Cultura

Con Pablo Aria nuova di Valeria

Benché in testa o nel cassetto di pezzi straordinari ne abbia molti, è la terza volta che Pablo Perissinotto (insieme al produttore-artista Luca Gigante e a GL Radio) prende un mio brano rileggendolo come meglio non si potrebbe. Lo eleva grazie al cuore messo nell’interpretazione, ai fraseggi aggiunti, svisando con delicatezza in taluni passaggi, la voce calda, sicura, un po’ alla maniera di Chet Baker quando dalla tromba distillava dolci melanconie. Questo omaggio mi procura doppio piacere essendo la canzone dedicata a Valeria Davanzo, dea ex machina dello Spazio Ramedello in quel di Ceggia. Una film-maker, premiata alla Mostra del Cinema di Venezia, che sa cos’è la terra, sa cosa sono le discipline legate all’arte e alla cultura. Ciò che Pablo racconta nelle strofe e negli incisi di quest’aria lo ritroviamo intatto nel succitato Spazio, dai reading ai dipinti passando per gli arnesi e gli arredi di un tempo, rispolverati e posti in bella mostra, quasi delle installazioni rurali, sotto l’ampio porticato. Il tocco di Gigante spunta, al di là della pittura, nell’intro-flash letta cortesemente dalla compagna letterata. Era già accaduto, a dimostrazione che le attuali tecniche digitali, ben da lui governate, acquistano plusvalore se con accortezza affiancate alla buona vecchia creatività umanista; quella stessa che ha portato Perissinotto a rivisitare il cantastoriato tradizionale attraverso inedite sfumature: di suono, di colore, di meliche suggestioni. Tutto alla fine si armonizza nel binomio terra-musica qui celebrato. Ovvero: come una rudimentale scopa di saggina (altrimenti detta per l’appunto melica) possa perfino richiamare il canto dell’ancestrale poesia lirica.
Cultura, Friuli V.G.

Quarta edizione di CamporossoRacconta, la rassegna letteraria tra Alpi Giulie e Alpi Carniche

CAMPOROSSO (TARVISIO) – Torna dal 24 al 26 luglio 2026 CamporossoRacconta, la rassegna culturale che trasforma Camporosso in Valcanale in uno spazio di incontro tra autori, giornalisti, artisti e pubblico.
Giunta alla sua quarta edizione, la manifestazione propone quest'anno il tema “Altri orizzonti”, un invito ad ampliare lo sguardo, attraversare confini culturali e linguistici e confrontarsi con idee, storie ed esperienze. Il percorso proseguirà con due appuntamenti invernali in programma il 2 e 3 gennaio
2027.

Ideata dalle giornaliste Emily Menguzzato e Ilaria Romanzin e promossa dal Consorzio Agrario Vicinia di Camporosso, la rassegna si è affermata negli anni come un appuntamento culturale che coinvolge residenti e visitatori, in un dialogo aperto tra generazioni e culture diverse. “Il tema scelto per il 2026 “Altri Orizzonti” - spiega Ilaria Romanzin- , si collega a un percorso iniziato quattro anni fa. Dopo aver raccontato i confini, il viaggio e il valore delle parole, vogliamo guardare oltre, verso nuovi punti di vista, nuove relazioni e nuove possibilità di incontro. 

In un territorio come questo dove culture e lingue diverse convivono da sempre, l'orizzonte è prima di tutto un invito alla curiosità e all'ascolto”. Gli incontri si svolgeranno nel giardino del Palazzo della Vicinia, cuore della manifestazione durante il periodo estivo, e proporranno conversazioni con autori e giornalisti, laboratori per bambini e ragazzi, letture sceniche, momenti musicali, approfondimenti culturali e appuntamenti dedicati all'enogastronomia locale.

Tra gli ospiti figurano Chiara Gily, Luca Pappagallo, Tommaso Cerno, Angelo Floramo, Antonella Sbuelz, Luca Raffaelli, Giovanna Zucca, Ettore Carlo Malnati, Serena Bellopede, Raul Pantaleo, Amerigo Alessandro Hofmann, Stefania Del Rizzo, Maria Grazia Menegon, Elena Cerkvenič, Alessandro Marinuzzi e Massimo Premuda.
A moderare gli incontri saranno, tra gli altri, Francesco De Filippo, Fabiana Martini, Fausto Biloslavo, Anna Romanin, Michela De Faveri e Alessandro Del Puppo.

Un ruolo attivo sarà affidato anche ai giovani, che parteciperanno come intervistatori, contribuendo al dialogo con ospiti e relatori. “Desideriamo continuare a coinvolgere le nuove generazioni, offrendo occasioni di partecipazione, di riflessione e di divertimento. In questa edizione, il Premio Campiello Giovani Antonella Sbuelz dialogherà con alcuni ragazzi e alcune ragazze sui temi dell’adolescenza, mentre Luca Raffaelli, giornalista, saggista, sceneggiatore e Direttore Artistico del Palazzo del Fumetto di Pordenone offrirà diversi spunti grazie alla sua lunga esperienza di autore, anche televisivo. 

Per i più piccoli, la scrittrice Stefania Del Rizzo presenterà il suo ultimo libro “Il girotondo dei calzini” (Orto della Cultura) accompagnata dai suoi immancabili e allegri pupazzi “, aggiunge Emily Menguzzato.. La musica sarà protagonista con la partecipazione dell'Alpen Adria Chor Villach e di Francesco Zerbo dei Blood Brothers. La programmazione teatrale si inserisce invece nell’iniziativa Aspettando CamporossoRacconta giovedì 21 luglio alle ore 21, nella sala del Palazzo della Vicinia,quando andrà in scena uno stralcio tratto dalla performance “Lo Psicanalista”, dedicato a Franco Basaglia, con adattamento e regia di Mauro Cremonini (a cura della Compagnia Teatrale Amarantha).

“Il giardino del Palazzo della Vicinia è l'anima di CamporossoRacconta, un luogo dove cultura, persone e tradizioni si incontrano. Anno dopo anno è diventato un punto di riferimento accogliendo residenti, autori, ospiti e visitatori in un'esperienza condivisa. Le oltre 2.500 presenze registrate nelle passate edizioni confermano la capacità del progetto di valorizzare il territorio, creare relazioni e avvicinare chi lo vive ogni giorno a chi lo scopre per la prima volta, coinvolgendo anche diverse realtà commerciali locali che offrono agevolazioni e iniziative dedicate ai partecipanti.” Sono le parole di Maurizio Lattisi, Presidente del Consorzio Agrario Vicinia di Camporosso.

La manifestazione è realizzata con il supporto del Comune di Tarvisio, del Consorzio BIM Drava, delle Fondazioni Casali ETS e di LCA Grafiche. Partner e patrocinatori sono la Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, la Regione Friuli Venezia Giulia, l'Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia,
IES Trieste Lifestyle, Radio Fragola, US Camporosso, Kanaltaler Kulturverein, alcune associazioni culturali della Valcanale e numerose realtà del territorio. Media partner è Radio Punto Zero.
Cultura, Treviso

Svelata la stagione lirica e concertistica 26/27 del Teatro Del Monaco di Treviso

TREVISO – Un viaggio attraverso la musica, capace di unire memoria e futuro, tradizione e innovazione, grandi interpreti e giovani talenti. È questo il filo conduttore della nuova Stagione Lirica e Concertistica 26/27 del Teatro Comunale Mario Del Monaco di Treviso, promossa dal Comune di Treviso con la direzione artistica di Stefano Canazza. 

Il cartellone propone tre opere liriche, un’operetta, quattordici concerti, una matinée per le scuole, due spettacoli della nuova rassegna “Famiglie a Teatro”, oltre agli appuntamenti di approfondimento musicale prima di ogni data. Un percorso che attraversa secoli di storia della musica e generi diversi, dal repertorio classico al jazz, dal gospel al tango, fino alla sperimentazione contemporanea, confermando la vocazione musicale del teatro trevigiano e l’ambizione ad attirare un pubblico sempre più diversificato e numeroso. Nella scorsa Stagione Lirica e Concertistica sono stati staccati 837 abbonamenti totali, registrando ben oltre il 50% di aumento di numero di abbonati negli ultimi 5 anni e una crescita di presenze e incassi pari al 30% rispetto alle stagioni precedenti. Inoltre, dal 2019, i contributi del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo – FNSV (ex Fondo Unico per lo Spettacolo - FUS) sono cresciuti del 25%.

La stagione lirica
Il cuore della programmazione è affidato al teatro musicale, con la conferma, anche per questa stagione, di quattro appuntamenti: quattro titoli che raccontano l’evoluzione del melodramma, attraversando epoche e linguaggi differenti. Come da tradizione, la stagione si aprirà con il titolo scelto per il Concorso Internazionale per cantanti Toti Dal Monte, che nel 2026 ha dedicato la sua 52^ edizione a La traviata di Giuseppe Verdi. Il capolavoro verdiano tornerà sul palcoscenico trevigiano il 23 e 25 ottobre, con anteprima per le scuole il 21 ottobre, in una nuova produzione del Comune di Treviso - Teatro Mario Del Monaco, del Comune di Padova - Teatro Verdi e del Comune di Rovigo - Teatro Sociale. 

Cinque dei nove ruoli saranno interpretati da giovani cantanti under 35 selezionati attraverso il concorso: Svilen Denchev interpreterà Giorgio Germont, Anna Cimmarrusti sarà Annina, Matteo Urbani vestirà i panni di Gastone, mentre Alejo Guiomar Alvarez e Huigang Liu saranno rispettivamente Marchese d’Obigny e il Dottore di Grenvil. Il ruolo di Violetta Valéry sarà invece affidato al giovane ma già affermato soprano Federica Guida, quello di Alfredo Germont a Davide Tuscano, vincitore del 50° Concorso Toti Dal Monte. A completare il cast Marta Pluda (Flora Belvoix) e Gianmarco Durante (Barone Douphol), finalista nel ruolo di Germont all’ultima edizione del Toti Dal Monte. Regia, scene e costumi portano la firma di Paolo Giani Cei, mentre alla testa dell’Orchestra di Padova e del Veneto ci sarà il trevigiano d’adozione Giancarlo Andretta, membro dell’Accademia Reale di Svezia, che ritorna al Teatro Del Monaco dopo il Don Pasquale del 2021.

Grazie a una preziosa collaborazione con il Teatro Regio di Torino, il secondo appuntamento, in programma il 4 e 6 dicembre (anteprima per le scuole l’1 dicembre), è con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, affidato alla regia di Gabriele Lavia. Spesso chiamata a condividere il palco con un altro titolo verista, l’opera torna invece protagonista da sola a Treviso, da cui manca dal 1999, in un allestimento che ne esalta la straordinaria compattezza drammatica. La nuova produzione del Teatro Mario Del Monaco in collaborazione con i teatri di Padova, Rovigo e Ravenna, vedrà sul podio Piergiorgio Morandi, alla guida dell’Orchestra di Padova e del Veneto, del Coro Lirico Veneto e dei cori di voci bianche di Treviso e Rovigo. In scena un cast di grande prestigio, a partire dalla presenza del tenore trevigiano Fabio Sartori, ormai star internazionale, che vestirà i panni di Canio; accanto a lui Irina Lungu nel ruolo di Nedda, Youngjun Park in quello di Tonio, mentre Giuseppe Infantino sarà Peppe e Nikolai Zemlianskikh Silvio. 

Nel corso della presentazione al pubblico di oggi pomeriggio, è stata annunciata la nascita del Coro di Voci Bianche e Giovanile Città di Treviso - Teatro Comunale Mario Del Monaco. Nato all'interno dell’Associazione Musicale F. Manzato di Treviso, per volontà del Comune di Treviso ora il Coro, formato da 45 cantori di età compresa tra gli 8 e i 20 anni, si lega in maniera più strutturata alle produzioni del teatro cittadino, a partire proprio da Pagliacci.

Tra le novità della stagione figura Il pipistrello di Johann Strauss, appuntamento fuori abbonamento in programma il 7 febbraio. L’eleganza dell’operetta viennese farà il suo ingresso al Del Monaco riportando il pubblico nell’atmosfera brillante della Vienna imperiale tra equivoci, travestimenti e ironia, in uno spettacolo che rappresenta anche il recupero di un appuntamento rimasto sospeso nel 2020. In scena la Compagnia Corrado Abbati, mentre Alberto Orlandi guiderà l'Orchestra Regionale Filarmonia Veneta, affiancata dal Balletto di Parma con le coreografie di Francesco Frola.

A chiudere la stagione lirica sarà, il 5 e 7 marzo (anteprima per le scuole il 3 marzo), Il cappello di paglia di Firenze di Nino Rota, una delle più fortunate incursioni del compositore di Fellini nel teatro musicale. La nuova produzione del Comune di Treviso - Teatro Mario Del Monaco, nell’allestimento in collaborazione con il Teatro Giuseppe Verdi di Salerno, riporterà in scena questo brillante titolo del Novecento, costruito su un perfetto meccanismo di equivoci e sostenuto dall’ironica scrittura di Rota, rappresentato a Treviso nel 1973 e nel 1984. Protagonisti Pierluigi D’Aloia, Andrea Concetti, Miriam Tufano, Maria Sardaryan, già Regina della Notte ne Il flauto magico di Mozart andato in scena a Treviso nel 2024, Carlo Lepore, Concetta Pepere, Antonio De Rosa, Vincenzo Tremante, Alessandra Rizzini e Stefano Consolini. Alla guida dell’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta salirà Francesco Rosa, mentre il Coro Lirico Giovanile A.Li.Ve sarà diretto da Paolo Facincani. La regia è affidata all’esperienza di Riccardo Canessa, con scene e costumi di Alfredo Troisi.

A introdurre e ad arricchire gli appuntamenti con l’opera e le anteprime dedicate alle scuole, tornano anche per la stagione 26/27 gli approfondimenti di “Oltre la Scena”. Gli incontri si svolgeranno al Ridotto del teatro per tutti i turni di abbonamento un’ora prima dell’alzata del sipario, per offrire agli spettatori un inquadramento e un approfondimento artistico sull’opera, tra cenni storici e curiosità sulla recita, i suoi interpreti e l’autore. Infine, dopo il debutto nella scorsa stagione, da quest’anno le opere presenteranno i sopratitoli con traduzioni in multilingua nell’ottica di migliorare l’accessibilità e l’inclusione. Inoltre, grazie all’app “Lyri”, sarà possibile seguire in multilingua e in tempo reale il libretto e la trama direttamente sul proprio smartphone o tablet con l’obiettivo di trasformare un device di comune utilizzo in uno strumento per l’accessibilità dei contenuti dello spettacolo dal vivo.

La stagione concertistica
Si amplia ulteriormente l’offerta del cartellone dei concerti che passa da 11 date dello scorso anno a 14. Primo appuntamento in programma il 2 settembre con il concerto inaugurale della 5^ edizione del Treviso International Saxophone Festival, affidato al Quartetto di Saxofoni e Percussioni della Banda Musicale della Guardia di Finanza. Un evento fuori abbonamento che inaugura una nuova collaborazione con una rassegna che negli anni è diventata un punto di riferimento per gli appassionati del saxofono, nell’ottica di aprire le porte del Teatro alle più importanti istituzioni culturali cittadine. Due giorni più tardi, il 4 settembre, sarà invece l’Orchestra del Teatro La Fenice, una delle più prestigiose realtà musicali italiane, ad aprire ufficialmente la stagione con un evento speciale fuori abbonamento. La compagine veneziana, guidata da Elisabetta Maschio, si esibirà in un repertorio che spazia da Mozart a Beethoven. Il tradizionale Concerto di Natale, in programma il 22 dicembre, sarà quest’anno affidato all’energia travolgente di Vincent Bohanan & The Victorious Army. Direttamente da Atlanta, il celebre coro statunitense trasformerà il Teatro Del Monaco nel tempio del Gospel, proponendo un repertorio che intreccia spiritualità, ritmo e coinvolgimento emotivo, in perfetta atmosfera natalizia.

Il nuovo anno sarà scandito dalle celebrazioni per il bicentenario della morte di Ludwig van Beethoven, al quale il Teatro dedicherà tre importanti appuntamenti. Il 19 gennaio, Giovani Promesse, evento speciale fuori abbonamento in collaborazione con l’Orchestra Regionale Filarmonia Veneta nell’ambito della rassegna “Gocce Musicali per la Natura”, vedrà protagonista il giovane pianista trevigiano Elia Cecino, ormai affermato sulla scena internazionale, che interpreterà il monumentale “Concerto Imperatore” accompagnato dalla compagine veneta diretta da Denis De Liberali. Il percorso beethoveniano proseguirà il 26 gennaio con il recital della violinista Kyoko Takezawa e del pianista Edoardo Maria Strabbioli, che dopo il successo del concerto del 2024, tornano protagonisti a Treviso di un programma che, partendo dalla Sonata n. 8 di Beethoven, attraverserà alcune delle pagine più significative del repertorio cameristico di Brahms, Prokof'ev e Ravel.

Il 2 febbraio spazio invece alla musica contemporanea con Altri Rami. Musica Nuova, nuova commissione del compositore trevigiano Filippo Perocco. L’Ensemble L’arsenale, insieme al soprano Livia Rado e alle videoproiezioni del videoartista berlinese Lillevan, darà vita a una produzione che intreccia suono, immagini e riflessione sul rapporto tra uomo e natura, confermando l’attenzione del Teatro verso i linguaggi della contemporaneità. Il 16 marzo sarà la volta del grande oratorio Saul di Georg Friedrich Händel, affidato al Coro e Orchestra Barocca Andrea Palladio diretti da Enrico Zanovello. A pochi giorni dalla Pasqua, una delle pagine più imponenti del repertorio barocco, capace di unire forza teatrale e intensità musicale nel racconto del tormento del re Saul e dell’ascesa di Davide. Il 24 marzo il deciso cambio di atmosfera con il Concerto di Tango affidato a Chamberjam Europe e al bandoneón di Marcelo Nisinman, tra i più autorevoli interpreti del tango contemporaneo e considerato l’erede spirituale di Astor Piazzolla. Il concerto intreccerà il tango, nelle sue diverse forme, con sensibilità colta, dando vita a interpretazioni intense ed eleganti.

Il mese di aprile si aprirà con il terzo appuntamento dedicato a Beethoven. Il 6 aprile Filippo Faes, salutato dalla critica tedesca come uno dei più profondi interpreti della sua generazione, nella doppia veste di pianista e direttore della FVG Orchestra Friuli Venezia Giulia, proporrà un concerto interamente dedicato al compositore di Bonn, offrendo un ritratto della straordinaria modernità del suo linguaggio musicale. Pochi giorni più tardi, il 13 aprile, salirà sul palco del Del Monaco uno dei più grandi pianisti del panorama internazionale, Arcadi Volodos. Celebre per la profondità interpretativa e l’incredibile ricchezza timbrica del suo pianoforte, Volodos offrirà al pubblico un recital che si preannuncia come uno dei momenti di maggior prestigio dell’intera stagione. Il 21 aprile sarà invece protagonista Donella Del Monaco con Opus Avantra, storico progetto nato negli anni Settanta dall’incontro tra musica colta, avanguardia, rock e improvvisazione. Un concerto-racconto che ripercorrerà oltre cinquant’anni di sperimentazione musicale, restituendo al pubblico una delle esperienze più originali del panorama italiano.

Come ormai da tradizione, si rinnova la collaborazione con Treviso Suona Jazz Festival, che tra il 30 aprile e il 22 maggio riporterà sul palco del Teatro Mario Del Monaco alcuni tra i più importanti protagonisti della scena jazz internazionale nell’ambito della 13^ edizione del festival jazz trevigiano. A chiudere la stagione sarà, il 12 maggio, il concerto La scuola napoletana tra Settecento e Ottocento, affidato all’Orchestra Gruppo d’Archi Veneto diretta da Maffeo Scarpis. Un omaggio a uno tra i principali centri musicali europei dal Cinquecento e protagonista, nel Settecento, della scena operistica internazionale, attraverso un percorso che accompagnerà il pubblico tra opera, sinfonismo e virtuosismo strumentale, da Piccinni e Paisiello fino a Mercadante e Traetta.

Anche per gli appuntamenti della stagione concertistica confermati gli appuntamenti d’introduzione e approfondimento ai concerti a cura di musicologi e storici della musica, che si terranno al Ridotto del teatro alle 19.

Famiglie a Teatro
Tra le principali novità della stagione, l’introduzione del format “Famiglie a Teatro”, una nuova rassegna pensata per sensibilizzare le nuove generazioni al teatro e alle arti performative. Il primo appuntamento sarà il 30 ottobre con Pimpa. Il Musical a Pois, nato in occasione del 50° anniversario della celebre cagnolina a pois creata da Francesco Tullio Altan. Firmato da Altan ed Enzo D’Alò, lo spettacolo unisce teatro, musica e fantasia in un racconto poetico e coinvolgente che saprà conquistare spettatori di tutte le età. L’8 dicembre sarà invece la volta de Il baule di Mozart, un’avventura teatrale e musicale realizzata dal Centro di Produzione Teatrale “Gli Alcuni” e dall’Orchestra di Padova e del Veneto che, tra attori, musicisti, acrobati e proiezioni, accompagnerà il pubblico alla scoperta dei grandi capolavori della musica attraverso il gioco, la magia e l'immaginazione, celebrando anche i 270 anni dalla nascita del compositore salisburghese.

Matinée per le scuole
Prosegue anche l’impegno del Teatro Mario Del Monaco nella formazione del pubblico di domani attraverso una proposta pensata espressamente per gli studenti. Il 5 maggio il Teatro ospiterà Il Favoliere, spettacolo interdisciplinare di divulgazione della musica dal vivo che intreccia musica, narrazione, danza e illustrazione ispirandosi ai testi di Gianni Rodari e Andrea Zanzotto. Prodotto dal Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto e dall’Atelier Elisabetta Garilli, lo spettacolo accompagnerà bambini e ragazzi in un viaggio fantastico dove parole, immagini e musica si fondono in un'esperienza partecipativa, capace di avvicinare le nuove generazioni all’ascolto attraverso il linguaggio della fantasia.

Premi e riconoscimenti
La stagione 26/26 si arricchisce anche di un nuovo spazio dedicato alla valorizzazione delle eccellenze della musica lirica con il Premio Paolo Silveri e il Gala Lirico in programma il 25 novembre, promosso dall’Associazione Memoria Vocis Cirino-Silveri e dal Comune di Treviso all’interno del progetto Oltre la Scena. Giunto alla sua quarta edizione, quest’anno il Premio renderà omaggio al grande baritono Leo Nucci, insignito del premio alla carriera, attraverso il gala Le donne di Verdi, un viaggio tra le passioni delle grandi eroine della scena lirica.

“La nuova Stagione Lirica e Concertistica del Teatro Mario Del Monaco conferma la volontà di offrire alla città una proposta culturale di altissimo profilo, in grado di abbracciare generi, linguaggi ma anche pubblici diversi. Un cartellone che intreccia grandi opere, concerti con artisti di fama internazionale, spettacoli dedicati alle famiglie e alle scuole, valorizzando i giovani talenti e consolidando il ruolo del nostro Teatro come luogo di cultura e condivisione. Una programmazione che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione e che contribuisce a rendere Treviso sempre più attrattiva dal punto di vista culturale. Per questo desidero rivolgere i miei complimenti al direttore artistico Stefano Canazza e a tutto lo staff, che stanno contribuendo a rendere il Del Monaco sempre più attrattivo e apprezzato. Una stagione, quella che ci apprestiamo a vivere, che vuole dare ulteriore seguito al grande percorso del nostro Teatro portato avanti in questi anni: 10.200 sono gli spettatori nell’ultima stagione mentre gli abbonamenti sono praticamente raddoppiati rispetto a qualche anno fa. Nel 2019 il Teatro era vicino alla chiusura, mentre oggi, sia nella prosa che nella lirica e concertistica è un autentico fiore all’occhiello del nostro territorio” il commento del sindaco di Treviso Mario Conte. “Se il cuore della programmazione è affidata al teatro musicale, con tre opere che rappresentano altrettante tappe fondamentali della storia del melodramma e il fascino frizzante dell’operetta di Johann Strauss, la Stagione Concertistica si apre a molteplici orizzonti sonori: grandi pagine sinfoniche, musica da camera, musica barocca, jazz, gospel, tango, musica contemporanea e sperimentale. Con un fil rouge che unisce tanti degli appuntamenti in programma: la presenza nel cartellone di molti artisti trevigiani, che avranno modo di esibirsi – chi per la prima volta, chi di tornare con piacere – nel teatro della propria città. Nel 2027 il mondo musicale celebrerà il bicentenario della scomparsa di Ludwig van Beethoven, figura centrale della cultura occidentale e simbolo della forza universale dell’arte. Anche il Teatro Comunale Mario Del Monaco ricorderà questo straordinario compositore con ben tre appuntamenti tutti dedicati al genio di Bonn” ha dichiarato il Direttore Artistico della Stagione Lirica e Concertistica del Teatro Mario Del Monaco di Treviso Stefano Canazza a margine della presentazione al pubblico.
Venezia, Turismo

Conferenza dei Sindaci del Litorale Veneto: Roberta Nesto riconfermata Presidente

CAVALLINO TREPORTI (VE) – La sindaca di Cavallino-Treporti, Roberta Nesto, è stata riconfermata all'unanimità presidente della Conferenza dei Sindaci del Litorale Veneto. La decisione è stata assunta nel corso dell'assemblea plenaria ospitata alla Casa della Pesca di Cavallino-Treporti, che ha confermato anche Michele Grossato, sindaco di Rosolina, nel ruolo di vicepresidente. L'incontro è stato anche l'occasione per presentare la relazione sul rendiconto della gestione 2025, documento che ripercorre le attività svolte nell'ultimo anno e delinea le principali linee strategiche per il biennio 2026-2027.

«
Nel 2025 la Conferenza ha consolidato il proprio ruolo di cabina di regia dei Comuni costieri, rafforzando il coordinamento istituzionale e la capacità di rappresentare in modo unitario gli interessi della Costa Veneta nei confronti della Regione, degli enti pubblici e del sistema economico – ha relazionato la presidente Nesto –. Un percorso che punta a superare i confini amministrativi dei singoli municipi per promuovere una visione condivisa dello sviluppo turistico, economico, sociale e ambientale dell'intero litorale».

Tra le principali attività realizzate nel 2025 figurano il consolidamento del Summit del Mare, ormai riconosciuto come momento di confronto tra istituzioni, imprese, scuole e associazioni, il proseguimento del progetto di promozione coordinata "The Land of Venice", le iniziative dedicate all'incontro tra domanda e offerta di lavoro attraverso la piattaforma TrovoLavoro.Online e le azioni per la valorizzazione delle Terre di Venezia. Parallelamente sono proseguite le attività rivolte all'accessibilità e all'inclusione, considerate elementi fondamentali per migliorare la qualità dell'offerta turistica e dei servizi.

Un capitolo importante della relazione è dedicato proprio all'accessibilità, affrontata come principio generale della pianificazione territoriale e non soltanto come risposta ai bisogni di specifiche categorie. L'obiettivo è rendere strutture ricettive, spiagge, spazi pubblici, percorsi e infrastrutture sempre più fruibili, attraverso attività di formazione rivolte ad amministratori, tecnici comunali e operatori turistici, trasformando le analisi condotte in strumenti concreti e buone pratiche condivise.

Ampio spazio è stato riservato anche al rapporto tra costa ed entroterra. «La Conferenza ritiene infatti che lo sviluppo del litorale debba procedere insieme alla valorizzazione dell'ambiente rurale, della cultura, delle produzioni locali e dei servizi, rafforzando infrastrutture, collegamenti e intermodalità per sostenere la competitività del territorio e migliorare la qualità della vita delle comunità residenti» aggiunge Nesto. Nel corso dell'ultimo anno è stato inoltre intensificato il confronto con la Regione del Veneto e con ANCI Veneto, mentre è proseguita la partecipazione ai lavori del G20Spiagge, la rete nazionale delle principali località balneari italiane. «In questa sede la Conferenza continua a sostenere il progetto di legge per il riconoscimento delle Città Balneari e delle Comunità Marine, ritenuto indispensabile per garantire ai Comuni turistici risorse e strumenti adeguati a gestire servizi destinati a una popolazione stagionale spesso molto superiore a quella residente» prosegue la presidente.

Guardando al futuro, il bilancio di previsione 2026 prevede il rafforzamento delle iniziative dedicate alla sostenibilità, all'innovazione, alla promozione integrata e alla formazione. Proseguirà il progetto "Costa Veneta inclusiva e accessibile", saranno sviluppati percorsi dedicati alle infrastrutture, al rapporto tra costa ed entroterra e al lavoro, mentre i giovani avranno un ruolo sempre più centrale all'interno del Summit del Mare.

Tra le novità più significative figura anche il nuovo progetto biennale "Costa Veneta Experience", che punterà a rafforzare identità e reputazione del territorio attraverso una comunicazione coordinata e la valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e produttivo dei Comuni aderenti. Importante anche l'ingresso della Conferenza nella Fondazione ITS Academy Turismo Veneto, passaggio che consentirà di rafforzare la collaborazione tra enti locali, sistema formativo e imprese per preparare le competenze richieste dal turismo del futuro.

«Un percorso che conferma come la collaborazione tra i Comuni rappresenti la condizione essenziale per affrontare in maniera condivisa le sfide della Costa Veneta nei prossimi anni» conclude Nesto.



Mondo, Cultura

Santa Maria, Quanta Sharīʿa!

Non è per cattiveria ma, riformulando un nostro vecchio detto vien da buttar là: sharīʿa, sharīʿa / già è piccina casa mia. A buon intenditor… Sia chiaro, la riflessione esposta nel presente articolo è esclusivamente individuale, non mi pronuncio a nome di chicchessia. Subito un esempio terra terra - Donato Donadón invita a pranzo Khoury Khan (in carico alla Caritas e con quel nome che a noi suona un po’ come quando invitiamo il Fido di casa ad allontanarsi dal desco). Non appena seduti accenna quella mezza preghiera imparata da bambino: Benedici, Signore, questo cibo! Khan si intromette con un sonoro Inshallah! Donato non si scompone più di tanto e, da buon padrone di casa, porge egli stesso all’ospite il vassoio degli affettati. Non l’avesse mai fatto, questi lo copre stizzito col tovagliolo. Donato si scusa: Mi era proprio passato di mente che la vostra religione non lo permette. Ma niente paura, ecco qua una bella porzione d’anguilla al cartoccio. Khan annuisce, tuttavia sottolinea: Perché non tua moglie servire in tavola? Donna deve fare. Donato ribatte: Infatti lo fa, così come lo faccio io, è indifferente. Un istante di silenzio. Ah, beh… ma preferisco che lei porta me pesce. L’andazzo va avanti così, botta e risposta. A un certo punto Donato tira fuori una bottiglia di Cabernet d’annata. Lasciamo perdere i battibecchi, brindiamo! Ancora un istante sospeso. Noooo alcol. Ramadan!Ah, casso! Ma mi sì, e anca un déo de graspa, magari ogni tant ché son bastansa un pòro can, no sta farte incantar daa nostra ospitaità. E satu coss che te dişe: l’é mejo, pal tó bén, se te torna da é tó parti cussì te pòl far quel che té vòl.

Non mi si venga a dire che questo è argomentare da fascista, da razzista, perché non ci casco, cari i miei vecchi compagni coi villoni e la filippina in nero; o magari la nera trattata come l’ultima delle filippine. Ho militato con fierezza sincera nei ranghi di una sinistra che, devo ammetterlo, ha perso quasi su tutto il fronte; forse perché un conto è pontificare dalle terrazze di Via Solferino (sono stato invitato qualche volta, c’era Giogio Bocca insieme ad architetti di grido), altro conto subire furti, truffe e violenze a casa tua (provato pure questo, vi assicuro, rischia di far traballare le più consolidate convinzioni socialiste). Del resto, agli stessi immigrati regolari (ora a tutti gli effetti divenuti cittadini comunitari) scatena quantomeno disappunto la situazione delineatasi per troppo lassismo (buonista o no). Qui non si pretende tolleranza zero, ma neanche tolleranza cento. Diciamo tolleranza dieci e via andare (proprio nel senso di andare via). Evidentemente la Francia delle banlieues non ci ha messo abbastanza in guardia. E non si tratta di sparare virtualmente contro rifugiati e diseredati, è solo questione di buon senso. Parlo con cognizione di causa diretta. Per diversi anni sono venuto a Motta d’estate per trovare i miei e per dipingere, nella casetta lasciatami dal nonno; fuori ci avevo pennellato in grande Open Studio e infatti durante le lunghe permanenze a Milano la porta non stava chiusa a chiave. L’unico fatto sgradevole accaduto in tante stagioni è legato ad alcune tele rosicchiate dai topi. Poi, piano piano, complici pure certi grossi imprenditori privi di scrupoli, la musica è cambiata. Manovalanza sottopagata seguita a ruota da disperati giocoforza costretti a delinquere e seconde generazioni spavalde, votate alla brutalità e al sopruso, pronte a sputare sul piatto cristianamente loro offerto. Da artista e promotore culturale ho frequentato i differenti schieramenti dell’arco costituzionale - l’ho già raccontato. Ero a un raduno della primissima Lega a Palazzo delle Stelline (dove ipotizzai un Alberto Da Giussano in groppa al Leone di San Marco), alle Feste dell’Amicizia di stampo democristiano e ai Festival dell’Unità. Ho seguito la campagna di Bobo Craxi poco prima di tangentopoli e sono stato caporedattore di un quattordicinale diretto da Vanni De Conti, edito dal Sole Nascente. Sono passato dagli studi di Radio Popolare, dal Leonkavallo (firmando il testo dell’Inno dedicato a Fausto e Iaio), dai Circoli Anarchici (che in sé rappresenta un ossimoro), dalla sede milanese dei Radicali, dai comizi, dai picchetti, dalle manifestazioni nelle fabbriche occupate collaborando con undici diversi assessorati alla cultura tra Milano, Motta e San Lorenzo al mare e conoscendo Pannella, Strik Lievers, Tortora… Ho scritto per l’Azione, per La Padania, per Alleanza Nazionale, per numerose altre testate e qui su Il Piave senza mai ricevere censure o suggerimenti. Ho avuto a che fare col Movimento Studentesco, sovente alzando il pugno chiuso nei miei spettacoli (chissà poi perché lo si rimarca così, se fosse aperto sarebbe al massimo una sberla). A metà degli anni di piombo sono stato perfino contattato dalle BR, oggi posso svelarlo, senza però cedere alle loro proposte non condividendo in nessun caso la lotta armata, se mai quella continua che altresì ha attraversato la mia strada, sostenendomi in un duro confronto col terrorismo d’estrema destra. Parentesi: se qualcuno intende spacciarmi per qualunquista faccia pure, so di non esserlo, punto. Parrà strano a dirsi, ma all’epoca le forze politiche extraparlamentari, quelle strategicamente e fisicamente pericolose, avevano comunque un preciso bersaglio. Oggi purtroppo quel bersaglio siamo tutti, senza distinzioni, ‘ndo cojo cojo. Spiace evidenziarlo ma l’attuale deriva esistenziale, ampliata negativamente dai giovani virgulti connazionali, senza scrupoli e senza ideali, necessiterebbe di mille, centomila, un milione di Oriane Fallaci (ingannevole solo nel cognome, per il resto assolutamente lucida e premonitrice). Un problema ulteriore è il fatto che parecchi seguaci di Maometto ci chiamano
infedeli, ma sono i primi a esserlo. Nei confronti della razza umana. L’immagine qui sopra non illustra l’intero pensiero espresso; è un pretesto per ribadire che, al di là delle regole in materia di sicurezza, nascondere il volto di una donna non significa preservarla da eventuali molestie, anzi, la mortifica. Lo facessero gli occidentali sarebbero accusati di patriarcato. Chiuderei nel rispetto di ogni culto, purché libero da ideologie integraliste: Gli Dei abbiano misericordia di noi terrestri!
Conegliano

Aggressione al Pronto Soccorso di Conegliano. Da Re (Fratelli d'Italia): "Solidarietà alla dottoressa" 

CONEGLIANO - Il Presidente del Circolo di Conegliano di Fratelli d'Italia, Ezio Da Re, esprime la più sincera solidarietà alla dottoressa del Pronto Soccorso dell'Ospedale di Conegliano, vittima, alcuni giorni fa, di una grave aggressione mentre svolgeva il proprio servizio.

«Si tratta di un episodio gravissimo e inaccettabile – dichiara Da Re –. Medici, infermieri e operatori sanitari dedicano ogni giorno il proprio lavoro alla tutela della salute dei cittadini e non possono essere lasciati soli o trasformarsi in bersagli della violenza. A loro va la vicinanza di tutta la comunità.»
Per il Presidente del Circolo di Fratelli d'Italia non è più sufficiente limitarsi alla condanna di questi episodi.

«È necessario adottare misure concrete per garantire la sicurezza di chi opera nelle strutture sanitarie. Per questo chiediamo che venga istituito un presidio di vigilanza stabile all'interno dell'Ospedale di Conegliano, con personale dedicato e presente nelle aree più esposte, a partire dal Pronto Soccorso. La sicurezza degli operatori sanitari è una condizione imprescindibile per assicurare un servizio efficiente e tutelare anche i pazienti.»
«Auspichiamo – conclude Da Re – che tutte le istituzioni competenti si attivino con la massima tempestività affinché episodi come quello accaduto non abbiano più a ripetersi.
Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini.»

Ezio Da Re
Fratelli d'Italia — Presidente del Circolo di Conegliano
Vittorio Veneto

“Summer Labs 2026 : esplora, scopri, crea!"

VITTORIO VENETO (TV) - Fin dai primi giorni successivi all’apertura delle iscrizioni, è stata grande la risposta da parte delle famiglie a livello di partecipazione e adesione ai centri estivi comunali di Vittorio Veneto, battezzati “Summer Labs 2026 Esplora, Scopri, Crea!” L’iniziativa è rivolta a tutti i bambini della Scuola dell’Infanzia e della Scuola Primaria, residenti e non residenti nel Comune di Vittorio Veneto.

Le sedi attive sono 4:
• INFANZIA MARCO POLO dal 29/6/2026 al 21/8/2026 per 8 settimane.
• INFANZIA GIANNI RODARI dal 29/6/2026 al 24/7/2026 per 4 settimane, poi è possibile proseguire presso la sede della Marco Polo.
Scuola primaria:
• PRIMARIA FRANCESCO CRISPI (classi 1^ e 2^) dall'8/6/2026 al 31/7/2026 per 8 settimane.
• PRIMARIA ALESSANDRO PARRAVICINI (classi 3^, 4^ e 5^) dall'8/6/2026 al 31/7/2026 per 8 settimane.

I genitori richiedono un ambiente stimolante e flessibile a livello di orari che incontri le esigenze delle famiglie moderne; i centri estivi si svolgono infatti dal lunedì al venerdì, dalle 07:30 alle 17:30.

È stato conferito il rinnovo nella gestione dei centri alla Cooperativa Sociale Mondo Delfino (legale rappresentante Carmelo Cutrufo) con sede a Montebelluna (cooperativa molto radicata nel territorio specializzata in servizi educativi, ricreativi, culturali, sportivi e museali).

Anche quest’anno oltre ai quattro referenti di sede, è presente un coordinatore generale che ha il compito di monitorare i servizi, di condividere con gli uffici e l’Amministrazione l’andamento degli stessi in ottica collaborativa e costruttiva. Il coordinatore dà supporto anche nelle uscite presso le piscine comunali, uscite che sono molto apprezzate da famiglie e bambini e dove il personale della Nottoli si potenzia a livello numerico per accogliere tutti i mercoledì e i giovedì gli iscritti della primaria.

Quest’anno, la primaria è dislocata alle scuole Crispi e Parravicini che offrono ampi ambienti interni ed esterni all’ombra molto utili e fruibili in questo periodo di estremo caldo. Comune di Vittorio Veneto - Protocollo (U) n.0027987/2026 del 15-07-2026Comune di Vittorio Veneto - Protocollo (U) n.0027987/2026 del 15-07-2026

Con i Summer Labs ogni settimana è dedicata a un tema: le mappe, per conoscere la nostra città ed esplorarla, i miti e le leggende del nostro territorio, la natura, la musica e la sostenibilità ecc..

La Città di Vittorio Veneto viene vissuta come una sorta di “aula diffusa”; l’attività non resta confinata unicamente negli spazi della Scuola, ma si apre al dialogo con il tessuto territoriale attraverso la fruizione dinamica di luoghi civici come biblioteche, parchi, piazze o con l’invito di partner territoriali a partecipare alla programmazione settimanale presso le
scuole. In questo modo vengono valorizzate Associazioni, Società Sportive e Gruppi informali del territorio, che vengono resi protagonisti agli occhi dei giovani iscritti.

Innovativo per il 2026 il progetto con il Piccolo Rifugio, una realtà storica e fondamentale del nostro territorio attraverso un appuntamento fisso a cadenza settimanale, programmato ogni venerdì e dedicato specificamente ai bambini di terza, quarta e quinta elementare. Durante questa giornata, un gruppo si reca presso la struttura per condividere l'esperienza con gli ospiti con laboratori condivisi: attività manuali, espressive in cui i ragazzi e gli ospiti lavorano "fianco a fianco", collaborando in sinergia e guidati dall'equipe educativa.

La Dottoressa Laura Peserico, coordinatrice di sede, dichiara: “Quello di cui più hanno bisogno i nostri uomini e donne con disabilità è anche quello che dà loro la gioia più grande: relazioni di amicizia. Per questo siamo grati al Comune di Vittorio Veneto e alla cooperativa Mondo Delfino per avere scelto di portare al Piccolo Rifugio i bambini del centro estivo Summer Labs. Attraverso i laboratori che condivideranno, i bambini e le persone con disabilità scopriranno ciò che li accomuna: la purezza d’animo e la voglia di stare in compagnia. Ci auguriamo sia il primo mattone di un rapporto che si consoliderà, e che faccia sentire gli uni e gli altri protagonisti nella propria comunità vittoriese.”

In questa settimana dedicata alla musica si conosceranno, attraverso delle uscite sul territorio, le figure che hanno fatto grande Vittorio Veneto Città della Musica come ad esempio Lorenzo Da Ponte (celebre librettista di Mozart); la primaria visiterà l’Accademia Teatrale Lorenzo Da Ponte accolti dal fondatore del Centro Teatrale Da Ponte Edoardo Fainello.
Veneto

Innovazione e Università, dalla Regione 4 milioni per nuovi progetti di ricerca 

VENEZIA - Diciannove progetti, 91 persone coinvolte e un investimento complessivo di 3.973.651,37 euro da parte della Regione del Veneto: sono i numeri dell'intervento che rafforza e valorizza i risultati dell'Ecosistema dell'Innovazione iNEST, traducendo competenze scientifiche e tecnologie avanzate in soluzioni concrete per imprese, territori, servizi pubblici e comunità del Veneto. Il Consorzio iNEST nasce come Ecosistema dell'Innovazione finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e coinvolge nove università e due enti di ricerca delle Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia e delle Province Autonome di Trento e Bolzano.

Le novità sono state presentate oggi a Venezia nel corso di una tavola rotonda promossa dalla Regione del Veneto dedicata al rapporto tra innovazione, ricerca e competitività (allegate foto).

“Con questo investimento
– dichiara l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci – confermiamo la volontà di fare dell'innovazione uno strumento di politica industriale. Non finanziamo soltanto attività di ricerca, ma accompagniamo il trasferimento delle conoscenze verso il sistema produttivo, affinché diventino competitività, occupazione qualificata e sviluppo”.

Aprendo il suo intervento, l'assessore ha richiamato il tema dei brevetti sviluppati dagli atenei veneti, sottolineando la necessità di valorizzare un patrimonio di conoscenze che può rappresentare un'importante leva di sviluppo per il sistema produttivo regionale: “Nelle nostre università esiste un patrimonio straordinario di brevetti, competenze e risultati della ricerca che troppo spesso rimane inutilizzato. La Regione vuole diventare il punto di collegamento tra il mondo della ricerca e quello delle imprese, mettendo in contatto domanda e offerta di innovazione. Per questo a settembre organizzeremo un appuntamento dedicato proprio all'incontro tra atenei e sistema produttivo, per favorire nuove collaborazioni e accelerare il trasferimento tecnologico”.

L'iniziativa si inserisce nel percorso di collaborazione avviato nei mesi scorsi tra Regione del Veneto e sistema universitario, anche attraverso il Tavolo permanente istituito con gli Atenei veneti per mettere a sistema ricerca, formazione, innovazione e sviluppo economico: “Il Tavolo permanente con le Università venete sta dimostrando che la collaborazione istituzionale produce risultati concreti. Stiamo lavorando insieme per valorizzare il patrimonio intellettuale sviluppato negli atenei, rafforzare le reti e i distretti dell'innovazione e costruire una strategia regionale della ricerca capace di accompagnare la crescita delle nostre imprese e di preparare il Veneto alle sfide della prossima programmazione europea”.

LE PRIORITA' DELLA REGIONE
Tra le priorità individuate dalla Regione vi è anche quella di creare un ecosistema favorevole ai giovani ricercatori e allo sviluppo delle imprese ad alta intensità tecnologica: “Uno dei nostri obiettivi prioritari è trattenere in Veneto i ricercatori e i giovani più qualificati. Per farlo non bastano le università: servono imprese tecnologicamente avanzate che investano in ricerca e offrano opportunità professionali di alto livello. È il motivo per cui sosteniamo la proposta sulle ZES e abbiamo commissionato una mappatura delle imprese venete attive nei comparti strategici – dall'aerospazio alla microelettronica, dal biomedicale e dalla biochimica fino all'agrifood e al digitale – così da conoscere meglio il nostro ecosistema dell'innovazione e rafforzarne le filiere. Solo sviluppando queste realtà produttive potremo offrire ai nostri ricercatori prospettive concrete senza costringerli a cercarle altrove”, evidenzia Bitonci.

Le attività finanziate si distribuiscono nei principali ambiti della Strategia di Specializzazione Intelligente regionale: Smart Living & Energy, Smart Health, Smart Manufacturing, Cultura e Creatività e Smart Agrifood. Il programma sostiene 30 incarichi post-doc, 57 incarichi di ricerca e 4 contratti di ricerca, consolidando una rete interistituzionale che unisce scienze ingegneristiche, ambientali, agroalimentari.

Nel loro insieme, i progetti consolidano il patrimonio di conoscenze generato da iNEST – afferma Franco Bonollo, professore dell'Università di Padova e presidente del Consorzio iNEST – e ne estendono l'applicazione a sfide decisive per il Veneto: transizione digitale e verde, competitività delle PMI, gestione sostenibile delle risorse, qualità del lavoro, salute, cultura, turismo e resilienza dei territori. La collaborazione tra atenei, CNR, imprese e attori pubblici punta a portare risultati scientifici e prototipi verso livelli di maturità più vicini all'utilizzo operativo e al mercato, creando nuove competenze e opportunità professionali ad alta qualificazione”.

I PROGETTI
· Università di Padova: manifattura 5.0, agroalimentare, benessere e resilienza ambientale

L'Università di Padova coordina 5 progetti, con 25 persone e un contributo di 1.133.564,97 euro. H-CORE, coordinato dal prof. Luciano Gamberini, studia la collaborazione tra persone e cobot per migliorare fiducia, coordinamento e benessere nei luoghi di lavoro. TEMI, coordinato dal prof. Alessandro Beghi, sviluppa tecnologie umano-centriche, intelligenza artificiale interpretabile e automazione sostenibile per la manifattura intelligente. PRODIGI, coordinato dal prof. Andrea Curioni, integra valorizzazione dei sottoprodotti agroalimentari e gemelli digitali per vigneti e fermentazione. IDEAL, coordinato dal prof. Jacopo Bonetto, collega psicologia ambientale, biophilic design e patrimonio archeologico per progettare spazi rigenerativi e climaticamente sostenibili. RE-NATURE Veneto, coordinato dal Dipartimento BCA – Biomedicina Comparata e Alimentazione, realizza sistemi intelligenti di monitoraggio per ecosistemi montani e marini esposti a cambiamenti climatici, instabilità e inquinamento.

· Università Ca' Foscari Venezia: cultura, ambiente, acqua, filiere produttive e agrifood

Ca' Foscari sviluppa sei progetti, coinvolgendo 27 persone con un contributo di 991.520 euro. DIGIT-IA-Mu, coordinato dal prof. Alessandro Cinquegrani, sperimenta nuove narrazioni digitali e immersive per avvicinare giovani e pubblici internazionali ai musei veneti. SmartCycle, coordinato dal prof. Agostino Cortesi, combina recupero di scarti industriali, nuovi materiali, data analytics, intelligenza artificiale e cybersecurity per sistemi produttivi evoluti. TECC, coordinato dal prof. Fabrizio Panozzo, analizza le trasformazioni degli ecosistemi culturali e creativi e l'evoluzione di modelli di business, reti e competenze. SLIMM, coordinato dal prof. Andrea Gambaro, applica IA e statistica avanzata al monitoraggio ambientale, energetico e idrologico, con attenzione alle smart city e ai territori montani. H2O_VAL, coordinato dalla prof.ssa Chiara Zanardi, affronta l'intera filiera dell'acqua, dagli inquinanti emergenti ai sensori, dai processi di depurazione alla valorizzazione di biomasse marine. CIRCLES, coordinato dalla prof.ssa Christine Mauracher, sviluppa soluzioni circolari e digitali per una filiera vitivinicola più resiliente, tracciabile e competitiva.

· Università di Verona: tecnologie assistive, agrifood, turismo sostenibile e salute

L'Università di Verona realizza quattro progetti, con 23 persone e 991.768 euro di contributo. TEAM-AI, coordinato dal prof. Andrea Giachetti, sviluppa sensori multimodali, dispositivi indossabili, realtà aumentata, feedback aptico ed esoscheletri per assistere i lavoratori nella manifattura avanzata. SMART AGRIFOOD, coordinato dal prof. Maurizio Ugliano, porta nella filiera vitivinicola modelli previsionali, rover autonomi, droni, trappole elettroniche, digital twin e logistica sostenibile. ReBalance, coordinato dalla prof.ssa Ilenia Confente, usa big data, IA e blockchain per riequilibrare i flussi turistici, ridurre la congestione e valorizzare territori marginali, turismo lento e identità locali. I-RENE, coordinato dal prof. Federico Schena, sperimenta una rete territoriale nurse-led e programmi di esercizio da remoto per migliorare autonomia e qualità di vita delle persone in dialisi.

· Università IUAV di Venezia: resilienza territoriale, costruzioni e filiere creative

IUAV contribuisce con tre progetti, 14 persone e 703.198,40 euro. Data2reX, coordinato dal prof. Francesco Musco, trasforma dati climatici, territoriali ed ecosistemici in analytics geospaziali per la resilienza e l'adattamento. BuildForesight, coordinato dal prof. Lorenzo Fabian, crea un servizio di industrial foresight e una dashboard per accompagnare la decarbonizzazione del settore delle costruzioni e dell'ambiente costruito. RE Factor, coordinato dal prof. Davide Crippa, sviluppa modelli e piattaforme per leggere i fattori competitivi delle imprese di design, moda e artigianato artistico, promuovendo simbiosi industriale, waste-driven design e nuovi materiali circolari.

· CNR: tecnologie avanzate per lo Smart Manufacturing

Il CNR partecipa con TASMA, coordinato dal prof. Luca Poletto, che coinvolge due persone con un contributo di 153.600 euro. Il progetto valorizza competenze multidisciplinari nelle reti di comunicazione industriale e nelle tecnologie ottiche per la spettroscopia dei gas, rafforzando il trasferimento di soluzioni digitali e ingegneristiche verso il sistema manifatturiero regionale.

Vittorio Veneto

Vittorio Veneto, parte la sperimentazione della chiusura festiva di Serravalle

VITTORIO VENETO (TV) - Prende avvio la sperimentazione per la pedonalizzazione del centro storico di Serravalle nelle giornate festive, con l'istituzione di una zona pedonale temporanea lungo Via Martiri e Via Roma dal 19 luglio al 27 settembre.

"Vogliamo essere chiari con i cittadini fin da subito – dichiara l'Assessore e Vice Sindaco Marco Dus – non si tratta semplicemente di chiudere una strada. Serravalle è un quartiere storico articolato, attraversato da flussi di traffico che si intrecciano tra loro, e intervenire su Via Martiri significa ripensare la circolazione di un intero sistema viario, non di un singolo tratto."

Perché è un intervento tecnicamente complesso
Le esperienze degli scorsi mesi, in particolare durante i lavori pubblici che hanno interessato Via Martiri, hanno già mostrato che deviare il traffico non è mai un'operazione neutra: la stessa soluzione sperimentata allora, con il traffico dirottato su Via Calcada, ha creato più di una criticità viabilistica, tra sovraccarico della strada e code su Via Casoni. Per questo la chiusura festiva di Via Martiri non potrà essere realizzata riproponendo lo stesso
schema.

L'obiettivo della sperimentazione è diverso: non spostare semplicemente il traffico da una strada all'altra, ma disincentivare l'attraversamento del centro storico nelle giornate festive, orientando chi proviene da nord e da sud verso il traforo, e riservando l'accesso al centro a chi ha effettivamente necessità di raggiungerlo – residenti, clienti delle attività commerciali, visitatori.

Anche questa scelta, però, va valutata con attenzione: il traffico deviato verso il traforo passerà infatti su Via Carso e Via Sant'Andrea, e l'Amministrazione sta già analizzando le possibili conseguenze di questo maggior carico su queste strade. Un punto di attenzione particolare riguarda l'incrocio tra Via Vittorio Emanuele II e Via Carso, dove è probabile un aumento della pressione del traffico nelle giornate di chiusura: anche questo aspetto sarà monitorato fin dalle prime domeniche di sperimentazione, per intervenire tempestivamente se necessario.

Cosa prevede la sperimentazione
Concretamente, dal 19 luglio al 27 settembre, ogni domenica e giorno festivo Via Martiri e Via Roma diventeranno zona pedonale temporanea dalle 9:00 alle 20:00. In questa fascia oraria il traffico di attraversamento, sia da nord che da sud, verrà deviato verso il traforo, mentre resterà garantito l'accesso a chi ha effettivamente necessità di raggiungere il centro storico. Prima dell'avvio verrà predisposta tutta la segnaletica temporanea e di preavviso richiesta dal Codice della Strada, in modo che la circolazione resti chiara e sicura per tutti.

Parallelamente, gli uffici comunali e la Polizia Locale monitoreranno costantemente l'andamento della sperimentazione: i flussi di traffico, l'utilizzo degli itinerari alternativi, gli effetti sulla viabilità e le ricadute. Questi dati serviranno anche ad avviare uno studio specialistico sulla mobilità del centro storico, che dovrà valutare un nuovo assetto della circolazione, l'eventuale introduzione di sensi unici, la realizzazione di percorsi ciclabili.

Un primo passo, non un punto di arrivo
L'Amministrazione ha valutato anche l'ipotesi di chiusure nelle ore serali del venerdì e del sabato, ma ha scelto di procedere per gradi: prima di allargare la sperimentazione, si vuole capire come gestire al meglio la chiusura domenicale e quali criticità comporta concretamente sul campo. Solo sulla base di questi riscontri si potrà valutare se e come estendere l'iniziativa ad altre giornate e fasce orarie.

"Siamo consapevoli che una sperimentazione di questa portata non sarà priva di difficoltà nelle prime settimane – prosegue Dus –. Chiediamo comprensione e pazienza ai cittadini: monitoreremo l'andamento passo dopo passo e applicheremo gli opportuni correttivi in corso d'opera. Non abbiamo la pretesa di avere in mano fin da subito la soluzione perfetta, ma l'intenzione di costruirla insieme, sulla base di dati reali e non di impressioni."

Il confronto con i cittadini, i residenti e le attività economiche del centro storico, portato avanti in questi mesi, proseguirà anche nelle prossime settimane, attraverso incontri pubblici e momenti di ascolto, per raccogliere segnalazioni e proposte utili a correggere il tiro e a costruire, nel tempo, un assetto della mobilità di Serravalle condiviso e sostenibile.
Mondo, Cultura

Tornando alle Origini

Un passo indietro in avanti. Per meglio comprendere il futuro che ci attende. C’è chi si nasconde dietro gli astuti disegni delle nuove mode (che per altro spesso al passato si ispirano), chi a tale proposito cavalca il trend dei podcast – alcuni davvero interessanti e istruttivi, altri improntati su postulati da fiera delle banalità. C’è poi invece chi, per esempio Angelo Giammarresi con la sua comprovata struttura, si reca sul campo per toccare con mano e con cuore; per verificare di persona quanto sia ormai stato impunemente compromesso laggiù, tra le antiche radici dell’Uomo. Riportando l’amaro riscontro in una specifica collana editoriale da lui ideata e diretta. Ne abbiamo raccontato un paio di settimane fa ma è bene ribadire. Oltretutto, contribuendo a preservare le ataviche, millenarie tradizioni di queste sopravvissute Comunità indigene, possiamo altresì goderci la visione di scampoli d’arte naturale, come il particolare qui sopra, catturato dallo stesso etnografo film-maker di Woc Multimedia. Non è più come al tempo di Dostoevskij, siamo noi ora a dover salvare la bellezza che ancor ci rimane. Un invito lanciato qualche anno fa dall’archeologo e storico Salvatore Settis, ripreso in versi da Simone Cristicchi. Concetto che personalmente, secondo i precetti dei vecchi figli dei fiori, ho da sempre abbracciato. Filosofia di vita e di religione non teistica che Giammarresi pratica molto fattivamente fin dagli anni ottanta.
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Ultimo aggiornamento: 19/07/2026 23:16