale nominata da Papa Leone XIV. L’appuntamento offrirà un’occasione per approfondire il significato della maternità e, più in generale, del lavoro di cura che attraversa la vita delle famiglie. Un impegno quotidiano, spesso poco visibile, che coinvolge madri, padri e nonni nell’accompagnamento dei bambini e degli anziani e che contribuisce in modo decisivo al benessere delle persone e della comunità.

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Non è più possibile escludere dalla ricerca teologica l’impegno di tante mamme, di tanti genitori, ma anche di tanti nonni che spendono la vita per accompagnare soprattutto bambini e anziani”, sottolinea Claudia Leal, richiamando la necessità di riconoscere il valore di chi si prende cura degli altri. “Eppure sono proprio questi caregiver familiari che spesso determinano il successo della nostra vita, come individui e come società”. Il percorso di ricerca della teologa si concentra proprio sul rapporto tra maternità, famiglia e società. La scorsa settimana Papa Leone XIV ha nominato Claudia Leal Membro della Commissione Teologica Internazionale, organismo consultivo che contribuisce all’approfondimento delle principali questioni dottrinali della Chiesa. La nomina è arrivata poco giorni dopo la sua partecipazione, in qualità di Esperta, all’incontro internazionale “A dieci anni da Amoris laetitia: annunciare il Vangelo con le famiglie oggi”, svoltosi in Vaticano dal 7 al 14 ottobre scorsi, voluto da papa Leone per fare un bilancio e rilanciare l’esortazione apostolica pubblicata da papa Francesco nel 2016 dedicata all’amore nella famiglia e alle questioni pastorali e teologiche legate alla vita familiare. La presenza di Claudia Leal al Centro della Famiglia si inserisce in una riflessione che riconosce nella cura e nelle relazioni familiari luoghi di valore umano, sociale e spirituale. “La strada da fare è ancora lunga – osserva Leal – ma iniziare un percorso a partire dalla maternità promette percorsi generativi per la Chiesa e per il mondo. Ora anche pastorale e teologia se ne stanno accorgendo. Ed è una buona notizia”.

L’incontro è libero e aperto a tutta la cittadinanza. Per partecipare è richiesta la segnalazione della propria presenza, indicando anche l’eventuale necessità di assistenza per i figli, al numero 0422 582367 o alla mail pastorale@centrodellafamiglia.it







Conegliano

Come affrontare l’Intelligenza Artificiale

Martedì 27 ottobre alle ore 18:30 Giorgio De Nardi sarà il relatore del primo dei tre incontri promossi da Cantiere Culturale Talenti Veneti al ristorante ‘Giovi’ di Ponte della Priula. Al centro dell’incontro, il modo di affrontare l’Intelligenza Artificiale: un dibattito che oscilla tra timori di distruzione di massa, sconvolgimenti finanziari e promesse di enormi potenzialità di sviluppo. Orientarsi non è semplice: De Nardi proporrà una via per affrontare questa trasformazione.

La sua visione mette al centro il rapporto tra tecnologia e qualità umane: “Il futuro per cui sto lavorando in Aton? Un’AI che sostenga e potenzi le qualità umane”, ha detto, “ci sollevi da molte attività pericolose, noiose e abbruttenti, liberi tempo e risorse per le relazioni di qualità, ci consenta di tornare ad avere cura e fiducia per noi stessi, per il nostro paese e per il futuro dei nostri figli”. De Nardi è convinto che non sarà l’AI a distruggere l’umanità: il rischio, come nel caso dell’atomica, potrebbe derivare dall’uso che ne farà qualche scellerato. Ritiene inoltre che l’AI non cancellerà i posti di lavoro, ma li trasformerà, migliorandone le condizioni.

“Intelligenza Artificiale, come affrontarla” è, appunto, il tema del suo intervento di martedì. Talento veneto, De Nardi ritiene che l’Italia e il nostro territorio guardino soprattutto con timore alla trasformazione digitale e all’AI, trascurandone le gigantesche opportunità. A suo giudizio, questo atteggiamento equivale a una rinuncia collettiva al futuro e ai nostri giovani migliori, che se ne stanno andando sempre più numerosi

Giorgio De Nardi è fondatore e presidente di Aton, B Corp tech, sede a Villorba, che opera nella digitalizzazione dei processi commerciali attraverso soluzioni potenziate dall’Intelligenza Artificiale. L’azienda è a capo di un gruppo internazionale con un fatturato di oltre 26 milioni di euro e conta 280 collaboratori di 19 nazionalità, in equilibrio tra generazioni ed età diverse.

Il progetto di Cantiere Culturale Talenti Veneti nasce per valorizzare le persone di scienza e competenza presenti nel nostro territorio e la loro disponibilità a fare cultura. Per affrontare i temi di più stringente attualità, infatti, non è sempre necessario cercare specialisti al di fuori dei confini della Marca o del Veneto: le competenze possono essere già tra noi.

E così, il secondo incontro, in programma martedì 10 novembre, avrà come relatore Riccardo Girotto, giovane consulente del lavoro, partner dello Studio Cattarin & Associati di Treviso e conferenziere attivo in tutta la Penisola. Il suo intervento sarà dedicato a “L’intelligenza Artigianale: l’altra faccia. Nutrirà il lavoro del futuro”. A chiudere il ciclo autunnale sarà don Alessio Magoga, teologo e direttore della Comunicazione della diocesi di Vittorio Veneto e già direttore responsabile del settimanale L’Azione, con un intervento su “Etica e AI. La prospettiva di Papa Leone XIV”.

Il progetto Cantiere Culturale gode del patrocinio del Comune di Susegana e del sostegno del Gruppo Grigolin. Anche il ristoratore Guido Albertini darà il proprio contributo di talento veneto: oltre a mettere a disposizione i locali del ristorante Giovi, offrirà a tutti i partecipanti il Risotto della Casa, per concludere l’incontro e proseguire il dialogo in un clima amichevole.

Ingresso libero con prenotazione.

Cultura

Malessere di gioventù

Perlopiù la forma-canzone viene plasmata su una linea melodica cui si aggiungono, ben cadenzate, le parole. Tanti suoni sillabici quante sono le note in partitura (della parte vocale naturalmente). Stavolta Pablo Perissinotto è partito dal testo, già metricato, rivestendolo con una musica densa di notturne atmosfere. Un’apparente calma ritmica a sottolineare quella melanconia di una post-adolescenza ormai lasciata alle spalle; che ogni tanto tuttavia si riaffaccia, guardando all’incerto futuro, pensando ai figli, scardinando le sensazioni del proprio io-bambino. Vent’anni. Una condizione temporale radiosa, eppure travagliata. Un tratto del percorso esistenziale nel quale sovente non ci si riconosce, si annaspa e magari ci si perde, macinando perfino idee malsane in seguito a una piccola grande delusione d’amore. Io sono stato fortunato in tal senso. Nella prima stagione deteen-agerizzata - benché all’epoca si restasse ancor minorenni - ho visto in tivù lo sbarco sulla luna, ho gioito con Woodstock, incontrato De André e Battisti; ero nel cast del Controfestival di Sanremo presentato da Mike Bongiorno e in quello di OffOff, confluenza di esperienze nel teatro, 50 artisti in scena; in quello stesso arco magico mi esibivo al leggendario Derby Club con Bindi e Paoli, scherzavo con Walter Chiari e Primo Moroni, capitanavo il Complesso dei Norman Popels, baciavo Laura e Beatrice (molto attratto dai nomi letterari)... Insomma non avevo modo di crogiolarmi nello spleen giovanile. Il conto l’ho comunque pagato successivamente. Pertanto comprendo ogni verso composto da Pablo, ogni passaggio di questo sincero, intimista, e in fondo universale affresco retrospettivo. Supportato dalle orchestrazioni digitali di Luca Gigante in seno all’attenta produzione di GL Radio, garanzia altresì per il video correlato in fase di realizzazione.
Belluno

L’artigianato autentico ad Arredamont 2026

LONGARONE (BL) - Far conoscere l’artigianato attraverso l’esperienza diretta, dando voce alle imprese e mostrando il valore delle competenze che si nascondono dietro ogni prodotto. È questo l’obiettivo di “Artigiano Autentico in Fiera 2026”, l’iniziativa promossa da Appia CNA in occasione di Arredamont dal 31 ottobre all’8 novembre a Longarone Fiere Dolomiti (Padiglione B, Corsia B/D).

Sulla scia del successo delle prime due edizioni, prosegue dunque il progetto – supportato da EBAV - di valorizzazione dell’artigianato di qualità con la novità, per questa edizione, di un maggiore spazio dedicato al racconto dei mestieri attraverso talk, interviste audio e video allo stand e ad approfondimenti e workshop su innovazione, sostenibilità e competitività delle imprese. Per nove giorni, lo spazio associativo ospiterà realtà di diversi settori, con dimostrazioni pratiche, laboratori, esposizioni e momenti di approfondimento. 

Dal design e arredo alla ceramica, dalla sartoria alla lattoneria, fino alle applicazioni innovative per lo sport, la tecnologia e il food, i visitatori potranno incontrare gli artigiani, conoscere materiali e tecniche e scoprire come tradizione e innovazione contribuiscano alla qualità delle produzioni locali. «L’artigianato è un patrimonio di conoscenze, creatività e professionalità che merita di essere conosciuto e riconosciuto. Con questa iniziativa vogliamo mettere al centro le persone e il loro lavoro, mostrando al pubblico il valore che ogni impresa porta con sé e il legame profondo tra artigianato e territorio. Arredamont è un’importante occasione per far vivere queste competenze in modo diretto e coinvolgente», dichiara Andrea Cerentin, presidente di Appia CNA Belluno.

Accanto alle dimostrazioni, il programma affronterà anche temi strategici per il futuro delle imprese, dalla sostenibilità alla competitività, fino al welfare e alla valorizzazione delle filiere. Sabato 31 ottobre, dalle 15.30 alle 17.00, in Sala Congressi, è in programma il convegno “Artigiano Autentico: dialogo con le imprese artigiane sul futuro del lavoro”, moderato dal coach e formatore Alessandro Polce .«Vogliamo offrire alle imprese un’occasione concreta per raccontarsi, valorizzare le proprie competenze e incontrare nuovi pubblici. Rendere visibile il processo produttivo significa far comprendere meglio la qualità del lavoro artigiano e la sua capacità di evolversi. Allo stesso
tempo, gli approfondimenti saranno un’opportunità per riflettere su strumenti e strategie utili a rafforzare lo sviluppo e la competitività delle nostre PMI
», sottolinea Cristian Sacchet, direttore di APPIA CNA Belluno. Il programma si aprirà sabato 31 ottobre con una giornata dedicata adesign, arredo e food experience, tra Home Staging, design e arredi, degustazioni di sakè, oltre al già citato live talk “Autentico Artigiano”.

Domenica 1° novembre i protagonisti saranno la ceramica e il tessile, con dimostrazioni pratiche e lavorazioni artigianali. Spazio all’approfondimento martedì 3 con il seminario incentrato sulle modalità di finanziamento e sulle opportunità d’investimento per le micro e piccole imprese attraverso i bandi del GAL Alto Bellunese. Mercoledì 4 si parlerà di welfare e bilateralità, con un focus sui servizi e sulle opportunità per imprese e lavoratori offerti da Solidarietà Veneto, Sani. In Veneto ed EBAV, in un appuntamento a cura di Appia CNABelluno. Altre realtà aziendali saranno invece coinvolte venerdì 6, stavolta con la lattoneria, tra tecnica, innovazione ed esposizioni di lavorazioni.

Sabato 7 il tema sarà l’incontro tra sport e artigianato, con pareti attrezzate per l’arrampicata e nuove applicazioni nell’interior design.

Domenica 8 la rassegna si concluderà con una giornata dedicata a territorio, tecnologia e creatività, tra montagne 3D in miniatura, occhiali con elementi naturali o ispirati alla natura, dimostrazioni e degustazioni di gelato artigianale.
Cultura

Conti senza l'oste. Con cucina e fucina a vista.

Milano. Piazza Duomo. Un uovo gigante sul sagrato, adagiato come nel mezzo di un ampio piatto della nouvelle cuisine ormai un po’ fané. Ricetta occhio di bue, naturale richiamo al riflettore puntato sulla scena; che in questo caso è calcata dal gesto di Pasqualino Conti, altresì pittore, photographer, performer. Autore della succitata installazione urbana, minimale break-action contestuale alla sua solitaria corrente prefigurativa. Artepresaingiro, sia nell’accezione canzonatoria sia in quella altrettanto dissacrante ispirata al ready-made, specie on the road. C’è poi il risvolto più strettamente legato alle pedane del teatro-cabaret, scandito da reading, stand-up. pièces esilaranti dove il registro comunicativo non si discosta mica tanto dalle liriche letture di una beat generation non ancor del tutto sopita; ciò grazie a quegli animali da palco e da atelier come lo stesso Conti, il quale fin da ragazzo coltiva idee, progetti, provocazioni sopra, sotto e fra le righe. A partire - addirittura in antecedenza - dallo storico sciopero degli artisti nel ‘90: un vero e proprio Non pensiero day insieme a Palamara, Kodra, i fratelli Festa, il sottoscritto e molti altri esponenti delle varie discipline creative. Da quella dimostrazione di gruppo a un godibile Showpero, in coppia con Flavio Pirini, passando per il Collettivo Scaldasole (realtà del ticinese a cavallo tra due millenni, trampolino per Geppi Cucciari, Katia & Valeria, Pali e Dispari...). In funzione di uno sguardo meno accademico, attraverso un meccanismo espressivo disposto ad affermare: Hey, gente di musei, di gallerie, di militanza critica... pure stavolta la frittata è fatta! 
Cultura, Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, al Museo della Battaglia incontro con il colonello Lorenzo Cadeddu

Alle 15.30 un nuovo appuntamento della rassegna «Incontri al Museo – Domeniche con la Storia». Verranno ripercorse le vicende del Milite Ignoto attraverso i luoghi simbolo della memoria nazionale, da Aquileia a Redipuglia fino all'Altare della Patria. Ingresso libero e gratuito.

VITTORIO VENETO (TV) - Chi era il soldato sconosciuto che dal 1921 riposa all'Altare della Patria, a Roma? Come nacque la decisione di dedicargli un monumento nazionale e quale significato assunse quella sepoltura per un Paese profondamente segnato dalla Prima Guerra Mondiale?

Sono alcuni degli interrogativi al centro del libro «Alla ricerca del Milite Ignoto. Aquileia, Redipuglia, Altare della Patria, i luoghi della memoria e dell'identità italiana», dello storico militare Lorenzo Cadeddu, che sarà presentato domenica 25 ottobre 2026, alle ore 15.30, al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto.

L'iniziativa rientra nella rassegna «Incontri al Museo – Domeniche con la Storia», dedicata all'approfondimento di vicende e protagonisti della storia contemporanea, con particolare attenzione alla Grande Guerra e alla conservazione della memoria. Il volume ricostruisce, attraverso un'ampia documentazione storica e fotografica, le vicende che portarono alla scelta del Milite Ignoto e alla sua tumulazione nel monumento al Vittoriano, il 4 novembre 1921.

La ricerca di Cadeddu si sviluppa attorno a tre luoghi fondamentali della memoria italiana: Aquileia, dove avvenne la scelta della salma destinata a rappresentare tutti i caduti senza nome; Redipuglia, luogo simbolo del sacrificio dei combattenti sul fronte dell'Isonzo e del Carso; e l'Altare della Patria, dove il Milite Ignoto divenne il simbolo del ricordo collettivo dei caduti della Grande Guerra.

Attraverso la ricostruzione degli avvenimenti, l'analisi delle testimonianze e lo studio dei luoghi, l'autore affronta una questione che va oltre la semplice narrazione storica: come si costruisce la memoria di una nazione e perché determinati eventi, personaggi e monumenti diventano elementi fondamentali della sua identità. Particolare attenzione è dedicata alla vicenda degli undici soldati sconosciuti le cui salme furono raccolte dai diversi settori del fronte italiano e tra le quali, nella Basilica di Aquileia, Maria Bergamas, madre di un combattente disperso, scelse quella destinata a essere trasferita a Roma.

Il libro ripercorre così una delle pagine più significative della memoria pubblica italiana del Novecento, restituendo una dimensione storica e umana a una vicenda che continua a occupare un posto centrale nelle commemorazioni nazionali. Lorenzo Cadeddu, colonnello della riserva, scrittore e ricercatore di storia militare, è presidente del Centro Studi Storico Militari sulla Grande Guerra «Piero Pieri» di Vittorio Veneto. Autore di numerose pubblicazioni dedicate alla Prima Guerra Mondiale, ha approfondito in particolare le vicende dell'Esercito italiano, le operazioni militari e i protagonisti del conflitto.

La presentazione assume un significato particolare proprio a Vittorio Veneto, città il cui nome è indissolubilmente legato agli avvenimenti conclusivi della Grande Guerra e che, attraverso il Museo della Battaglia, custodisce e promuove un patrimonio documentario e culturale di rilievo nazionale.

L'appuntamento offrirà al pubblico l'opportunità di approfondire, direttamente con l'autore, la storia del Milite Ignoto e di riflettere sul significato della memoria dei caduti, a pochi giorni dalle celebrazioni del 4 novembre, Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. 

L'incontro si terrà domenica 25 ottobre, alle ore 15.30, al Museo della Battaglia di Vittorio Veneto. L'ingresso è libero e gratuito. Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Nessun oggetto disponibile.
Ultimo aggiornamento: 28/10/2026 23:13