Cultura, Treviso

Nasce la Teatri Trevigiani Srl

TREVISO - Oggi a Ca’ Spineda, è stata presentata la società Teatri Trevigiani Srl. La società ha per oggetto la gestione, anche attraverso la concessione in godimento a soci e a terzi, del Teatro Eden e del Teatro delle Voci, entrambi situati a Treviso e di proprietà della Fondazione Cassamarca. I soci sono: Fondazione Cassamarca, che partecipa con una quota del 48,97% e, ciascuno con quota del 7,29%: I Virtuosi Italiani, Massimo Scattolin, Giancarlo Andretta, Chroma srls, Pierpaolo Giacomini Tiveron, Paola De Crescenzo e Sonia Furian.

A breve sarà pronto un calendario di eventi in cui non mancheranno artisti di fama internazionale sia del panorama musicale, sia della danza e dello spettacolo. L’inaugurazione ufficiale è prevista nella seconda metà di ottobre. Fondazione  Cassamarca, il Presidente Luigi Garofalo: “
Quello che presentiamo oggi è un progetto unico nel suo genere perché affidiamo la gestione di due importanti strutture nelle mani di persone di fama nazionale e internazionale che provengono dal mondo dell’arte e la rappresentano in diverse discipline. L’attività che sarà proposta non sarà in competizione con quella degli altri teatri, ma piuttosto sarà complementare e andrà ad arricchire l’offerta anche con proposte nuove. Il nostro vuole essere un progetto inclusivo e aperto in modo che anche la comunità possa proporre iniziative artistiche da  svolgervi. Anche Fondazione è lieta di partecipare alla programmazione con la rassegna dedicata alla tragedia greca, come pure con i concerti e altre proposte nuove legate alla poesia e come spero, al cinema come forma d’arte ”Alberto Martini, Amministratore Teatri Trevigiani Srl e Direttore de I Virtuosi Italiani: “Si tratta di un progetto unico nel suo genere perché mette in campo artisti che provengono da settori diversi e tutti con grandi competenze nelle loro discipline come pure nella gestione I due teatri sono proposti alla città come luoghi di incontro e condivisione. 

Vogliono essere inclusivi e aperti anche a proposte di altri, tenendo sempre come cifra la qualità. A breve sarà pronto un calendario di eventi che, posso già anticipare, vedrà protagonisti artisti di fama mondiale tra i quali come Uto Ughi, Paolo Fresu, Ettore Pagano, Ramin Bahrani, Mischa Maisky. Massimo Scattolin Sono felice dell’avvio di questo progetto che permette di far godere alla città di spazi unici. I due teatri sono infatti strutture uniche nel loro genere. In Europa esistono al massimo 2 o 3 sedi con queste caratteristiche e, in Italia, il Teatro Eden è uno dei due teatri Liberty ancora esistenti.

Gli amministratori
La società sarà amministrata da due figure molto note nel panorama musicale non solo nazionale: i maestri Alberto Martini e Massimo Scattolin. Alberto Martini Nato a Verona, si è diplomato in violino a pieni voti presso il Conservatorio della sua città perfezionandosi poi con il M° C. Romano al Conservatorio di Ginevra. Nel corso della sua carriera ha collaborato stabilmente come Primo Violino di Spalla con molte e importanti orchestre e con i più grandi direttori d’orchestra come R. Muti, R. Chailly, V. Gergiev, D. Yurovsky, M. W. Chung, G. Sinopoli, Y.Temirkanov ecc.

L’attività discografica, che lo vede protagonista come direttore e concertatore è ricchissima, con più di 60 CD registrati per le case discografiche più importanti del mercato ed oltre 400 mila dischi venduti in tutto il mondo .Ha ricevuto vari premi discografici, tra i quali: “Cinque Stelle” premio Goldberg,il “Diapason d’Oro”, le “Choc de la Musique” oltre a varie 5 stelle della rivista italiana MUSICA.Dal 2008 a tutt’oggi è il direttore musicale e artistico de I Virtuosi Italiani.Nel dicembre 2021 ha ricevuto il Diapason d’O de l’Année 2021 per il Cd WarnerClassics – Erato intitolato “Amici & Rivali”.

Attualmente insegna violino presso il Conservatorio “L. Marenzio” di Brescia e viene regolarmente invitato a tenere Masterclass in prestigiose università straniere e nelle giurie di prestigiosi Concorsi Internazionali. Massimo Scattolin. Dopo alcuni incontri con il celebre Maestro Andrès Segovia, ha studiato con Alirio Diaz, il quale definì quella di Massimo Scattolin una squisita arte chitarristica e musicale. Trevigiano, ha iniziato giovanissimo la sua attività concertistica come solista, per dedicarsi poi alla musica da camera; successivamente si è specializzato nell'esecuzione dei principali concerti per chitarra e orchestra, meritandosi la dedica di opere di grandi compositori come Archer, Piazzolla e Morricone. In Europa, Cina, Australia e nelle Americhe la sua arte ha conquistato pubblico e critica, che lo ha unanimemente definito "uno dei migliori esecutori della chitarra"; è il primo chitarrista italiano titolare di cattedra di master al"Mozarteum" di Salisburgo.

La sua preparazione gli permette di spaziare dal jazz al teatro, dal classico al contemporaneo: collabora infatti con celebri artisti come Julius Berger, Carlos Bonell, Giuliano Carmignola, Domenico Nordio, Massimiliano Damerini, Tullio De Piscopo, Roberto Fabbriciani, Franco Mezzena, Paolo Tagliamento, RiccardoCucciolla, Ugo Pagliai, Paola Gassman, Il “Grupo Compay Segundo - Buena Vista Social Club”, il Quartetto Amati ecc…Con molti di questi, oltre che come solista, ha inciso numerosi CD. Suona una chitarra “lattice braced” costruita dal maestro Enzo Guido, equipaggiata con corde Dogal “Maestrale”. a compagine societaria. Oltre alla Fondazione Cassamarca, la compagine societaria ad oggi è composta da: I Virtuosi Italiani.

Il complesso de I Virtuosi Italiani, nato del 1989, è una delle formazioni più attive e qualificate nel panorama musicale internazionale, regolarmente invitata nei più importanti teatri, festival e stagioni in tutto il mondo. Numerose sono le collaborazioni con solisti e direttori di rilevanza internazionale. Hanno collaborato all’allestimento dell’Apollon Musagete di Stravinsky con il New YorkCity Ballet; nel 2001 hanno eseguito tutte le opere in un atto di Rossini per l’Opera Comique di Parigi e hanno tenuto due concerti al Konzerthaus di Vienna.

I Virtuosi Italiani si sono esibiti per i più importanti teatri e per i principali entimusicali italiani e sono stati protagonisti di numerose tournée all’estero, con concerti nelle più importanti sale del mondo quali la Royal Albert Hall, la Carnagie Hall, la Sala Filarmonica di San Pietroburgo, il Seoul InternationalMusic & Arts Center, la Herkules Saal, il Bunka Kaikan, la Sala del Conservatorio Tchaikovsky, Zaryadye Concert Hall, ecc.Nel 2018 I Virtuosi Italiani hanno realizzato un CD con le più famose ouverture dalle opere di Rossini per il 150° anniversario dalla morte pubblicato dalla casa discografica CPO. Nel settembre 2018 è stata pubblicata la registrazione per laprestigiosa casa discografica Deutsche Grammophon, dedicata a una monografia di Morten Lauridsen che nel giugno 2019 ha ricevuto la nomination degli Opu sClassic Awards 2019, il più importante premio per la musica classica in Germania.Nel dicembre 2021 è stato assegnato il Diapason d’or de L’année 2021.

 Hannoc ollaborato con artisti come Franco Battiato, Goran Bregovic, Uri Caine, Chick Corea, Paolo Fresu, Ludovico Einaudi, Michael Nyman, Cesare Picco, Enrico Rava, Antonella Ruggiero, Gianluigi Trovesi, Richard Galliano e molti altri. Massimo Scattolin (vedi sopra)Giancarlo Andretta.

E’ nominato il 20 maggio 2021 membro della Accademia Reale di Svezia. Già Direttore Principale e consulente alla Direzione artistica del teatro dell’Opera di Goteborg (2010 – 2013) e dell’Opera di Graz (1994 – 1997); è stato Direttore ospite del Teatro Reale dell’Opera di Danimarca a Copenhagen (2001 –2010) e Direttore Stabile dell’Orchestra Sinfonica di Aarhus (2000 – 2010); ha ricoperto inoltre l’incarico di Direttore Principale dell’Orchestra Sinfonica di Granada (2010 – 2015). Dal 1990 al 1995 Direttore assistente all’Orchestra della Radio Televisione di Vienna; è stato Direttore artistico e principale dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta (2000 – 2002) e dell’Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza (1996 – 2003).Oggi 3 settembre si trova a Budapest per delle prove di sala con alcuni solisti del Don Giovanni che verrà prodotto in novembre con l’Orchestra Filarmonica di Ungheria nella Sala B. Bartok di Budapest. Chroma srls

La società dal gennaio 2025 ha preso in gestione il Teatro delle Voci di Treviso. L’amministratore è la prof.ssa Manuela Pagot. Laureata presso Accademia Nazionale Danza a Roma e perfezionata presso l’Accademia Teatro La Scala. E’ direttrice artistica e docente di Danza insieme Asd, prima scuola nata a Treviso e centro di formazione per giovani danzatori. Dal 2025 è legale rappresentante di Chroma srls, società che gestisce il Teatro delle Voci in compartecipazione con la Fondazione Cassamarca. 

Oltre ad aver organizzato numerosi stage con ballerini di fama internazionale, nel luglio del 2025 ha prodotto il gala internazionale Stelle di Domani, ideato da Alessio Carbone, che ha visto le eccellenze delleAccademie internazionali esibirsi a Treviso.Nel 2007 ha prodotto da sola uno spettacolo d’eccellenza della Scuola di Ballo Teatro La Scala, facendo esibire 40 allievi al Teatro Dal Monaco. E’ in contatto con compagnie e corpi di ballo italiani e stranieri che le permettono di portare a Treviso spettacoli di eccellenza .Pierpaolo Giacomini Tiveron Ufficiale Generale dell'Esercito in pensione, laureato in Scienze Strategiche, ha partecipato a numerose missioni in Italia e all'estero.

Ha assunto incarichi di Comando, di Staff e Dirigenziali in numerosi reparti e allo Stato Maggiore dell'Esercito, ultimo incarico presso il Nato Rapid DeployableCorps-Italy a Solbiate Olona. Residente a Treviso, appassionato di danza e musica d'Opera, segue le attivitàdella moglie Manuela Pagot direttrice di Danza insieme ASD e responsabile dellagestione del Teatro delle Voci dal 2025.Paola De Crescenzo Diplomata alla Scuola di Teatro Galante Garrone di Bologna, è stata membro dell'Ensemble del Teatro Due di Parma. Ha collaborato, inoltre, con il DeutschesTheater di Berlino, il Zagreb Youth Theatre, il Teatro dell'Opera di Budapest e ilTeatro di Opole, in Polonia.È stata diretta, tra gli altri, da Roberto Andò, Luca Ronconi, Gigi Dall’Aglio, Carlo Cerciello e Claudio Longhi. Antigone, Mirandolina, Titania, Edda Ciano, Didone sono alcuni tra i ruoli da lei interpretati. 

È attualmente in scena con "Emma", spettacolo ispirato a Madame Bovary di Flaubert e del cui testo è anche autrice.

Sonia Furian
Laureata in Scienze Politiche con specializzazione in economia e relazioni internazionali presso l'Università di Padova, ha maturato una solida esperienza professionale in ambito amministrativo, contabile e finanziario. Dopo aver iniziato la sua carriera nelle vendite internazionali presso Navalmar S.p.A., ha sviluppato un'esperienza di oltre vent'anni in studi professionali e aziende industriali, occupandosi di contabilità, controllo di gestione, gestione di progetti e consulenza fiscale. Ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, tra cui Responsabile del Controllo di Gestione e Finanza presso Cytech Srl. Ha gestito progetti di pianificazione finanziaria, rapporti bancari, start-up aziendali e riorganizzazioni amministrative in contesti complessi e diversificati, dal tessile all'ingegneria meccanica ai servizi sanitari. Grazie alle sue competenze trasversali, che spaziano dalla consulenza contabile alla gestione strategica dei processi, ha ricoperto ruoli in enti aziendali e di governance come consigliere in varie quotate in Borsa come Asco power Spa, AP Reti Gas North Srl e SolidworldGroup Spa. Grazie alla sua tradizione familiare e alla formazione e alla passione musicale in particolar modo lirica, ha organizzato vari Festival e Concerti in collaborazione anche con alcune amministrazioni comunali come ad esempio Asolo e Conegliano.

Le strutture Teatro Eden
Inaugurato nel 1910 con Madama Butterfly, il Teatro Eden si caratterizza per
l ’architettura in stile Liberty. Sorge nella zona denominata Eden, a Treviso, dove fu edificato per volontà dell’industriale Graziano Appiani. La scelta del nome Eden, sin dall’origine, voleva essere un riferimento chiaro a luogo di bellezza epace. Progettato dall’Ing. Modonesi, l’edificio presenta molte caratteristiche che lo rendono originale, tra queste il pavimento della sala costituito da formelle esagonali in gres opaco con struttura a nido d’ape e altri elementi decorativi tipici della produzione Appiani.

Oggi, insieme al Teatro di Schio, è considerato l’unico esempio di teatro in stile Liberty in Italia. Nel settembre 2002 la Fondazione lo ha acquistato dal Comune di Treviso, dal quale lo aveva avuto precedentemente in concessione attraverso la sottoscrizione di una convenzione che aveva permesso il suo completo restauro e la sua riapertura nel dicembre 1999.Nel 2025 si è concluso un secondo importante intervento di restauro che oggi consente di avere a disposizione un edificio di pregio storico in puro stile Liberty che è dotato di attrezzature sceniche all’avanguardia. Dispone di 451 posti a sedere, di cui 360 nel parterre e 85 nel loggiato al piano primo. 

L’acustica è stata studiata dall’Università di Padova e curata attraverso simulazioni per la combinazione ottimale di materiali e tecnologie. Così dicasi delle predisposizioni degli impianti speciali di sala.T eatro delle Voci - Situato a Treviso, nel quartiere di San Liberale, il Teatrodelle Voci nasce a seguito di un importante intervento di ristrutturazione di unex cinema convertito a studio di registrazione e teatro sperimentale dalla Fondazione Cassamarca, che si è ispirata ai più grandi studios e teatri di avanguardia europei. Oggi, l’importante dotazione tecnologica che contiene lo rende un contenitore privilegiato che offre molteplici opportunità d'espressione all'immaginazione. La struttura multifunzionale è stata infatti progettata per accogliere le diverse forme dello spettacolo e della cultura contemporanea. Gli spazi consentono allestimenti per ogni tipo di attività.
Economia, Veneto

Veneto, 80 miliardi di export e oltre 16 milioni di arrivi turistici tra Venezia e Verona

PADOVA - EY, leader mondiale nei servizi professionali di revisione e organizzazione contabile, assistenza fiscale e legale, transaction e consulenza, presente in Italia con 9.500 persone, ed EY Private, area aziendale di EY che da sempre è vicina alle imprese, hanno presentato oggi a Padova la terza e ultima tappa dell’EY Private Roadshow 2026, l’iniziativa territoriale dedicata alla valorizzazione delle eccellenze imprenditoriali del territorio. L’evento ha riunito professionisti, imprenditori e rappresentanti dell’ecosistema economico veneto per approfondire opportunità, sfide e strategie di crescita delle imprese.

“
Con l’ultima tappa dell’EY Private Roadshow 2026 completiamo un percorso di confronto con imprese ed ecosistemi territoriali sulle trasformazioni che stanno ridefinendo il sistema Paese. L’indagine condotta da EY Private in collaborazione con SWG mostra che, di fronte all’incertezza, le aziende stanno intervenendo concretamente sui propri modelli operativi e di mercato: il 70% punta sulla digitalizzazione dei processi e il 61% sulla diversificazione dei mercati di vendita. In questa fase, accompagnare gli imprenditori significa aiutarli a integrare tecnologia, competenze e visione strategica, trasformando il cambiamento in una leva di crescita sostenibile nel tempo”, commenta Massimo Meloni, EY Italy Private Leader e Italy Audit Leader.

L’analisi di EY-Parthenon sul territorio veneto
Nel corso dell’evento sono stati presentati i risultati di un’analisi di EY-Parthenon sul tessuto macroeconomico territoriale della regione Veneto, curata da Mario Rocco, Partner EY-Parthenon, Valuation, Modelling & Economics Leader per l’Italia. Secondo lo studio, il Veneto si conferma una delle principali piattaforme industriali ed esportatrici del Paese, anche grazie a una forte specializzazione manifatturiera. In questo contesto, il rallentamento della domanda europea, principale mercato di sbocco delle imprese venete, rappresenta uno dei principali elementi di attenzione per le prospettive economiche del territorio.

Pur con una crescita del PIL reale – stimata al 6,3% tra il 2019 e il 2027 – inferiore rispetto al Nord (8,5%) e alla media nazionale (8,1%), il Veneto continua a mostrare un andamento economico nel complesso positivo. Permangono tuttavia differenze tra le province della regione: Padova rappresenta la principale economia del Veneto, con un PIL pari a 39,2 miliardi di euro nel 2023, seguita da Verona (38,5 miliardi), Vicenza (36,4 miliardi), Treviso (35,8 miliardi) e Venezia (32,4 miliardi). Belluno e Rovigo, meno dinamiche delle altre province, rappresentano circa l'8% dell'economia regionale. Accanto alla solidità del proprio tessuto produttivo, il Veneto si distingue anche sul fronte della ricerca e sviluppo: nel 2023 la spesa in R&S ha raggiunto 2,4 miliardi di euro, collocando la regione tra quelle con i più elevati livelli di investimento in innovazione – nonostante il rapporto al PIL registri dei valori leggermente inferiori alle media italiana – e con un numero di addetti alla ricerca in rapporto al PIL superiore alla media italiana.

Una delle principali caratteristiche della regione è la sua forte vocazione industriale. Il Veneto si conferma infatti la seconda regione italiana per incidenza dell'industria sul valore aggiunto complessivo: il comparto industriale pesa per il 28% del totale regionale, contro una media nazionale pari al 20%, mentre i servizi rappresentano il 64% del valore aggiunto. Tra i principali comparti figurano il commercio all'ingrosso e al dettaglio e le attività immobiliari, entrambi con un peso del 12%, seguiti dalla fabbricazione di computer, elettronica e macchinari (7%), dalle attività professionali e scientifiche (6%) e dalle costruzioni (6%).

Dal lato della domanda interna, i consumi delle famiglie sono attesi crescere a tassi non particolarmente dinamici (1,2% e 1,0% rispettivamente nel 2026 e 2027), anche a causa della debole crescita dei salari reali. Sul fronte estero, l'export continua a rappresentare uno dei principali motori dell'economia regionale: nel 2025 le esportazioni di beni hanno raggiunto circa 80 miliardi di euro, pari a circa il 40% del PIL della regione. Macchinari e apparecchiature rappresentano il 20% dell'export regionale, seguiti da altre attività manifatturiere (15%), tessile e abbigliamento (13%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (12%). Il 58% delle vendite all'estero è diretto verso i paesi dell'Unione Europea, che continuano a rappresentare il principale mercato di riferimento per le imprese venete e il principale elemento di attenzione per le prospettive dell'export regionale.

Sul fronte della trasformazione digitale, l’82% delle imprese venete presenta almeno un livello base di digitalizzazione e il 16% utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, in linea con la media italiana. Il turismo rappresenta un importante fattore di sostegno per l'economia del Veneto: nel 2024, il saldo della spesa turistica in rapporto al PIL si è attestata su livelli superiori alla media italiana e in crescita rispetto agli anni precedenti. Nel 2025 Venezia e Verona hanno registrato rispettivamente 10,8 milioni e 6 milioni di arrivi turistici, confermandosi le principali destinazioni della regione, seguite da Padova con 2 milioni di arrivi. Rispetto ai livelli pre-pandemia, Belluno evidenzia la performance migliore tra le province venete, con una crescita del 27% rispetto al 2019, seguita da Verona (17%) e Venezia (8%).

Aggiunge Maurizio Rubinato, Partner EY e Responsabile Assurance Area Nord Est: “La forte vocazione industriale e l’apertura ai mercati internazionali, con 80 miliardi di export nel 2025, sono elementi distintivi dell’economia veneta. A questi punti di forza si affianca il turismo, che contribuisce in modo significativo alla vitalità economica della regione. Nel 2025 Venezia e Verona hanno registrato rispettivamente 10,8 milioni e 6 milioni di arrivi turistici, confermando la capacità attrattiva della regione verso visitatori italiani e stranieri. La sfida per i prossimi anni sarà rafforzare tradizione industriale, apertura internazionale e pluralità di vocazioni produttive, accompagnando l’evoluzione delle imprese in un contesto globale incerto. In questo scenario, l'apertura della nuova sede di EY a Padova rappresenta un ulteriore rafforzamento di una presenza già consolidata sul territorio e conferma l'impegno del network nell’affiancare le imprese locali nei percorsi di trasformazione, innovazione ed evoluzione dei modelli di business”.

Premiate quattro aziende venete
In occasione della terza e ultima tappa del Roadshow a Padova sono stati premiati quattro imprenditori veneti che si sono distinti per i loro valori e il loro contributo, non solo in ambito locale ma anche nazionale e internazionale:

Barbara Beltrame, Vicepresidente di AFV Beltrame Group, vince il premio Tradizione e Futuro d’Impresa “per aver saputo accompagnare l'evoluzione di una storica impresa familiare attraverso cinque generazioni, coniugando continuità dei valori, apertura al cambiamento e visione internazionale. Un percorso che testimonia come radici solide, capacità di innovare e attenzione alle sfide dei mercati globali possano trasformarsi in un motore di crescita e sviluppo duraturo”.

Luigi Gorza, CEO di ARD Raccanello, vince il premio Visione e Responsabilità d'Impresa “per aver promosso un modello di crescita fondato su una visione di lungo periodo, accompagnando l'evoluzione dell'impresa attraverso scelte orientate all'innovazione, alla sostenibilità e alla responsabilità. Un percorso che dimostra come il cambiamento possa diventare un'opportunità per rafforzare la competitività aziendale e generare valore duraturo”.

Giannandrea Dubbini, Presidente e Amministratore Delegato di Diemme Caffè, vince il premio Valore oltre il Prodotto “per aver costruito un modello imprenditoriale capace di andare oltre la qualità del prodotto, integrando competenze, formazione, servizio e vicinanza al cliente. Un percorso che dimostra come la conoscenza del settore, la cura delle relazioni e la capacità di affiancare i clienti possano diventare leve distintive di crescita e competitività”.

Matteo Fabbrini, CEO di FABA, vince il premio Innovazione Educativa “per aver sviluppato un progetto imprenditoriale capace di coniugare innovazione, tecnologia e contenuti educativi, offrendo a bambini e famiglie esperienze di apprendimento coinvolgenti e accessibili. Un percorso che dimostra come la crescita d'impresa possa andare di pari passo con la generazione di un impatto positivo sulle nuove generazioni”.

Il roadshow di EY Private 2026 è stato realizzato in collaborazione con Julius Baer e ha coinvolto durante le sue tappe imprenditori locali, istituzioni e associazioni di categoria per valorizzare il tessuto territoriale e il loro impegno per la crescita economica del nostro Paese.
Cultura, Treviso

La musica come voce dell'anima : Christian Joseph Saccon , l'ultimo "violinista romantico"

Dai concorsi internazionali alle grandi orchestre, fino all’insegnamento al Conservatorio: la storia di un interprete che ha fatto dell’espressività e della profondità emotiva la cifra della propria musica

CONEGLIANO (TV) – C’è chi considera la musica una questione di tecnica e chi, invece, ne fa una forma di racconto capace di dare voce alle emozioni più profonde. Il Maestro Christian Joseph Saccon, noto violinista trevigiano e docente al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, appartiene a quest’ultima tradizione, ovvero quella degli interpreti per i quali ogni nota deve trasmettere qualcosa di autentico. Una sensibilità che, nel corso di una carriera costellata di riconoscimenti, collaborazioni prestigiose e importanti esperienze concertistiche, gli è valsa la reputazione di interprete dal temperamento spiccatamente romantico. Motivo per il quale è oggi riconosciuto come “ultimo violinista romantico”.

Nato a Treviso nel 1968, e cresciuto tra il capoluogo e Conegliano, Saccon si diploma con il massimo dei voti al Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto sotto la guida del maestro Giuseppe Volpato, ultimo allievo della scuola violinistica veneziana di Luigi Ferro. La sua formazione prosegue poi con alcuni dei più importanti esponenti della tradizione violinistica europea, tra cui Viktor Liberman, Viktor Pikaizen, Tibor Varga, Norbert Brainin, Corrado Romano, Franco Gulli, Uto Ughi, Bruno Giuranna Asciolla, Alain Meunier e Pavel Vernikov. Il talento trova presto conferma nei risultati ottenuti nei concorsi nazionali e internazionali. Tra il 1988 e il 1999 conquista diversi premi raggiungendo le fasi finali di competizioni di rilievo come il concorso “J.S. Bach” di Parigi (Francia), il “Tibor Varga” di Sion (Svizzera), il “Lipizer” di Gorizia e il “Carl Nielsen” di Odense (Danimarca). Parallelamente prende forma un percorso orchestrale di primo piano che lo vede impegnato con l’Orchestra Sinfonica Giuseppe Verdi di Milano, nell’ambito dell’Accademia Filarmonica della Scala sotto la direzione di Riccardo Muti, e con I Solisti Veneti. Inoltre, nel 2002 vince il concorso per il ruolo di primo violino e solista dell’Orchestra Sinfonica Giovanile della Cassa di Risparmio di Roma.

L’attività concertistica lo porta così ad esibirsi in Italia e all’estero, sia come solista che nell’ambito della musica da camera. D’altronde, il suo repertorio attraversa le grandi pagine di Čajkovskij, Brahms, Mendelssohn, Mozart, Viotti e Wieniawski accanto ai capolavori di Paganini, Bach, Milstein, Kreisler, Ysaÿe e Vécsey. E nel 2015 firma anche un’impresa di particolare rilievo musicologico: la prima esecuzione mondiale in epoca moderna del Concerto “La Tempesta” di Niccolò Paganini, da lui riscoperto e revisionato dopo circa due secoli. Anche la discografia testimonia il valore del suo lavoro interpretativo. La registrazione del Concerto per violino di Brahms con la MAV Orchestra di Budapest riceve infatti apprezzamenti dalla critica, con il musicologo Alberto Cantù che definisce la sua lettura “di riferimento” sottolineandone la limpidezza esecutiva e il pathos degli interpreti di un’altra epoca.

Accanto al palcoscenico Saccon ha però dedicato una parte importante della propria carriera anche alla formazione delle nuove generazioni. Dopo aver insegnato nei conservatori di Bergamo e Torino, dal 2022 è difatti docente di violino al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano. Il suo approccio didattico e artistico si fonda su una convinzione precisa: la padronanza tecnica, pur essenziale, non basta se non è accompagnata dalla capacità di dare un significato personale alla musica. Una visione maturata anche attraverso un’esperienza drammatica. Nel 2009 un grave incidente stradale, avvenuto mentre rientrava da un concerto insieme alla madre, segna profondamente la sua vita: la donna perde la vita ed il prezioso violino che il musicista aveva con sé rimane gravemente danneggiato. Nonostante il successivo restauro lo strumento non tornerà però più nelle sue mani, a causa del forte legame con quella tragedia, finendo così in Giappone.

Da allora Saccon suona un importante violino Giuseppe Fiorini del 1924, strumento che lo accompagna nell’attività concertistica e nell’insegnamento. La sua sensibilità interpretativa gli ha comunque consentito di essere chiamato a suonare anche altri strumenti di straordinario valore storico. E un nuovo appuntamento di particolare prestigio attende proprio Saccon a novembre quando sarà protagonista di un concerto al Teatro Eleonora Duse di Asolo. Per l’occasione arriverà eccezionalmente in città un prezioso strumento del Museo del Violino come il Golden Bell (“Campana d’oro”), violino del 1668 appartenuto ad Antonio Stradivari in giovane età. Un’opportunità rara per ascoltare dal vivo uno strumento di straordinario valore storico affidato alla sensibilità interpretativa di un musicista che ha fatto della ricerca espressiva e del dialogo con la tradizione violinistica una cifra distintiva del proprio percorso artistico.

Per Christian Joseph Saccon, in definitiva, il violino non è soltanto uno strumento da padroneggiare, ma un mezzo attraverso cui esprimere la propria interiorità. «
Un violinista può dirsi davvero tale solo quando arriva a piangere suonando il proprio strumento» è solito dire il M° Saccon. Una frase che riassume una concezione dell’arte nella quale tecnica, sensibilità ed emozione sono inseparabili.
Venezia, Veneto

Gli studenti di ITS Marco Polo Academy tra i protagonisti di Radar Venezia 2026

VENEZIA - Si rinnova la collaborazione tra ITS Marco Polo Academy e Venice Fashion Week, da quest’anno Radar Venezia, organizzata da Venezia da Vivere. Gli studenti del secondo anno del corso “Art Moving & Set Up Manager”, coordinati dalla docente Elisa Monaci, sono stati i protagonisti di due appuntamenti della settimana della moda veneziana, in programma fino al 24 ottobre: hanno partecipato all’organizzazione della sfilata di moda sartoriale Always in Venice – Always Support Talent, che si è svolta lunedì 19 ottobre alla Sala Capitolare della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, e hanno contribuito alla progettazione dell'allestimento della mostra The Very Last Layer della stilista e designer sudafricana Romi Loch Davis, inaugurata martedì 20 ottobre a Palazzo Venart.

Ideata e promossa dalla piattaforma Venezia da Vivere e inserita tra i Grandi Eventi del Comune di Venezia, portando in città un programma diffuso di incontri, mostre, sfilate, atelier aperti e progetti internazionali, Radar Venezia 2026 nasce dall’esperienza di dodici anni della Venice Fashion Week e propone un nuovo percorso dedicato alla creatività contemporanea, che in questa edizione tenta ancor di più di mettere in relazione moda, alto artigianato, arte, design, formazione e produzione. Tra le iniziative figurano gli Atelier Aperti, dedicati a botteghe, studi e manifatture, e la Radar Night, che coinvolge boutique e negozi di moda e design.

Per la sfilata di moda Always in Venice, ospitata nella Scuola Grande San Giovanni Evangelista – luogo simbolico per l’arte e la storia della città e sede di differenti eventi che animano la vita culturale veneziana – gli studenti dell’ITS Marco Polo sono entrati nella dimensione dinamica e organizzativa di un evento dal vivo, dove tempi, persone, abiti e spazi devono coordinarsi con precisione. I ragazzi hanno svolto diversi compiti legati alla gestione dell'evento, assumendo il ruolo di allestitori, addetti all’accoglienza dello spazio e vestiaristi dei 20 modelli che hanno sfilato con abiti realizzati da 11 designer.

La mostra The Very Last Layer, dedicata alle creazioni della stilista sudafricana Romi Loch Davis, è invece ospitata negli spazi del luxury hotel Palazzo Venart. Questa sede, edificio di valore storico e pregio artistico, configura un contesto sfidante nella progettazione degli allestimenti e nella valorizzazione degli oggetti da esporre; la mostra costituisce quindi un'importante esperienza professionalizzante sul campo, in cui mettere in pratica le competenze sviluppate nel percorso “Art Moving & Set Up Manager”. Nello specifico, gli studenti si sono occupati della progettazione e realizzazione dell'allestimento, della comunicazione dell'evento e della movimentazione dei capi di design, seguendo le diverse fasi necessarie per portare i manufatti dal luogo di conservazione allo spazio espositivo.

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Il contributo dei nostri studenti alla realizzazione degli eventi di Radar Venezia 2026 rappresenta un'importante occasione di applicazione sul campo delle competenze acquisite durante il percorso formativo, dichiara Damaso Zanardo, presidente dell’ITS Marco Polo Academy –. Attraverso attività svolte in contesti di rilievo internazionale e in sedi di particolare valore storico e culturale, i ragazzi del corso Art Moving & Set Up Manager si confrontano direttamente con le dinamiche organizzative e operative del settore. La collaborazione conferma l'impegno del nostro ente formativo nel promuovere percorsi strettamente connessi al mondo del lavoro e alle professioni della cultura».

Il corso “Art Moving & Setup Manager” si sviluppa in un biennio, per un numero complessivo di 1.200 ore di didattica e laboratori, orientati sui modelli organizzativi attuati da Fondazioni e da aziende leader nel settore, e di 800 ore di tirocinio aziendale (orientamento nel primo anno, finalizzato nel secondo), con docenti che si occupano di allestimenti, di trasporti, di comunicazione, di prodotti editoriali e di logistica. Gli studenti del corso ITS imparano a saper colloquiare con artisti, architetti e curatori, dialogano con la Soprintendenza, con Musei e Fondazioni, con i diversi uffici che collaborano per l’organizzazione di grandi mostre. Devono sapersi rapportare con le dogane, sapere a che temperatura può viaggiare un “Tintoretto” o un’opera di Warhol, o come va valorizzato uno spazio espositivo attraverso il posizionamento delle luci.







Italia

Oltre la protesta: il disagio che sfida il sistema

Il fine settimana del 17 e 18 ottobre 2026 ha segnato un momento di profonda tensione sociale e politica che ha travalicato i confini nazionali, inserendosi in un clima d'inquietudine diffuso in gran parte d'Europa. Le manifestazioni, nate per dare voce a un reale disagio economico legato al carovita, all'inflazione crescente, al costo insostenibile degli alloggi per gli studenti e alla pressione fiscale, hanno registrato un'ampia partecipazione sia del mondo universitario sia degli studenti delle scuole superiori.
 
Tuttavia, in diverse città italiane come Milano, Torino e Bologna, la dimensione politica e pacifica della protesta si è intrecciata e sovrapposta a una deriva di guerriglia urbana e di devastazione. In particolare, nel centro di Milano, attorno alle vie dello shopping e del lusso, si sono verificati saccheggi sistematici ed episodi di violenza che hanno causato danni ingenti e decine di feriti tra le forze dell'ordine. Tali azioni sono state condotte da gruppi di giovanissimi, coordinati in modo spontaneo attraverso le piattaforme social e spinti da forme di rabbia ed emarginazione piuttosto che da tradizionali appartenenze ideologiche.
 
Si tratta di ragazzi in grandissima parte minorenni (con la presenza anche di ragazzini di 12 o 13 anni), provenienti da contesti periferici o di forte marginalità sociale, che si sentono "invisibili" all'interno di una metropoli percepita come sempre più cara, polarizzata e irraggiungibile. Spesso questi giovani non vengono attirati da una precisa rivendicazione accademica o scolastica, ma dal fascino della rivolta fine a sé stessa, del saccheggio e dell'azione di gruppo amplificata dal contesto virtuale.
 
Questa specifica dinamica, purtroppo nuova, ha sollevato un articolato dibattito istituzionale e politico sulle cause e sulle possibili risposte. La Presidenza della Repubblica ha richiamato alla necessità di un approccio equilibrato: ha condannato senza esitazione la violenza e ribadito la piena solidarietà a chi garantisce la sicurezza, sollecitando al contempo una riflessione profonda che non si limiti alla sola risposta repressiva, ma cerchi di affrontare le ragioni strutturali del malessere giovanile.

 Per contro, la risposta del Governo e delle forze di Centrodestra si è focalizzata sulla linea della fermezza e della tolleranza zero, individuando nell'estremismo e nelle fragilità della gestione locale le responsabilità dei disordini, e proponendo misure d'emergenza come l'incremento dei contingenti militari, fermi preventivi per i minori e normative più severe.

A questa narrazione si sono opposti il Sindaco di Milano e l'area di Centrosinistra. 

Pur respingendo con fermezza ogni forma di vandalismo, essi hanno rifiutato l'idea di una militarizzazione della città, evidenziando come la sicurezza pubblica rimanga di competenza statale e sottolineando l'urgenza di dare risposte concrete ai problemi reali delle famiglie e degli studenti, quali l'accesso alla casa e la perdita del potere d'acquist 
Nel dibattito si inserisce infine la lettura delle Sinistre radicali e dei movimenti d'area. Pur prendendo le distanze dagli infiltrati e dalle azioni violentemente distruttive, essi interpretano l'attacco alle vetrine del lusso come il sintomo esplicito di un'invidia sociale e di una polarizzazione economica sempre più esasperata nelle grandi metropoli moderne.
 
L'evento italiano non è rimasto isolato, ma si colloca all'interno di un'ondata continentale di malcontento che, nel medesimo fine settimana, ha attraversato Paesi come la Francia (dove le proteste contro il costo della vita sono sfociate in gravi scontri e nell'imposizione del coprifuoco), la Spagna, il Portogallo, il Belgio e l'Albania.
 
Ciò conferma come la crisi economica e l'emergenza abitativa stiano generando fratture sociali e generazionali diffuse in tutto il contesto europeo: tensioni che trascendono le reali proteste scolastiche e assumono i connotati di uno scontro dal basso per il riscatto sociale, una vera e propria rivoluzione, capace nel tempo di mettere in crisi l'intero sistema.

Veneto

JOB&ORIENTA, “Abitare i cambiamenti valorizzando il pensiero critico e creativo”

VERONA – "Abitare i cambiamenti valorizzando il pensiero critico e creativo": è il focus tematico della 35esima edizione di JOB&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, la scuola, la formazione e il lavoro che da mercoledì 25 a sabato 28 novembre sarà in fiera a Verona. Giovedì 22 ottobre alle ore 11, presso la sede della Regione del Veneto a Roma (via del Tritone 46, quarto piano), si terrà la presentazione nazionale per illustrarne gli obiettivi, i temi principali, i maggiori attori e i grandi ospiti previsti.

Promossa da Veronafiere e Regione del Veneto, in collaborazione con Ministero dell’Istruzione e del Merito, Ministero dell’Università e della Ricerca e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, la manifestazione (a partecipazione libera e gratuita) è riconosciuta come iniziativa di riferimento a livello nazionale e non solo, capace sempre di innovarsi e crescere, di raccontare le trasformazioni del mondo della scuola e del lavoro.

In apertura di appuntamento i saluti di Valeria MANTOVAN, assessore all'Istruzione, Formazione, Cultura e Pari opportunità della Regione del Veneto, Barbara FERRO, amministratrice delegata di Veronafiere, e Paola Frassinetti, sottosegretario di Stato all’Istruzione e al Merito.

Poi gli interventi dei principali partner istituzionali della manifestazione: Carmela PALUMBO, capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, Emanuele FIDORA, direttore generale per il Personale, Bilancio, Servizi strumentali e Comunicazione del Ministero dell’Università e della Ricerca, Andrea TARDIOLA, direttore generale per le Risorse finanziarie e logistica del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

A Fabrizio PANOZZO, docente di management culturale dell’Università Ca’ Foscari Venezia e direttore scientifico di Aiku, il compito infine di raccontare il nuovo focus tematico, introdotto in questa prossima edizione del Salone: le competenze, la formazione e le professioni dei settori arte, cultura e spettacolo. Introduce e modera Claudio Gentili, coordinatore del comitato istituzionale di JOB&Orienta.

Come sempre sono due le dimensioni parallele e complementari di JOB&Orienta. Oltre alla vasta rassegna espositiva – che vedrà la presenza di scuole, accademie e università (italiane e straniere), enti di formazione, istituti tecnologici superiori (Its), istituzioni, centri per l’impiego e agenzie di servizi per il lavoro, imprese e associazioni di rappresentanza,… –, anche un articolato palinsesto di appuntamenti, tra convegni e dibattiti, seminari formativi, workshop tematici e laboratori.

Tre i maggiori target della manifestazione: gli studenti prossimi a una nuova scelta scolastica e le loro famiglie, i giovani (e non solo) in cerca di occupazione e gli operatori (orientatori e formatori, docenti e dirigenti scolastici, responsabili del personale e imprenditori).

Economia, Treviso

Il futuro del lavoro passa anche dalle mani: l'evento della CNA di Castelfranco Veneto

CASTELFRANCO VENETO (TV) - Il futuro del lavoro passa anche dalle mani, dai saperi che si tramandano e dal legame con il territorio. È da questa prospettiva che nasce “Aspettando Vision Garden: Il futuro ha le mani”: evento organizzato da CNA Castelfranco Veneto e associazione Iridee per raccontare il valore dell’artigianato, la sua capacità di interpretare i cambiamenti della società, offrendo nuove opportunità professionali alle giovani generazioni.

L’appuntamento è per
giovedì 22 ottobre alle ore 20:30 al Teatro Accademico di Castelfranco Veneto. Un momento di approfondimento e riflessione sul rapporto tra tradizione e innovazione, competenze manuali e trasformazione digitale, identità professionale e sviluppo del territorio.

IL PROGRAMMA
La serata si aprirà con la proiezione di “Il Mestiere Perduto”, il mediometraggio diretto da Davide Basso e racconta la storia di Mauro Zorzi, barbiere di quarta generazione e titolare del Papillon Barber Shop di Montebelluna. Attraverso la sua esperienza, il film restituisce il valore di un mestiere fatto di manualità, conoscenze tramandate da generazioni, relazioni umane e appartenenza alla comunità. Un racconto che invita a guardare all’artigianato non come a un’eredità destinata a scomparire, ma come a un’opportunità concreta per chi si affaccia oggi al mondo del lavoro.

A seguire, ci sarà la tavola rotonda “Orientamento al lavoro in epoca di grandi cambiamenti in arrivo: il ritorno alle origini”: un confronto tra esperienze e prospettive diverse per interrogarsi sull’evoluzione dei mestieri artigiani in una società sempre più industrializzata e digitalizzata. Quale spazio avranno le professioni manuali nel lavoro di domani? Come possono i saperi tradizionali incontrare le nuove tecnologie? E perché riscoprire le proprie radici può diventare una risorsa per affrontare il cambiamento?

Al tavolo, oltre allo stesso Mauro Zorzi, ci saranno Leonardo Grandesso, imprenditore e presidente di CNA Castelfranco Veneto; Irene Lovato Menin, ricercatrice dell’Università di Padova; Sabrina Da Rin, coordinatore commerciale per Veneto e Friuli-Venezia Giulia di Finergis, Società consortile cooperativa di garanzia collettiva fidi; e Niccolò Gambarotto, studente universitario. Un dialogo tra mondo artigiano, impresa, ricerca e nuove generazioni, pensato per esplorare le prospettive del lavoro e il valore sociale delle professioni.

“Con questo evento vogliamo valorizzare la capacità del lavoro artigiano di innovarsi e affrontare le sfide del presente, attraverso competenze che uniscono manualità, creatività, conoscenza dei materiali, capacità di risolvere problemi e attenzione alle relazioni umane – spiega Leonardo Grandesso, presidente di CNA Castelfranco Veneto –. In un mondo in cui l’innovazione tecnologica trasforma rapidamente il mercato del lavoro e le professionalità richieste, i saperi artigiani non rappresentano un’alternativa al progresso, ma una risorsa capace di integrarsi con le nuove tecnologie e generare nuove opportunità. Riscoprire e valorizzare questi mestieri significa custodire un patrimonio di conoscenze, rafforzare il legame con il territorio e offrire alle giovani generazioni nuovi strumenti per orientarsi consapevolmente nelle proprie scelte formative e professionali”.

La serata del 22 ottobre accompagna il pubblico verso Vision Garden, la fiera dell’innovazione organizzata dall’associazione Iridee per sabato 24 ottobre in Piazza della Serenissima a Castelfranco Veneto. La quinta edizione di Vision Garden si presenta più ricca e coinvolgente, con un programma capace di unire scoperta, orientamento e formazione. L’evento sarà suddiviso in 3 aree: la fiera espositiva con gli stand dedicati alle università, enti formativi e aziende del territorio, dalle 10.00 alle 12.00 si terranno dei workshop, volti a trasmettere nuove competenze, professionali e personali; ed infine dalle 15.00 alle 18.00 si terrà lo Speed Date Recruiting, iniziativa che punta a mettere in contatto diretto le aziende innovative del territorio e candidati in cerca di opportunità professionali.

“In questi dieci anni abbiamo visto cambiare il mondo del lavoro: nuove modalità, nuove esigenze, tecnologie dirompenti e, allo stesso tempo, vecchi mestieri che tornano. Ci sono però cose che non cambiano: il valore delle persone, delle competenze e della voglia di mettersi in gioco - continua Andrea Vial, presidente di IRIDEE -. Vision Garden vuole essere proprio questo: uno spazio di incontro tra giovani, aziende, università e territorio, dove conoscere nuove possibilità e costruire connessioni. Ci fa molto piacere continuare la collaborazione con CNA che è stata la prima realtà a supportarci ben 10 anni fa, quando ancora dovevamo muovere i primi passi. Condividere visioni e iniziative con realtà del genere, oltre a dar valore al lavoro svolto, ci da motivazione e incoraggia a continuare su questa strada.”

Sport, Conegliano

Una camminata in ricordo di Domenico Vettoretti diventa occasione di solidarietà 

PIEVE DI SOLIGO (TV) - Scomparso a fine settembre di due anni fa, Domenico Vettoretti è rimasto nel cuore dei suoi compaesani, dei colleghi di lavoro e di tante persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarne le doti squisite di umanità e di socialità. Per questa ragione, in linea con il suo stile di cordialità e di amicizia, in una recente giornata domenicale una serie di associazioni e gruppi di Miane ha voluto organizzare la “1^ camminata con Domenico da Miane a Mont” in suo ricordo, aperta a tutti, coordinata dal Gruppo San Rocco con l’aiuto di Cai Pieve di Soligo, Gruppo Cammino di Domenico, Associazione Sant’Antoni, Sci Club Miane, Avab Protezione Civile,Gruppo Alpini di Miane. Il compianto Domenico era stato prima consigliere e, poi, assessore comunale a Miane. Socio dello Sci Club Miane, era stato presidente per più mandati, e anche giudice di gara di sci.

Egli aveva anche ricoperto il ruolo di consigliere della Riserva alpina. Volontario nell’AVAB Protezione Civile Valsana sin dalla sua fondazione, aveva rivestito il ruolo di consigliere e segretario. Era stato dipendente del Consorzio Bim Piave Treviso nella sede di Pieve di Soligo, ricordato sempre con stima e amicizia dai suoi colleghi. Pronto e attivo nelle manifestazioni della Pro Loco di Miane e del Comitato Sant’Antoni, amava la montagna ed era un grande camminatore che si occupava anche della pulizia dei sentieri. Tre i punti di partenza del percorso prescelto per la camminata che ha coinvolto oltre cento persone : il centro di Miane, il Santuario della Madonna del Carmine e il Rifugio Posa Puner, fino all’unica meta finale, Mont.

Un evento bellissimo, nella memoria condivisa dedicata a Domenico e tutte le persone che si dedicano con sensibilità e impegno alla cura delle amate montagne che circondano l’abitato di Miane. Il pranzo al bivacco ha avuto un menù speciale preparato da Anna Maria, moglie di Domenico, che insieme ai familiari ha espresso il desiderio che questa iniziativa possa ripetersi fedelmente ogni anno in futuro. Per alcune speciali vivande servite nell’occasione, un ringraziamento particolare è stato rivolto a Guerrino, e riconoscenza è stata pure espressa a Bepoper il coordinamento della cucina. Toccante il momento del ricordo insieme di Vettoretti, con le sue doti di umiltà, dedizione alla famiglia, gentilezza, disponibilità verso tutti, amore alle montagne e alla bellezza del paesaggio.

Nel corso della giornata, si è realizzata una raccolta spontanea di fondi da parte di tutti i partecipanti: sono stati raccolti in totale 850 euro, offerti alla famiglia di Domenico Vettoretti, che ha apprezzato molto il gesto generoso e ha devoluto l’intero importo alla scuola dell’infanzia paritaria “Maria Spadotto” di Miane, come segno di attenzione concreta alla vita della comunità e sostegno alla crescita delle nuove generazioni.
Vittorio Veneto

Cordignano, la visita del Principe Emanuele Filiberto a Villa di Villa per il progetto “Salva la Vita"

CORDIGNANO (TV) - Una splendida domenica di ottobre, cominciata con un cielo un po’ incerto, ma sfociata poi in un mattino assolato, è stata la cornice perfetta per un evento inedito per la nostra zona, all’insegna della solidarietà, svoltosi nella località di Villa di Villa a Cordignano.

Domenica 18 ottobre 2026 il Principe Emanuele Filiberto ha concluso la sua visita di tre giorni in Veneto arrivando nel paese dell’Alta Marca Trevigiana per l’inaugurazione di un defibrillatore, frutto della donazione del Comitato di Conegliano della Croce Rossa Italiana, attraverso il progetto “Salva la vita”. Si tratta di un’iniziativa benefica della Delegazione del Veneto degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia.

La cerimonia è iniziata alle 11:30 e si è svolta in piazza IV Novembre alla presenza delle autorità civili, militari e religiose. La data non è stata scelta a caso: il 18 ottobre di novant’anni fa questo territorio fu teatro di un evento sismico rilevante che vide proprio Villa di Villa tra i punti dell’epicentro. Il terremoto ebbe una magnitudo di 5.9 della scala Richter e colpì un’area vasta, dal bellunese fino ad Aviano.

All’epoca il Principe Umberto di Savoia venne in visita nelle zone colpite e oggi la visita del nipote ricorda l’allora presenza delle istituzioni in un frangente così drammatico, rammentando l’aiuto dato alla popolazione all’epoca dalla Famiglia Reale Italiana; un legame ancora particolarmente profondo e vivo con il nostro territorio, animato dallo stesso spirito di solidarietà e impegno sociale.

Il primo a prendere la parola è stato il sindaco, Dott. Roberto Campagna, il quale ha così esordito “E’ veramente una bellissima occasione essere oggi qui, soprattutto per ciò che andremo a inaugurare tra poco , ma soprattutto perché abbiamo con noi un ospite illustre, il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, al quale porgo il benvenuto di tutto il Comune di Cordignano. Siamo qui per ricordare l’anniversario del terremoto del Cansiglio e per inaugurare il nuovo defibrillatore”. Il sindaco ha poi proseguito salutando e ringraziando il Comitato Croce Rossa di Conegliano, insieme agli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, “per la presenza e per aver voluto omaggiare la comunità di questo dono che accettiamo con gratitudine”. Il sindaco ha evidenziato l’impegno della propria amministrazione in un proposito analogo che si sta concretizzando nel Comune di Cordignano, chiamato “Defibrillazione Pubblica” e che andrà a coprire le aree più frequentate del paese con queste attrezzature di primo soccorso. “La comunità è sicuramente riconoscente” ha continuato il dott. Campagna, augurandosi che “durante la breve visita il Principe abbia apprezzato l’accoglienza ricevuta”.

Ha preso poi la parola il Principe Emanuele Filiberto, esprimendo la sua gratitudine alle autorità e ai cittadini presenti e affermando “Oggi è un gran piacere essere qua. Come ha detto il Delegato dei miei Ordini, novant’anni fa venne qui mio nonno Umberto II, allora Principe di Piemonte, per dimostrare la vicinanza della Corona alle zone terremotate di questa zona. Oggi vogliamo venire con un messaggio di speranza. Gli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, da oltre 450 anni fanno beneficenza, aiutano il prossimo; con il nostro Delegato abbiamo dato avvio a questa iniziativa “Salva la vita” per offrire dei defibrillatori nei piccoli centri.” Il Principe ha poi proseguito con parole dense di emozione, ringraziando tutta la cittadinanza per la magnifica accoglienza e manifestando la propria riconoscenza all’Istituto Nazionale per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon per la partecipazione all’evento, presente all'evento la rappresentanza della delegazione di Treviso insieme al Presidente Nazionale, il dott. Paolo Bosotti, Generale di Corpo d’Armata. Ribadendo la sua gratitudine per l’accoglienza ricevuta a Cordignano, ha continuato affermando “E’ un gran piacere donare questo defibrillatore, speriamo possa aiutare la collettività e un grazie di cuore a tutti voi per la bellissima domenica che trascorreremo insieme”.

Sono seguiti gli interventi del Consigliere Regionale Veneto Sonia Brescacin, del presidente del Comitato della Croce Rossa di Conegliano, Antonio Bonagura e del Delegato Regionale del Veneto degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia, il Cav. Uff. Daniele Luigi Fiorotto.

Sono seguiti alcuni omaggi consegnati al Principe Emanuele Filiberto di Savoia, in particolare due libri riguardanti le visite e i soggiorni della Regina Margherita in Cadore; il coautore è un membro della Croce Rossa che ha scritto i volumi in collaborazione con l’aiuto dell’Università di Padova. La sottoscritta Monia Pin ha consegnato la poesia scritta in memoria della Regina Margherita direttamente nelle mani del Principe; quest’anno infatti ricorre il centenario della scomparsa della prima regina consorte d’Italia, avvenuta il quattro gennaio del 1926.

La cerimonia è terminata con la benedizione impartita da Don Giovanni Stella, a conclusione di una cerimonia così sentita ed intensamente vissuta dai presenti.

La partecipazione alla manifestazione è stata numerosa, con una grande affluenza di persone che hanno voluto presenziare all’inaugurazione, attestando il sincero l’apprezzamento per il dono ricevuto e la calorosa riconoscenza verso la persona del Principe Emanuele Filiberto e di quanti si sono prodigati per portare avanti questo progetto a salvaguardia della salute e della sicurezza pubblica.

Una domenica mattina alquanto speciale nella quale i convenuti si sono ritrovati uniti dagli stessi valori, vivendo ogni singolo istante con profonda gioia. Il tutto si è chiuso con un momento conviviale, chiudendo in un clima di entusiasmo e di festa questa bella giornata, nata dall’incontro e dallo spirito di condivisione e impegno pubblico per il prossimo che segna da sempre le nostre comunità.

Monia Pin


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Ultimo aggiornamento: 24/10/2026 09:35