Cultura, Padova

La sofferenza può trovare nuove parole? Paolo Russo ripropone “Trilogia. Trattato di poesia clinica” in una nuova edizione

Dalla psicoanalisi al mito, dalla filosofia alla poesia: torna in una veste rinnovata l'opera dello psicoterapeuta Paolo Russo, che esplora il rapporto tra linguaggio, sofferenza e trasformazione dell'esperienza umana.

PADOVA – E se non fosse sempre possibile cancellare la sofferenza, ma fosse possibile cambiare il modo in cui la raccontiamo, la rappresentiamo e le attribuiamo significato? È questa una delle domande centrali di “Trilogia – Trattato di poesia clinica”, l'opera dello psicologo, psicoterapeuta e psicoanalista Paolo Russo, che torna disponibile in una nuova edizione, rivista nei contenuti e rinnovata nella veste editoriale.

Un libro che nasce da oltre vent'anni di esperienza clinica e riflessione teorica e che attraversa alcuni dei territori più complessi dell'esistenza: l'angoscia, il desiderio, le ripetizioni inconsce, i legami con il passato e la possibilità di costruire nuove rappresentazioni della propria esperienza.

Quando la parola incontra la sofferenza
In un'epoca in cui il disagio psicologico viene spesso affrontato attraverso la ricerca di soluzioni rapide, Russo propone una prospettiva differente: interrogare il significato della sofferenza senza ridurre la complessità della persona al suo sintomo.

Al centro del volume si colloca la poesia clinica, una riflessione che intreccia psicoanalisi, linguaggio poetico, mito e filosofia.
Non si tratta di sostenere che la poesia, da sola, possa guarire una persona. La questione è più profonda: comprendere quale ruolo possano assumere le parole, le immagini e le rappresentazioni simboliche nel modo in cui l'essere umano vive e interpreta la propria esistenza.
La poesia diventa così non una risposta preconfezionata, ma una possibilità di interrogazione.

Il mito come specchio dell'uomo contemporaneo
Nell'opera, il mito non appartiene soltanto al passato. Le sue immagini e le sue narrazioni diventano strumenti culturali per riflettere sui conflitti, sulle paure e sulle contraddizioni dell'essere umano contemporaneo.
La dimensione poetica incontra quella clinica, aprendo interrogativi che attraversano tanto la psicologia quanto la filosofia.

Quanto delle nostre sofferenze dipende dagli eventi che abbiamo vissuto? E quanto dal modo in cui continuiamo a rappresentarli? È possibile riconoscere le narrazioni che sembrano imprigionarci e aprire nuovi spazi di significato?
Sono domande che rendono Trilogia un'opera rivolta non soltanto agli specialisti, ma anche a chi desidera approfondire il rapporto tra identità, memoria e linguaggio.

Una nuova edizione per un percorso di ricerca in continua evoluzione
La riedizione di Trilogia – Trattato di poesia clinica rappresenta un ulteriore passaggio nel percorso intellettuale dell'autore.

Il volume viene riproposto attraverso una revisione dei contenuti e un rinnovamento della veste grafica, mantenendo al centro l'incontro tra esperienza clinica e riflessione poetica.

Un ritorno che offre l'occasione di confrontarsi con un interrogativo particolarmente attuale: in una società che tende a classificare, misurare e spiegare ogni manifestazione del disagio, quale spazio rimane per la singolarità della persona e per il suo modo di raccontarsi?

La prospettiva sviluppata da Russo invita a considerare il linguaggio non soltanto come mezzo di comunicazione, ma anche come dimensione attraverso cui l'essere umano organizza il proprio rapporto con il mondo.

Dalla psicoterapia alla ricerca culturale
Paolo Russo è psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, mediatore familiare e autore.

Laureato all'Università di Padova, ha sviluppato il proprio percorso professionale attraverso la formazione in psicoterapia e psicanalisi, l'attività clinica e lo studio delle forme simboliche dell'esperienza umana.

È inoltre presidente del progetto culturale “I Fiumi di Jane”, che promuove l'incontro tra poesia, psicoanalisi e società, e autore e conduttore della trasmissione radiofonica “I Fiumi di Jane – Miti e società”, in onda su RadioGamma5.

La sua attività si sviluppa intorno a un principio fondamentale: riconoscere nella persona qualcosa che non può essere esaurito da una diagnosi, da un comportamento o da una definizione.

Un'opera per interrogare il nostro tempo
Trilogia non è un manuale di autoaiuto e non propone formule universali per raggiungere la felicità.

È un'opera che invita a riflettere sulla relazione tra parola e soggettività, sulla possibilità di attribuire nuovi significati all'esperienza e sul ruolo della dimensione poetica nella comprensione dell'essere umano.

Un libro rivolto a psicologi, psicoterapeuti, studiosi, appassionati di filosofia e letteratura, ma anche ai lettori interessati alle grandi domande dell'esistenza.

Perché non sempre possiamo cambiare ciò che ci è accaduto. Ma possiamo continuare a interrogarci sul significato che attribuiamo alla nostra storia.
Sport, Conegliano

Sport e inclusione alla Ca’ Del Poggio Run

CONEGLIANO (TV) - Sabato 17 ottobre, a Conegliano, un pomeriggio aperto a tutti per sperimentare alcune discipline paralimpiche. L’iniziativa è tra gli eventi collaterali della Ca’ del Poggio Run e si inserisce nel percorso di collaborazione tra La Nostra Famiglia e CIP Veneto per favorire l’avviamento allo sport delle persone con disabilità. Lo sport come opportunità di crescita, autonomia, incontro e partecipazione. 

È questo il messaggio al centro dell’Open Day Multisport, in programma sabato 17 ottobre, dalle14.00, in piazzale Zoppas a Conegliano (Accesso da via Colombo, vicino alla biglietteria MOM)L’iniziativa, realizzata da La Nostra Famiglia e il Comitato Italiano Paralimpico, grazie allo spazio messo a disposizione dalla Ca’ Del Poggio Run, invita bambini, ragazzi e adulti a conoscere e sperimentare alcune discipline paralimpiche: atletica leggera, boccia, calciobalilla e wheelchair tennis. A concludere il pomeriggio sarà un emozionante spettacolo di danza, per condividere insieme un momento di festa e convivialità. 

Per garantirsi il cestino con la merenda è possibile registrarsi a questo linkhttps://forms.gle/x2GhtSy8ZZoBbAD48L’Open Day è uno degli appuntamenti collaterali della Ca’ del Poggio Run, manifestazione podistica che propone percorsi aperti a tutti, nel suggestivo paesaggio collinare riconosciuto patrimonio UNESCO. In occasione dell’80° anniversario di La Nostra Famiglia, la manifestazione dedica particolare attenzione alla partecipazione e all’inclusione, affiancando alla tradizionale corsa un pomeriggio di attività sportive e occasioni di incontro aperte alla comunità.

L’Open Day vuole offrire a tutti la possibilità di avvicinarsi allo sport in un contesto accogliente, valorizzando le capacità di ciascuno e promuovendo una cultura dell’inclusione. La pratica sportiva, infatti, può contribuire al benessere psicologico e funzionale, favorire l’autonomia e rafforzare le relazioni sociali, diventando una componente importante dei percorsi di crescita e riabilitazione delle persone con disabilità.

Una collaborazione per accompagnare le persone dalla riabilitazione allo sport, che rende efficace fin da subito la convenzione appena sottoscritta tra La Nostra Famiglia –Direzione regionale del Veneto e il Comitato Italiano Paralimpico, finalizzata a promuovere l’orientamento e l’avviamento alla pratica sportiva paralimpica delle persone con disabilità in cura presso le strutture dell’Associazione.

“L’accordo nasce dalla volontà condivisa di mettere in relazione competenze sanitarie, riabilitative e sportive, affinché bambini e ragazzi con disabilità motoria o del neurosviluppo possano individuare le opportunità più adatte alle proprie caratteristiche e aspirazioni. Il percorso può partire durante la presa in carico riabilitativa e proseguire anche dopo la dimissione, favorendo la continuità della pratica sportiva sul territorio” dichiara il Direttore Generale Regionale Andrea De Vido“

Attraverso questa collaborazione” Prosegue Davide Giorgi, Presidente Comitato Paralimpico Regionale “il CIP mette a disposizione competenze tecniche, materiali e attrezzature per l’avviamento alle discipline paralimpiche, mentre La Nostra Famiglia contribuisce a integrare queste opportunità nel proprio contesto riabilitativo, in coordinamento con le attività terapeutiche programmate. La convenzione prevede inoltre la possibilità di sviluppare iniziative informative per orientare le persone interessate verso le opportunità sportive presenti sul territorio.

”Promuovere lo sport significa offrire alle persone con disabilità nuove occasioni permettersi alla prova, scoprire le proprie capacità e sentirsi parte attiva della comunità. La collaborazione tra La Nostra Famiglia e il Comitato Italiano Paralimpico va proprio in questa direzione: costruire un ponte tra riabilitazione e pratica sportiva, perché le opportunità di partecipazione e crescita possano continuare anche fuori dai Centri."

L’Open Day Multisport vuole dare concretezza a questo impegno, offrendo a tutti la possibilità di conoscere da vicino diverse discipline e sperimentare il valore dello sport come spazio di incontro, condivisione e inclusione. Un’ottima opportunità per i giovani e le loro famiglie per entrare in contatto con le realtà sportive del territorio che offrono discipline adattate e pratiche inclusive.

L’appuntamento è gratuito ed aperto a tutti.  Per informazioni è possibile contattare la sede di Conegliano dell’Associazione La Nostra Famiglia all’indirizzo e-mail conegliano@lanostrafamiglia.it o al numero 0438 4141
Mondo

Premio Canada-Italia per l’Innovazione 2026

Sandro Zorzi, ricercatore dell’unità HyRES del Centro Sustainable Energy di Fondazione Bruno Kessler, è tra i vincitori del Premio Canada-Italia per l’Innovazione 2026 con “HyWeCAN – Elettrolisi dell’acqua per la produzione di idrogeno attraverso la collaborazione italo-canadese”, progetto sviluppato in collaborazione con e l’Hydrogen Research Institute (HRI) presso l’Université du Québec à Trois-Rivières (UQTR).

Promosso dall’Ambasciata del Canada in Italia, il premio sostiene progetti capaci di rafforzare la cooperazione scientifica e tecnologica tra i due Paesi e di creare nuove connessioni tra università, centri di ricerca e mondo dell’innovazione.

Il progetto ha portato Zorzi in Canada per un periodo di scambio e confronto con i ricercatori dell’HRI ed il co-direttore prof. Bruno G. Pollet, dedicato alla condivisione delle rispettive attività scientifiche, all’individuazione di potenziali interconnessioni scientifiche e a momenti di formazione e approfondimento sulle potenzialità tecnologiche dell’unità HyRES del Centro Sustainable Energy. L’esperienza è finalizzata a consolidare i rapporti tra le due istituzioni e i due paesi, favorire il confronto e la valorizzazione di competenze complementari e individuare nuove opportunità di collaborazione per lo sviluppo di tecnologie energetiche verdi. Tra gli obiettivi, l’approfondimento di possibili mobilità di studenti e ricercatori e la costruzione di nuove progettualità, anche in prospettiva europea.

Al centro di HyWeCAN ci sono le tecnologie di elettrolisi dell’acqua a bassa temperatura e, in particolare, lo sviluppo di materiali innovativi per la produzione di idrogeno verde. Il lavoro di Sandro si concentra sulla nanostrutturazione di catalizzatori e rivestimenti protettivi per elettrolizzatori, componenti fondamentali per migliorarne prestazioni, efficienza e durata.

All’interno dell’unità HyRes, questa attività viene portata avanti utilizzando tecniche al plasma a bassa pressione, utilizzate per funzionalizzare e nano-ingegnerizzare i materiali. Questi processi permettono di intervenire sulle proprietà funzionali dei materiali su scala molto fine, a livello atomico, adattandole alle esigenze specifiche degli elettrolizzatori. Allo stesso tempo, consentono di limitare l’impiego di solventi e prodotti chimici e di sviluppare rivestimenti innovativi destinati alle tecnologie dell’idrogeno

Per Sandro il Canada porta con sé anche un significato personale, poiché è il Paese in cui emigrò suo nonno
dal Veneto. Un legame familiare che oggi si intreccia con il percorso scientifico e professionale e con una nuova collaborazione tra Trento (sede di lavoro di Sandro) e Québec costruita attorno alla ricerca sull’idrogeno.

Il Premio Canada-Italia per l’Innovazione diventa così non soltanto un riconoscimento alla ricerca, ma anche uno strumento per trasformare il confronto scientifico in collaborazioni più strutturate, capaci di coinvolgere ricerca, formazione e innovazione.
Cultura, Treviso, Conegliano

Filosofia con una tazza di tè: tornano i circoli Oikos

Procedono spedite le attività autunnali de La Chiave di Sophia, associazione culturale coneglianese che promuove la filosofia come pratica di vita quotidiana. Dopo l’avvio proprio in questi giorni dei corsi di Filosofia Zero a Conegliano e Belluno (ma anche Firenze e Milano), a fine mese partono anche i circoli filosofici Oikos, questa volta nei comuni di Montebelluna, Silea e San Vendemiano. Tanti i temi proposti – abitare, empatia, morte, rispetto, cura, solitudine… – aperti alle riflessioni dei gruppi attraverso gli spunti filosofici proposti dai “facilitatori” de La Chiave di Sophia, sorseggiando un calice di vino o una tazza di tè.

Oikos è pensato come una casa per ciascuno partecipante e per i propri pensieri, da condividere con gli altri, davanti a un tè o a un calice di vino. In principio c'è un tema, la fine è tutta da scoprire lungo i percorsi mai lineari del dibattito condiviso filosofico. Una volta al mese ci si riunisce con temi diversi, per smentire le proprie certezze, confermare le proprie speranze, nutrire il pensiero critico.

Francesco Marcuzzo, autore de La chiave di Sophia, filosofo di formazione e musicista, conduce il gruppo di Conegliano e Montebelluna. A Montebelluna, accolti nella bellissima biblioteca comunale grazie alla partnership con il Comune, Marcuzzo condurrà il gruppo da martedì 21 ottobre con il tema “Passato. Che cosa farcene del nostro passato?”; si prosegue il 18 novembre con “Morte. Rivista La Chiave di Sophia N31”; poi il 16 dicembre con “Esistere. Riflessioni a partire da alcuni brevi racconti di Sartre, Kafka, Melville”; il 20 gennaio con “Rispetto”, in cui si propone la lettura del libro del filosofo contemporaneo Byung-Chul Han “La società senza rispetto. Come abbiamo perso tatto, riguardo e cortesia”; il 17 febbraio si continua con “Natura e cultura. Che relazione tra le due?” e infine il 17 marzo con “Mito. Rivista La Chiave di Sophia #32”.

Parallelamente a San Vendemiano, presso la Libreria Chiodo Fisso, si comincia il 29 ottobre con il tema “Necessità. Di cosa abbiamo davvero bisogno?”; il 26 novembre sarà la volta del tema morte, a partire dagli spunti della rivista La Chiave di Sophia N31; il 17 dicembre “Abitudine. Fino a che punto siamo abitudinari?”; di nuovo si propone il libro del filosofo contemporaneo Byung-Chul Han “La società senza rispetto. Come abbiamo perso tatto, riguardo e cortesia”; “Esistere. Riflessioni a partire da alcuni brevi racconti di Sartre, Kafka, Melville” sarà il tema del 25 febbraio e infine la rivista La chiave di Sophia N32 “Mito” sarà protagonista dell’appuntamento del 18 marzo.

Il terzo gruppo trova invece la sua “casa” nella biblioteca comunale di Silea, anche in questo caso grazie alla collaborazione con l’Amministrazione comunale. A condurre le danze sarà Chiara Frezza, filosofa di formazione e docente, che partirà il 22 ottobre con “Abitare. Fare casa nel mondo, tra luoghi, relazioni e confini”; si proseguirà il 19 novembre con “Morte. Rivista La Chiave di Sophia N31”; l’empatia sarà invece protagonista dell’appuntamento del 17 dicembre, “Il ponte fragile che ci unisce agli altri; il 21 gennaio sarà la volta di “Lo Xenos, alterità. Ospite o straniero: l’altro che ci interroga”; il 18 febbraio il tema sarà “Solitudine” attraverso la lettura condivisa del libro di Daria Bignardi “Nostra Solitudine”; si termina con la rivista La chiave di Sophia N32 dedicata al tema del mito.


Vittorio Veneto, Veneto

Emanuele Filiberto di Savoia in Veneto: tre appuntamenti tra memoria storica e impegno concreto

VENETO – Pace, solidarietà e memoria storica sono al centro della visita che, dal 16 al 18 ottobre, porterà il Principe Emanuele Filiberto di Savoia in Veneto, con tre appuntamenti a Schio, Padova e Cordignano, nelle province di Vicenza, Padova e Treviso.

Il programma intreccia la riflessione sulla storia della monarchia italiana e sui grandi conflitti del Novecento con un'iniziativa concreta a favore della sicurezza e della salute dei cittadini. Un percorso che unisce il valore della memoria storica all'impegno per la pace e alla solidarietà verso le comunità locali.

Il primo appuntamento è in programma venerdì 16 ottobre, alle ore 18, al Teatro Civico di Schio, nella Sala Calendoli. Il Principe, Gran Maestro degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, presenterà il suo ultimo libro, La Regina di maggio. Gli ultimi giorni della Corona: i ricordi di mia nonna sulla fine della Monarchia, pubblicato da Sperling & Kupfer.
L'incontro offrirà l'occasione per ripercorrere gli ultimi giorni della monarchia italiana prima del referendum istituzionale del 1946, di cui quest'anno ricorre l'ottantesimo anniversario. Attraverso ricordi familiari, aneddoti ed episodi personali, il Principe restituirà uno sguardo intimo sulla figura di Maria José di Savoia, ultima regina d'Italia, ricordata non soltanto per la brevità del suo regno, ma anche per la sua personalità indipendente e per la sua opposizione al regime fascista.
L'iniziativa è organizzata dall'Associazione Fortemaso, con il patrocinio della Città di Schio e la collaborazione della libreria Ubik di Schio per la distribuzione del volume.

La visita proseguirà sabato 17 ottobre, alle ore 10, al Circolo Unificato dell'Esercito di Padov
a, in Prato della Valle. L'appuntamento vedrà riuniti il Principe Emanuele Filiberto di Savoia e l'arciduca Markus d'Asburgo-Lorena, discendente dell'imperatore Francesco Giuseppe d'Austria, in un incontro dal forte significato storico e simbolico.
Le due dinastie, che durante la Prima guerra mondiale si trovarono su fronti contrapposti, saranno rappresentate dai loro discendenti in un momento di dialogo e confronto, a oltre un secolo dalla conclusione del conflitto. Un'occasione per riflettere sulle tragedie della guerra, sui rapporti storici tra Italia e Austria e sulla necessità di costruire percorsi di pace in un contesto geopolitico internazionale sempre più instabile.
L'iniziativa rientra nel Progetto Forte Maso 2026/27, promosso dall'Associazione Fortemaso insieme all'Ispettorato per il Veneto dell'Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, guidato dall'ispettore Alessio Trentin. L'incontro intende valorizzare la memoria storica come strumento di comprensione del presente, nella consapevolezza che il dialogo e la riconciliazione rappresentino condizioni essenziali per una pace duratura.

Il programma si concluderà domenica 18 ottobre, alle ore 11.30, a Villa di Villa, frazione del Comune di Cordignano, in provincia di Treviso, con l'inaugurazione di un defibrillatore donato dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Conegliano, nell'ambito del progetto Salva la Vita, promosso dalla Delegazione del Veneto degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia.
La cerimonia si svolgerà in piazza 4 Novembre e si inserirà nelle iniziative dedicate al novantesimo anniversario del terremoto del Cansiglio del 1936. Nei giorni successivi al sisma, l'allora principe ereditario Umberto di Savoia, destinato a diventare re Umberto II, si recò nelle zone colpite per portare la propria vicinanza alle popolazioni.
A distanza di novant'anni, la presenza del nipote Emanuele Filiberto richiama idealmente quel legame con il territorio, rinnovando una tradizione di attenzione verso le comunità e di impegno solidale. La donazione del defibrillatore rappresenta un gesto concreto a tutela della salute pubblica e testimonia la continuità dei valori di assistenza e beneficenza che caratterizzano l'attività degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia.

Memoria, dialogo e solidarietà sono dunque i fili conduttori di una visita che, attraverso tre appuntamenti in Veneto, intende coniugare la valorizzazione della storia con un impegno concreto nel presente.
Vicenza

Miss Mondo Italia a Villa Bonin di Vicenza

VICENZA - Sabato 10 ottobre, a partire dalle ore 21:30, il Club e Dinner VILLA BONIN di Vicenza — incastonato nella splendida cornice dei Colli Berici — è tornato ad essere il palcoscenico di un evento all'insegna di bellezza, moda e intrattenimento. La serata ha ospitato una nuova tappa provinciale veneta del concorso Miss Mondo Italia 2027.
Un nuovo successo annunciato per il prestigioso format nazionale guidato da Antonella Marcon della Antonella Academy Agency, che segna nuovamente il sold-out nella celebre location vicentina.

Lo Spettacolo
L'evento ha preso il via con la sigla di Miss Mondo Veneto 2027, svelata dal balletto delle finaliste regionali. La conduzione è stata affidata al carismatico Riccardo Pagan (Mister Italia 2018 e finalista a Mister Universo), con la brillante collaborazione di Anna Mariotto, Miss Mondo Talent Veneto 2026 e semifinalista nazionale.

Le candidate sono state valutate dalla giuria attraverso tre prove principali:
Due sono state le uscite delle concorrenti:
• la prima con la prova di interpretazione, sfilando in costume,
• quindi con l’uscita in dress code da discoteca.
Una uscita riservata alle finaliste regionali venete di Miss Mondo Italia 2027, per contendersi due fasce specialissime:
- “MISS ANTONELLA ACADEMY AWARD” vinta da Sofia Vianello del Lido di Venezia, la ragazza che si è distinta per il portamento e la critica;
- “MISS ELEGANZA” vinta da Giada Cerroni di Bosaro (RO), la ragazza che si è distinta per l’eleganza.

Intrattenimento
L'evento è stato impreziosito da diversi momenti di alto profilo artistico:
• Musica dal vivo: le performance canore della giovanissima Matilde Palano e da Sophie Persegato, in rappresentanza della scuola Cuore e Musica, della vocal coach Susanna Zanellato di Piove di Sacco (PD).

Risultati della Selezione
Accesso alla finale regionale per:
1^ Classificata – FINALISTA REGIONALE: Sofia Lepore, di Parica (SO),
2^ Classificata – MISS GIL CAGNE’: Nicole Reato, di Chiuppano (VI),
3^ Classificata – MISS GIL CAGNE’: Greta Niedda, di Albignasego (PD).

Premiazioni Speciali
– MISS DEL WEB by AGRICOLA – Asia Bauce di Arzignano (VI),
grazie alla votazione web,
– MISS VILLA BONIN – Silvia Parpaiola, di Resana (TV)
– MISS SORRISO – Linda Zulian, di Giai di Gruaro (VE).

Antonella Marcon (Antonella Academy Agency), responsabile di Miss Mondo per il Veneto e il Trentino-Alto Adige, rivolge un sentito ringraziamento ai presentatori Riccardo Pagan e Anna Mariotto, alla giuria e a tutti i numerosi ospiti intervenuti.
Un doveroso e sincero grazie va anche al fotografo e videomaker Kendji, allo staff di Miss Mondo Veneto e al service audio-video.
Un particolare ringraziamento è rivolto alle aziende sponsor che hanno reso possibile l'evento, al sig. Fabio Facchini titolare di Villa Bonin per la splendida ospitalità e al sig. Oliver per la preziosa collaborazione

E se fossi tu la prossima semifinalista nazionale 2027? Realizza il tuo sogno: indossando la corona e salendo sul podio con lo scettro.
Non perdere il prossimo appuntamento: ti aspettiamo domenica 29 novembre al Fuoco e Fiamme di Canaro (RO).
 
Contatti e Social
• Siti web: missmondo.it | accademiamodaspettacolo.it
• Social: Cercaci su Facebook e Instagram come Antonella Agency e Miss Mondo Veneto.

Italia

Il valore dell'arte: come i capitali privati salvano e rilanciano la cultura

Per comprendere appieno l'evoluzione di chi investe oggi nella cultura, è utile guardare a chi lo ha fatto nei secoli scorsi, quando il mecenatismo era profondamente legato al potere politico, alla religione e alla ricerca dell'immortalità personale. Lo stesso termine "mecenate" affonda le sue radici nell'antica Roma, prendendo il nome da Gaio Cilnio Mecenate. Questo influente consigliere dell'imperatore Augusto dedicò la sua vita e le sue ricchezze a proteggere e sostenere poeti straordinari come Virgilio e Orazio, trasformando di fatto la letteratura e l'arte in un formidabile strumento per promuovere la grandezza e gli ideali dell'Impero Romano.
 

È tuttavia con il Rinascimento italiano che il mecenatismo raggiunge il suo periodo d'oro, diventando il motore che ha reso l'Italia il centro culturale del mondo. A Firenze, la famiglia Medici ha incarnato questo ruolo alla perfezione. Contemporaneamente, a Roma, i Papi rinascimentali agivano come veri e propri sovrani, utilizzando l'arte per celebrare il trionfo e la grandezza della Chiesa. Anche nelle altre corti italiane la competizione politica si giocava a colpi di bellezza monumentale, come dimostrano Ludovico il Moro a Milano o le famiglie Gonzaga a Mantova e gli Este a Ferrara.
 

Spingendosi oltre i confini italiani, i grandi sovrani europei continuarono questa tradizione per affermare l'assolutismo e il prestigio nazionale. I grandi mecenati del passato usavano la bellezza essenzialmente come un manifesto politico. Il loro obiettivo primario era impressionare i rivali, dimostrare il proprio diritto a governare e, soprattutto, assicurarsi che il loro nome e la loro stirpe vivessero in eterno attraverso i capolavori immortali che avevano contribuito a far nascere.
 

Oggi il modo in cui i ricchi e le grandi aziende investono nella cultura è profondamente cambiato rispetto al passato, trasformandosi da semplice gesto di generosità personale in una vera e propria strategia organizzata che si è evoluta in un impegno collettivo e aziendale che coinvolge fondazioni di famiglia, holding e marchi globali del lusso.
 

Questo cambiamento non avviene per caso, ma risponde a logiche economiche e d'immagine ben precise. Investire in cultura permette infatti alle aziende e ai magnati di migliorare il valore percepito del proprio marchio, di ottenere importanti agevolazioni fiscali grazie a strumenti normativi dedicati e di diversificare i propri patrimoni puntando sull'arte come bene d'investimento sicuro. Inoltre, vari studi dimostrano che legare il nome di un'azienda alla bellezza e alla cultura genera un impatto sociale positivo e contribuisce persino ad aumentare la produttività interna rispetto alla concorrenza. Questa tendenza si inserisce perfettamente anche nei moderni criteri di sostenibilità e responsabilità sociale d'impresa, dove il rispetto per il territorio e la comunità diventano centrali per il successo a lungo termine.
 

Nel panorama internazionale e soprattutto in Italia, questo nuovo mecenatismo si sviluppa attraverso modelli differenti. Da un lato ci sono i giganti della moda e del lusso che aprono spazi espositivi e poli d'arte contemporanea; dall'altro i magnati della tecnologia che preferiscono sostenere l'istruzione, la conservazione digitale e la ricerca scientifica; infine, vi sono centinaia di imprese di vari settori che scelgono di finanziare la cultura per creare un legame profondo con il territorio in cui operano.
 

Nel nostro paese questo fenomeno è guidato dai grandi capitani d'industria e dai marchi storici, che spesso si sostituiscono allo Stato nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico nazionale. Molti imprenditori hanno legato il proprio nome al salvataggio e al restauro di monumenti simbolo del Paese: basti pensare a Diego Della Valle che ha finanziato il monumentale recupero del Colosseo, alla famiglia Bulgari che ha permesso il restauro di Piazza di Spagna e delle Terme di Caracalla, o a Renzo Rosso che ha restituito splendore al Ponte di Rialto a Venezia, senza dimenticare l'impegno costante di firme come Dolce & Gabbana nel sostenere l'arte e il teatro.

Accanto al recupero del passato, grande spazio è dato alla creazione di luoghi dedicati all'arte contemporanea e alla rinascita dei territori.

È il caso della Fondazione Prada a Milano, che unisce archeologia industriale e architettura moderna, della fondazione creata da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo a Torino per promuovere i giovani artisti, o della straordinaria visione di Brunello Cucinelli, che ha trasformato l'intero borgo umbro di Solomeo in un centro internazionale di cultura, teatro e artigianato. Questa rete di sostegno si estende infine anche a cantine storiche, marchi del design e società finanziarie attraverso premi d'arte, sponsorizzazioni e progetti di recupero nei musei.
Tutto ciò dimostra come la cultura possa diventare un motore di crescita sociale ed economica per l'intero Paese.

Salute, Treviso

AIL Treviso rinnova il sostegno psicologico ai pazienti oncologici del Ca' Foncello

TREVISO – Continua nella Marca il sostegno psicologico per i pazienti onco-ematologici, adulti e pediatrici, e per le loro famiglie. AIL – Sezione Provinciale di Treviso ha difatti rinnovato il proprio impegno a fianco dell’Ulss 2 Marca Trevigiana mettendo a disposizione un finanziamento di 84.000 euro per garantire la prosecuzione del progetto “Dalla misurazione del distress alla presa in carico psicologica di pazienti onco-ematologici adulti e in età pediatrica e loro caregiver: interventi ad implementazione della qualità di vita”.

L’iniziativa si sviluppa prevalentemente nell’ambito dell’Unità operativa complessa di Ematologia e Trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche, dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, coinvolgendo anche i pazienti dell’area di Emato-oncologia pediatrica in collaborazione con la dott.ssa Cristina Pizzato e con la dott.ssa Caterina Mercuri quale Direttrice dell’Unità operativa semplice di Psicologia Ospedaliera. Il finanziamento consentirà di sostenere l’attività di due professionisti specializzati, uno psicologo e uno psicologo-psicoterapeuta, integrati nel percorso assistenziale e in stretta collaborazione con medici e personale infermieristico. L’obiettivo è affiancare alla cura della malattia un’attenzione costante al benessere emotivo della persona intercettando tempestivamente le situazioni di disagio e accompagnando pazienti e familiari nelle diverse fasi del percorso terapeutico.

Nel dettaglio, il progetto prevede colloqui individuali e familiari, valutazioni del distress psicologico, supporto durante i ricoveri e i trattamenti con particolare attenzione ai pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali ematopoietiche e a quelli in isolamento protettivo. Sono inoltre previsti interventi di telepsicologia per le persone che, per le condizioni cliniche o le difficoltà negli spostamenti, incontrano ostacoli nell’accesso alle prestazioni in presenza, oltre ad attività di ricerca e formazione rivolte al personale sanitario. Il ruolo del supporto psicologico garantito dall’ AIL è dunque fondamentale per i pazienti seguiti presso la struttura di Ematologia di Treviso e non solo. Basti pensare che in tutta Italia l’AIL sostiene oltre 40 servizi di assistenza psicologica offrendo ogni anno un supporto specialistico a circa 7.000 pazienti e familiari.

«
Grazie alla sezione locale AIL Treviso questa presenza, costante e preziosa, è garantita anche presso la nostra struttura – commenta la Prof.ssa Anna Candoni, Direttore U.O.C. di Ematologia e Trapianto di cellule staminali ematopoietiche del Ca’ Foncello - I professionisti affiancano e affiancheranno i pazienti e i loro familiari in ogni fase del percorso di cura, operando in stretta sinergia con il personale medico e infermieristico nel reparto di degenza nella sezione di trapianto di cellule staminali ematopoietiche, negli ambulatori specialistici e nel day hospital. Si tratta di un importante e concreto aiuto per le persone assistite, i loro caregiver e l'intera équipe sanitaria. D’altronde, l'obiettivo è quello di garantire che, accanto alle migliori terapie mediche, vi sia sempre uno spazio protetto per l'ascolto, la comprensione e per l'accoglienza delle emozioni che accompagnano la malattia ponendo al primo posto il rispetto per la sensibilità e la dignità di ogni persona».

Così, invece, Sergio Leonardi quale Presidente di AIL Treviso: «Sostenere la continuità di questo progetto significa ribadire che prendersi cura di una persona non vuol dire occuparsi soltanto della malattia, ma anche delle paure, delle fragilità e delle difficoltà che accompagnano un percorso di cura spesso lungo e impegnativo. Con questo finanziamento vogliamo quindi essere vicini ai pazienti e alle loro famiglie offrendo loro un supporto specialistico che possa aiutarli ad affrontare ogni fase della malattia con maggiore consapevolezza e sostegno. Un impegno che portiamo avanti grazie alla generosità dei nostri sostenitori e alla collaborazione con l’Ulss 2 nella convinzione che l’assistenza psicologica sia una componente essenziale di una presa in carico davvero attenta alla persona».

Infine, oltre a queste insopprimibili attività per pazienti e caregiver, le due professioniste garantiscono, con la collaborazione di altri professionisti, la gestione della Formazione di Base e Permanente ai Volontari di AIL Treviso nonché la realizzazione del Progetto Scuola “Ogni dono è un nodo” destinato agli studenti degli ultimi anni degli Istituti di secondo grado che ha, tra l’altro, la finalità di portare nuove adesioni: all’AVIS per il dono di sangue e all’ADOCES per donazione di cellule staminali emopoietiche.

Mondo, Economia, Conegliano

Somec-Fabbrica sbarca in Europa: nasce il nuovo polo integrato

SAN VENDEMIANO (TV) – Somec S.p.A. (Euronext Milan: SOM), specializzata nella progettazione, produzione e installazione di opere complesse chiavi in mano in ambito civile e navale, annuncia la costituzione di Fabbrica Europe S.r.l., nuova società controllata da Somec S.p.A. e parte della divisione Horizons, sistemi ingegnerizzati di architetture navali e facciate civili.

Fabbrica Europe, con sede a San Biagio di Callalta (TV), rappresenterà il centro di coordinamento delle attività commerciali, progettuali e operative del Gruppo nel mercato europeo delle curtain wall.

Si apre così una nuova fase di sviluppo del business del Gruppo nel segmento delle facciate continue, attraverso una piattaforma operativa integrata, efficiente e competitiva che farà leva sulla capacità produttiva, sui macchinari, sulle competenze specialistiche e sul know-how già presenti. Il relativo modello industriale
“Lean Curtain Wall Factory” consentirà inoltre un rapido adattamento delle risorse e capacità manifatturiere ai volumi e alle caratteristiche dei singoli progetti, anche dei più articolati e complessi.

La nuova società combina la solidità e la credibilità internazionale del Gruppo Somec con l’esperienza maturata negli Stati Uniti da Fabbrica LLC e con una base produttiva italiana orientata alla realizzazione di soluzioni su misura. L’obiettivo industriale è replicare in Europa, adattandolo alle specificità del mercato locale, il modello organizzativo e di business sviluppato con successo oltreoceano da Fabbrica LLC.

Inoltre, figure manageriali di comprovata esperienza nel settore di riferimento accompagneranno la strategia di sviluppo:

Carlo Dal Cin ricopre il ruolo di Chief Operating Officer, con la responsabilità di coordinare le attività operative e l’implementazione dei processi produttivi. Dal Cin vanta oltre vent’anni di esperienza maturata in contesti internazionali nella progettazione, ingegnerizzazione e realizzazione di facciate architettoniche complesse. Nel corso della sua carriera ha sviluppato competenze trasversali nelle aree operations, project management, produzione e procurement, operando sia in Europa sia in Nord America. Prima dell’ingresso in Fabbrica Europe ha ricoperto il ruolo di Deputy General Manager del gruppo internazionale Permasteelisa.

Massimo Mazzer contribuirà invece allo sviluppo commerciale della società e al rafforzamento delle relazioni con clienti e partner strategici grazie ad oltre trent’anni di esperienza nel settore e una profonda conoscenza dei principali mercati europei e nordamericani. Il suo percorso professionale spazia dalla progettazione e dal project management allo sviluppo commerciale e alla direzione aziendale. Prima dell’ingresso in Fabbrica Europe ha ricoperto il ruolo di Sales Director UK & Europe presso Permasteelisa e in precedenza, quello di Managing Director di Cimolai Architectural.

Oscar Marchetto, Presidente del Gruppo Somec, dichiara: «La nascita di Fabbrica Europe rappresenta un passaggio importante nel percorso di sviluppo della divisione Horizons e nella strategia di crescita del Gruppo. Consolidiamo così competenze progettuali, capacità produttiva ed esperienza internazionale per costruire una piattaforma europea efficiente, flessibile e competitiva. In Europa, Londra in particolare costituisce il punto di partenza ideale: è uno dei mercati più avanzati e selettivi al mondo per le facciate architettoniche e rappresenta una vetrina privilegiata per progetti ad alto valore aggiunto. L’ingresso di manager con una conoscenza così approfondita del settore e dei mercati di riferimento rafforza ulteriormente la nostra capacità di trasformare le opportunità già individuate e pongono le basi per una nuova ed entusiasmante fase di crescita nel mercato europeo».

La costituzione di Fabbrica Europe avviene nell’anno del decimo anniversario dalla fondazione di Fabbrica LLC e segue la recente acquisizione della commessa record per 350 Park Avenue a New York, nel cuore di Manhattan.

Conegliano

A Pieve di Soligo lezioni gratuite di autodifesa femminile dal 3 novembre

PIEVE DI SOLIGO (TV) - L’Amministrazione comunale promuove un Corso di Autodifesa femminile rivolto a 20 donne del territorio dai 16 anni in su.
Il corso inizierà il 3 novembre ed è completamente gratuito. Sarà data priorità alle donne residenti nel Comune di Pieve di Soligo e per la partecipazione verrà richiesto un certificato medico per attività sportiva non agonistica.
La scelta di avviare il percorso proprio in novembre non è casuale: il corso si inserisce infatti nel quadro delle iniziative legate alla Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza di sé, la fiducia nelle proprie capacità e la conoscenza di strategie utili per prevenire e gestire situazioni di rischio, contribuendo a promuovere una cultura del rispetto e della sicurezza.

Le lezioni saranno tenute dai maestri Claudio Pilato e Mehmet Eryotulmaz dell’Associazione Judo Club di Pieve di Soligo, che accompagneranno le partecipanti nell’apprendimento di tecniche di autodifesa e comportamenti pratici utili ad affrontare situazioni potenzialmente critiche.

“Contrastare la violenza di genere significa anche investire nella prevenzione e nella consapevolezza - spiega Valentina Lucchetta, assessore alle Pari Opportunità - Con questo corso vogliamo offrire alle donne un'opportunità concreta per acquisire maggiore sicurezza nelle proprie capacità e conoscere strumenti utili per tutelarsi, rafforzando al tempo stesso la cultura del rispetto e dell'uguaglianza”.

Per iscrizioni e informazioni è possibile contattare i Servizi Sociali al numero 0438 985342 oppure scrivere all’indirizzo sociali@comunepievedisoligo.it.
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Ultimo aggiornamento: 17/10/2026 23:00