Cultura, Vittorio Veneto

Piccolo Rifugio, il concerto della gratitudine a Vittorio Veneto

VITTORIO VENETO (TV) - Un concerto come regalo, per dire grazie a chi gli vuole bene. Lo organizza il Piccolo Rifugio, che a Vittorio Veneto accoglie oltre 40 uomini e donne con disabilità.

In occasione dei 50 anni dalla morte della fondatrice Lucia Schiavinato e in vista dei 70 anni dall’apertura (agosto 1957) il Piccolo Rifugio vuole ringraziare lavoratori, volontari, amici, donatori, istituzioni e Chiesa per l’affetto e il sostegno, fondamentali per una vita più felice alle persone con disabilità. Domenica 4 ottobre 2026 alle 16, nell'aula magna del Seminario di Vittorio Veneto, si esibirà il Venice Cello Quartet, composto da quattro violoncellisti under 30 Manuel Dal Bianco, Anna Trapani, Elettra Bastanzetti (già volontaria al Piccolo Rifugio) e Costantino Cecchi. Il programma del concerto propone un viaggio musicale dal barocco al romantico al moderno, con brani di Bach (con l’”Aria sulla quarta corda”, già sigla di Quark in televisione), Pachelbel, Dowland, Goltermann, Fitzenhagen, Wagner, Pärt, Nino Rota (dal “Romeo e Giulietta” di Zeffirelli), Scott Joplin, Sollima, Piazzolla, The Turtles. Su www.piccolorifugio.it il programma di sala dettagliato.I l concerto si svolge nel giorno in cui si ricorda San Francesco. Per questo a intervallare i brani musicali saranno brevi letture di brani dedicati a San Francesco dell’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco e di brani degli scritti Lucia Schiavinato, fondatrice del Piccolo Rifugio: due spiriti accomunati dall'amore per il Signore, e dall'amore per i più fragili nel mondo.

Presentatrice del concerto Marzia Gava dell'associazione Lucia Schiavinato. L’ingresso, naturalmente, è libero. Il successivo grande appuntamento di comunità per il Piccolo Rifugio sarà la Little Run del 26 dicembre 2026 a Vittorio Veneto.

Per informazioni: 3473677957.Ufficio stampa: t
Economia, Vicenza

Banca delle Terre Venete al fianco di Fondazione OIC

VICENZA – Rendere la somministrazione dei farmaci più sicura, precisa ed efficiente, personalizzare le dosi sulla base della terapia prescritta a ciascun ospite e, allo stesso tempo, costruire un modello organizzativo capace di mettere direttamente in relazione la struttura sociosanitaria con la farmacia dell’Azienda sanitaria.

È questo l’obiettivo del progetto “Deblistering e confezionamento automatizzato”, sostenuto da Banca delle Terre Venete con un contributo liberale di 70 mila euro a favore di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS, destinato al Centro Residenziale San Giovanni in Monte di Barbarano Mossano, nel Vicentino.

Il progetto è stato presentato oggi, mercoledì 30 settembre, nella sede amministrativa di Banca delle Terre Venete a Vicenza, alla presenza dei vertici della Banca, di Fondazione OIC e di ULSS 8 Berica. Sono intervenuti Gianfranco Sasso, Presidente di Banca delle Terre Venete; Andrea Cavagnis, Presidente di Fondazione OIC ETS; Eugenio Adamo, Direttore Generale di Banca delle Terre Venete e Leopoldo Ciato, Direttore dei Servizi Socio Sanitari ULSS 8 Berica. Presente inoltre Margherita Andretta, Direttore Assistenza Farmaceutica Territoriale ULSS 8 Berica, direttamente coinvolta negli aspetti tecnici e organizzativi legati al percorso del farmaco.

Non soltanto bustine personalizzate: il valore è nell’integrazione con la farmacia ULSS

L’investimento di Banca delle Terre Venete è destinato all’acquisto dei materiali, delle attrezzature e delle dotazioni necessarie alla distribuzione e alla somministrazione delle dosi personalizzate dei farmaci, rafforzando sicurezza e qualità dell’assistenza agli ospiti più fragili.

Ma l’elemento realmente distintivo del progetto non risiede soltanto nell’automazione del confezionamento. Il sistema prevede infatti l’utilizzo dei macchinari già presenti presso la farmacia centrale dell’ULSS 8 Berica, dove vengono predisposte, per ciascun ospite, speciali buste contenenti le dosi esatte dei medicinali prescritti.

Le informazioni sulle terapie vengono trasmesse dalla struttura attraverso un flusso informatizzato di dati: è quindi la farmacia dell’Azienda sanitaria a preparare quanto effettivamente necessario sulla base delle prescrizioni e del fabbisogno reale dei singoli ospiti. Un modello che permette di intervenire sull’intera filiera del farmaco: dalla prescrizione alla preparazione, dalla distribuzione fino alla somministrazione.

Meno eccedenze, maggiore appropriatezza e sicurezza
La possibilità di programmare con maggiore precisione i quantitativi necessari consente di ridurre le scorte eccedenti nelle strutture e il rischio che farmaci non utilizzati arrivino alla scadenza. Il beneficio si estende pertanto oltre la singola RSA. Il modello permette infatti di rendere più efficiente anche l’approvvigionamento, facendo arrivare alle strutture ciò che realmente serve, nelle quantità richieste dalle terapie effettivamente prescritte.

Ne deriva un vantaggio per l’intera filiera: maggiore sicurezza per l’ospite, maggiore tracciabilità, migliore gestione delle scorte, contenimento delle eccedenze e utilizzo più appropriato delle risorse sanitarie. La virtuosità dell’esperienza nasce quindi dall’integrazione tra Fondazione OIC e ULSS 8 Berica, in un percorso nel quale la tecnologia diventa lo strumento per collegare in maniera più efficace prescrizione, preparazione e somministrazione del farmaco.

Più sicurezza per gli ospiti, più tempo da dedicare alla persona
La personalizzazione delle confezioni consente inoltre di associare puntualmente ciascuna dose alla terapia prescritta e al singolo ospite, contribuendo a ridurre il rischio di errore e rendendo più controllato l’intero percorso. La digitalizzazione permette una tracciabilità puntuale delle terapie e consente di alleggerire alcune attività manuali e organizzative svolte dagli operatori. Un elemento particolarmente significativo per Fondazione OIC, perché il tempo recuperato attraverso processi più efficienti può essere restituito alla cura, all’assistenza e alla relazione con l’ospite.

«Mettere innovazione e tecnologia al servizio della persona significa rendere sempre più sicuri e personalizzati i percorsi di cura – dichiara Andrea Cavagnis, Presidente di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS. – Il sostegno di Banca delle Terre Venete a questo progetto rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra realtà del territorio possa tradursi in nuove opportunità per migliorare la qualità dell’assistenza alle persone più fragili. Ma il valore di questa esperienza va oltre l’introduzione di una nuova tecnologia: significa costruire, insieme a ULSS 8 Berica, un processo sempre più integrato, nel quale competenze e strumenti diversi concorrono a rendere più sicura ed efficiente la gestione delle terapie. È un investimento tecnologico, ma prima ancora è un investimento sulla persona, sulla qualità della cura e sulla capacità del territorio di lavorare insieme».

Il sostegno di Banca delle Terre Venete
Il progetto nasce anche grazie al sostegno di Banca delle Terre Venete, sviluppato a partire dal confronto con la filiale di Vedelago Centro, che ha permesso di conoscere da vicino l’iniziativa e accompagnarne lo sviluppo. Il contributo della Banca permette di sostenere i costi legati alla verifica della somministrazione sicura, all’acquisto dei lettori barcode, delle scatole porta-bustine, delle ulteriori attrezzature necessarie, del supporto tecnico all’avvio del progetto e dei carrelli sanitari utilizzati per la distribuzione dei farmaci.

«Sostenere questo progetto significa investire in maniera tangibile nella salute delle persone più fragili e nella qualità dell’assistenza – afferma Gianfranco Sasso, Presidente di Banca delle Terre Venete –. Abbiamo scelto di contribuire all’acquisto delle dotazioni necessarie al confezionamento e alla distribuzione personalizzata delle terapie perché crediamo che l’innovazione, quando viene messa al servizio della cura, possa rafforzare concretamente la sicurezza e la qualità dell’assistenza. Il nostro intervento nasce da una duplice volontà: essere al fianco di una realtà che ogni giorno garantisce un percorso clinico di qualità e sostenere innovazioni capaci di generare valore per le persone e per l’intera comunità».

Una nuova organizzazione del percorso del farmaco
«Per gli ospiti più fragili questo significa innanzitutto aumentare i livelli di sicurezza nella somministrazione delle terapie, riducendo il rischio di errori – sottolinea Fabio Toso, Direttore Generale di Fondazione Opera Immacolata Concezione ETS –. La personalizzazione delle confezioni consente di associare in modo puntuale ogni dose alla terapia prescritta, rendendo più controllato l’intero percorso del farmaco. Ma i vantaggi si estendono all’intero sistema di gestione. Una programmazione più precisa permette di contenere le eccedenze, migliorare la gestione delle scorte e rendere più efficiente la distribuzione. Il valore aggiunto di questo progetto è proprio il rapporto diretto con la farmacia dell’ULSS 8 Berica, perché permette di passare da una logica prevalentemente legata alla disponibilità di scorte a una gestione sempre più costruita sulle necessità effettive delle terapie prescritte. Il risultato atteso è anche quello di liberare tempo prezioso per gli operatori sanitari, che potranno dedicarne una quota maggiore alla cura, all’assistenza e alla relazione con gli ospiti. Per Fondazione OIC innovare significa proprio questo: utilizzare la tecnologia per rendere i processi più sicuri ed efficienti e restituire ai professionisti ciò che ha più valore, il tempo da dedicare alla persona».

Il ruolo di ULSS 8 Berica
La partecipazione di ULSS 8 Berica costituisce uno degli elementi centrali dell’iniziativa. Attraverso la farmacia aziendale e i professionisti coinvolti nel progetto viene infatti costruito il collegamento tra le terapie prescritte nelle strutture e la preparazione personalizzata delle dosi.

Un’integrazione che apre una prospettiva più ampia sul rapporto tra servizi sociosanitari territoriali e sistema sanitario, con possibili ricadute in termini di appropriatezza, sicurezza, sostenibilità e organizzazione. Nel corso della presentazione Leopoldo Ciato, Direttore dei Servizi Socio Sanitari ULSS 8 Berica, ha affrontato il valore della collaborazione tra i partner coinvolti. Gli aspetti più strettamente tecnici e farmaceutici vedono inoltre il coinvolgimento di Margherita Andretta, Direttore Assistenza Farmaceutica Territoriale ULSS 8 Berica.

Digitalizzazione, tracciabilità e ricerca
La digitalizzazione dell’intero percorso del farmaco, dalla prescrizione fino alla somministrazione, consentirà di garantire una tracciabilità puntuale delle terapie.

In prospettiva, i dati aggregati prodotti dal sistema potranno inoltre essere valorizzati attraverso attività di analisi e ricerca per approfondire gli effetti delle terapie somministrate. La disponibilità di informazioni maggiormente strutturate potrà contribuire a migliorare la conoscenza delle risposte ai trattamenti e favorire lo sviluppo di percorsi terapeutici sempre più personalizzati sulle caratteristiche e sui bisogni della singola persona.

Un progetto che guarda oltre San Giovanni in Monte
Il Centro Residenziale San Giovanni in Monte di Fondazione OIC, a Barbarano Mossano, partecipa direttamente all’iniziativa e rappresenta il riferimento tecnologico e di supporto tecnico del progetto. L’esperienza assume tuttavia una valenza che va oltre la singola struttura. I risultati potranno fornire elementi utili per valutare, insieme agli attori del sistema sanitario regionale, possibili sviluppi futuri del modello.

Un progetto che unisce così innovazione, sicurezza delle terapie, appropriatezza, sostenibilità ed efficienza, attraverso la collaborazione tra sanità pubblica, sociosanitario e sistema economico del territorio. Per Fondazione OIC, impegnata da settant’anni nella cura e nella presa in carico delle persone fragili, la tecnologia diventa quindi uno strumento per rendere i processi più sicuri ed efficienti, ma soprattutto per rafforzare la qualità della cura e restituire ai professionisti più tempo da dedicare alla persona.


Cultura, Conegliano

Cerimonia finale per il Premio Giuseppe Toniolo 2026

PIEVE DI SOLIGO (TV) - L’appuntamento è fissato per mercoledì 7 ottobre, a partire dalle ore 20.45, nell’auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo, nella centrale piazza Vittorio Emanuele II: è in programma la cerimonia finale dell’undicesima edizione 2026 del Premio Giuseppe Toniolo, organizzato dall’Istituto diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi” insieme alla Diocesi di Vittorio Veneto, Pastorale sociale e del lavoro, Azione Cattolica vittoriese e parrocchia del Duomo S. Maria Assunta di Pieve di Soligo, in collaborazione con la rete culturale Vite Illustri Pieve di Soligo (VIP) e con il contributo della Città di Pieve di Soligo. È l’evento pubblico che ritorna puntuale per ospitare la serata finale del Premio, distinto in tre sezioni principali: “Pensiero”, di livello nazionale, “Azione & Testimoni” e diocesana “Giovani”, quest’ultima sostenuta dalla Città di Pieve di Soligo.

Il Premio è intitolato alla figura e all’opera del grande economista e sociologo cattolico nato a Treviso nel 1845 e morto a Pisa nel 1918, proclamato Beato dalla Chiesa nel 2012 e le cui spoglie mortali sono custodite nella tomba all’interno del Duomo di Pieve di Soligo, città natale della moglie Maria Schiratti.

Con il tema di quest’anno -
“L’urgenza della pace, oggi, in tutto il mondo: verso un’alleanza di cultura, società e istituzioni internazionali, anche nel segno di Giuseppe Toniolo” - si rende omaggio a uno degli elementi distintivi e di straordinaria attualità del pensiero e dell’azione del grande economista e sociologo cattolico, oggi Beato, che nel suo ultimo anno di vita, mentre infuriava la Grande Guerra, con grande lungimiranza e visione di bene comune chiese al Pontefice Benedetto XV la nascita di un Istituto cattolico di diritto internazionale per la pace. La rassegna della città pievigina ha ormai conquistato una sua notorietà e valenza di respiro nazionale.

Lo confermano i nomi di alcuni dei premiati delle passate edizioni, a partire dal 2016:dall’arcivescovo di Assisi e grande studioso del Toniolo Domenico Sorrentino, al compianto imprenditore Leonardo Del Vecchio, dall’economista Stefano Zamagni, dalle case editrici AVE di Roma e Vita e Pensiero di Milano alla Fondazione Grenfellove Marco e Gloria, dal giornalista e scrittore Antonio Polito alla Fondazione OIC di Padova per “Civitas Vitae”, dal docente Alberto Guasco al giovane intellettuale francese Jean de Saint-Cheron, fino al fondatore di “Immischiati” e presidente Fondazione per la natalità Gianluigi De Palo e, nel 2025, il fisico e inventore Federico Faggin e il gruppo musicale dei “The Sun”. Vanno compresi inoltre le singole personalità, le varie realtà culturali, educative e sociali e i giovani studenti e laureati del territorio veneto e diocesano di Vittorio Veneto che nel tempo sono stati insigniti del prestigioso riconoscimento.

La cerimonia finale del 7 ottobre – giorno anniversario della morte di Giuseppe Toniolo – sarà preceduta alle ore 18.30 in Duomo dalla concelebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale della Diocesi di Vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Gianluigi Papa, e animata dalle esecuzioni del Coro dell’Accademia Tetracordo diretta dal maestro Mariagrazia Marcon.

Alla serata, presentata da Elisa Nadai, interverrà il Vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Riccardo Battocchio. Dopo i saluti introduttivi della presidente dell’Istituto Beato Toniolo, Annalina Sartori, dell’arciprete della parrocchia del Duomo di Pieve di Soligo, monsignor Luigino Zago, e del sindaco della Città di Pieve di Soligo, Stefano Soldan, ci sarà prima la consegna degli attestati di riconoscenza e poi avverrà la proclamazione dei vincitori del Premio Toniolo 2026.Seguiranno i “Dialoghi su Giuseppe Toniolo, modello di santità laicale per l’oggi. Verso il 15°anniversario della beatificazione (29 aprile 2027)”, che saranno intessuti da Giuseppe Fioroni, vicepresidente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, da don Renzo Beghini, presidente della Fondazione Giuseppe Toniolo di Verona, da monsignor Nicola Longobardo, presidente dell’Associazione Accademia Studi Giuseppe Toniolo APS di Napoli e da Marco Zabotti, direttore scientifico e vice presidente IBT.

Al termine della serata sarà anche illustrato il tema del Premio Giuseppe Toniolo 2027.Media partner dell’evento sono il settimanale diocesano L’Azione, l’emittente vittoriese La Tenda Tv e il quotidiano online Qdpnews.it. La cerimonia del 7 ottobre sarà trasmessa in diretta streaming sul sito web e sui canali youtube e facebook de La Tenda Tv e sulla pagina FB dell’Istituto Beato Toniolo. Informazioni sul sito web www.beatotoniolo.it e all’indirizzo mail info@beatotoniolo.it.
L’ingresso alla cerimonia è libero e fino a esaurimento dei posti disponibili in sala.
Treviso

Cantina futurista, a Treviso la vinificazione si guarda dal ristorante

TREVISO - I fratelli Enrico e Alberto Fagotto trasformano 750 metri quadrati in via Fonderia a Treviso in una “urban winery” d'avanguardia con ristorante e cocktail bar. Durante tutto il mese di settembre, all'ora dell'aperitivo, gli ospiti possono osservare dal vivo dietro grandi vetrate la vinificazione delle uve di Incrocio Manzoni macerato, Traminer a macerazione leggera, Malbech, Teroldego in invecchiamento, Ciliegiolo in anfora e Vermentino col fondo. Il percorso culminerà il prossimo 3 ottobre con un grande evento interamente dedicato alla celebrazione della vendemmia

Treviso scommette sull'innovazione enogastronomica con un concept che unisce la cultura della terra alla visione della metropoli contemporanea. In via Fonderia 41, gli spazi di Cantina Futurista prendono vita grazie all'intuizione dei fratelli Enrico e Alberto Fagotto, originari di Montebelluna, capaci di fondere le rispettive esperienze professionali in un'iniziativa unica per il territorio veneto.

La struttura si estende su 750 metri quadrati complessivi — divisi tra i 600 metri quadrati del piano terra e i 150 del soppalco — ed è stata progettata per ospitare l'intero ciclo di produzione del vino. Il cuore pulsante del locale è rappresentato dalla cantina a vista, separata dalle sale del ristorante da imponenti lastre di vetro. Al centro della sala principale, una grande vasca da vinificazione racchiude un olivo secolare, simbolo di un dialogo costante tra natura e architettura.

Per tutto il mese di settembre, in concomitanza con i riti della raccolta, i clienti che frequentano il locale durante l'aperitivo hanno la possibilità di assistere dal vivo al processo produttivo. Attraverso le vetrate è possibile osservare le varie lavorazioni dei vitigni selezionati: dall'Incrocio Manzoni macerato al Traminer a macerazione leggera, fino alla lavorazione di Malbech, Teroldego destinato all'invecchiamento, Ciliegiolo affinato in anfora e Vermentino col fondo. Un’esperienza sensoriale diretta che culminerà il 3 ottobre con una grande giornata di festa e approfondimento dedicata alla vendemmia. Le bottiglie vinificate “in diretta” saranno poi disponibili alla mescita a partire dall’anno prossimo, dopo l’affinamento.

“Cantina Futurista nasce per far vivere l’emozione della vendemmia nel cuore della città, portando la campagna dentro il ristorante”, commentano i fratelli Fagotto. “Volevamo creare un luogo in cui la passione per l’enologia e l’arte della miscelazione si potessero fondere senza filtri. Vedere i clienti che sorseggiano un calice mentre, al di là del vetro, osservano la lavorazione delle uve in anfora o le fermentazioni, significa aver realizzato il nostro sogno. Non offriamo solo cibo o vino, ma un’esperienza produttiva reale e trasparente, dove ogni bottiglia e ogni distillato raccontano la nostra storia e la ricerca dell'eccellenza”.

Enrico Fagotto, enologo con esperienze maturate in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti, cura la vinificazione cittadina avvalendosi di anfore e barrique. La produzione iniziale conta già 20 etichette proprietarie e una linea di Metodo Classico con invecchiamento minimo di tre anni, realizzate selezionando la materia prima da conferitori di fiducia.

Parallelamente, Alberto Fagotto, bartender con un passato nei locali di punta tra l'Italia e Londra, gestisce la sala, la cucina e il cocktail bar. L'offerta beverage non si limita ai vini: Cantina Futurista propone una linea di otto distillati prodotti in esclusiva su ricette originali (tra cui Gin, Bitter, Amaro, Vodka e Rum Blanca), oltre a una selezione di whisky e rum premium sviluppata in collaborazione con lo storico distributore Rossi e Rossi (Wilson & Morgan).

L'intervento di ristrutturazione dell'ultimo anno ha portato anche alla creazione di uno shop interno, di una stanza di stoccaggio a temperatura controllata a 15 gradi e alla sistemazione del plateatico affacciato sul canale della Piavesella. Un punto di incontro pensato per un pubblico adulto e consapevole, dove la cultura del cibo e della miscelazione si fonde con lo spettacolo della trasformazione dell'uva.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO – IL MENÙ E LA CARTA DEI VINI

La proposta enogastronomica di Cantina Futurista (via Fonderia 41, Treviso) si presenta come un manifesto di sapori decisi e accostamenti creativi, dove la tradizione veneta viene reinterpretata attraverso una lente contemporanea e sperimentale.
La carta dei vini rispecchia l'anima artigianale del locale, con una forte predilezione per le fermentazioni spontanee e le tecniche di macerazione.

Le Bollicine: La selezione di spumanti si apre con i vini "col fondo", come il Caneva (da uve Glera) e il Duro (da uve Durella). Per chi predilige il Metodo Classico, sono presenti etichette prestigiose come il Riesling Italico "Hahahahah" o il Pinot Nero "Pino", affinato per ben 36 mesi.

Bianchi e Orange: Tra i bianchi si spazia da blend armoniosi di Bronner e Chardonnay a vitigni autoctoni come la Boschera fermentata in acciaio e barrique. Nota di merito per i vini macerati (orange wine), come il Sovinier Gris lasciato a contatto con le bucce per 40 giorni o il Famoso da lieviti indigeni macerato per 45 giorni.

I Rossi: La proposta dei rossi è altrettanto variegata, offrendo sia vini freschi vinificati in acciaio, come il Pinot Nero "Ombra Rosso", sia etichette più strutturate e invecchiate in legno, come il Sangiovese romagnolo "Amen" o il blend di Merlot, Cabernet e Marzemino denominato "Moro". Una menzione speciale va al "1/2 Pieno", un particolare Sangiovese passito lavorato con metodo solera.
Friuli V.G., Veneto, Turismo

Giornate del fiume 2026, quattro giorni per vivere e scoprire l’alto Livenza

SACILE (PN)  - Quattro giorni di appuntamenti per riscoprire il fiume come patrimonio ambientale, elemento identitario e luogo capace di unire territori e comunità. Da giovedì 1° a domenica 4 ottobre tornano le “Giornate del Fiume 2026”, l’iniziativa promossa nell’ambito del Contratto di Fiume Alto Livenza, che coinvolgerà Budoia, Caneva, Fontanafredda, Polcenigo, Sacile, Brugnera, Prata di Pordenone e Portobuffolè. Il tutto coordinato da Livenza Servizi Mobilità.

Un calendario diffuso tra Friuli Venezia Giulia e Veneto che mette insieme ambiente, cultura, divulgazione, sport e turismo sostenibile. Conferenze, passeggiate ed escursioni, letture, teatro, osservazioni astronomiche, attività sull’acqua e appuntamenti per tutte le età offriranno altrettanti modi per conoscere il Livenza, i suoi affluenti e il paesaggio che nei secoli si è sviluppato attorno all’acqua. Sacile, Comune capofila del Contratto di Fiume Alto Livenza, sarà tra i protagonisti del finesettimana anche grazie a una serie di manifestazioni capaci di richiamare l’attenzione sul rapporto tra il fiume e la città. Sabato 3 e domenica 4 ottobre il centro storico ospiterà infatti “Profumi e Sapori nel Giardino della Serenissima” e “Sacile Città del Miele”, mentre sul Livenza tornerà il 45°Trofeo Internazionale Città di Sacile, affiancato dal Campionato Italiano di slalom e discesa per canoa e dal Campionato Italiano di società.

“Le Giornate del Fiume rappresentano uno dei momenti nei quali diventa più evidente lo spirito che anima il Contratto di Fiume Alto Livenza - sottolinea il sindaco di Sacile, Carlo Spagnol -. Il Livenza non appartiene a un solo Comune: attraversa territori diversi e mette in relazione comunità che condividono la responsabilità di tutelarlo e valorizzarlo. Questo programma ha il merito di far conoscere il fiume attraverso linguaggi differenti, dalla cultura allo sport, dalla divulgazione scientifica alle passeggiate nella natura. Come Comune capofila crediamo fortemente in questo percorso e nella capacità di costruire una visione comune attorno a una risorsa che rappresenta una parte fondamentale della nostra identità”.
Politica, Conegliano

Videosorveglianza, Gaiarine-Cimadolmo-Vazzola fanno squadra: 212 dispositivi per la sicurezza del territorio

GAIARINE (TV) - Completato il progetto di potenziamento della rete di videosorveglianza del Corpo Intercomunale di Polizia Locale Sinistra Piave. Il sistema conta oggi 182 telecamere e 30 lettori targhe.

Si è conclusa la realizzazione del progetto di implementazione della rete di videosorveglianza nei territori di
Gaiarine, Cimadolmo e Vazzola, un intervento reso possibile anche grazie al contributo ministeriale ottenuto attraverso la collaborazione tra le tre Amministrazioni comunali, unite nel Corpo Intercomunale di Polizia Locale Sinistra Piave.

Un progetto che porta complessivamente a 212 i dispositivi presenti sul territorio, tra telecamere e lettori targhe, rafforzando uno strumento considerato strategico per la prevenzione e il contrasto degli illeciti.

«Non abbiamo mai avuto dubbi, e assieme a noi le rispettive Squadre Amministrative, che per vincere bisogna fare squadra – sottolineano i 3 Sindaci Zanchetta, Ministeri e Brait –. La messa a terra di questo progetto ne è l’ennesima dimostrazione».

Sul tema della tutela della privacy e sull’utilizzo della videosorveglianza:
«
A chi ci chiede se sia una sorta di Grande Fratello rispondiamo con un secco no. La videosorveglianza non serve per vedere cosa fanno le persone, ma esclusivamente per contribuire a dare un volto a chi nei nostri territori delinque e infrange le regole. Nessun’altra finalità».

«
Pensiamo che chiunque venga ripreso non debba avere timore se non ha fatto niente, della serie male non fare paura non avere come si dice dalle nostre parti. A ulteriore tutela, le immagini possono essere visionate esclusivamente dalle forze dell’ordine e dagli operatori autorizzati, nel rispetto delle procedure previste».

Il completamento della rete rappresenta quindi anche un risultato della collaborazione istituzionale tra i tre Comuni, che hanno scelto di condividere progettualità e risorse per realizzare un sistema di controllo del territorio più capillare e coordinato.

Una sinergia tra Amministrazioni che, attraverso il Corpo Intercomunale di Polizia Locale Sinistra Piave, punta a rafforzare la sicurezza dell’intero territorio, superando i confini dei singoli Comuni.
Cultura, Conegliano

A Conegliano la mostra “Radici nella corrente: vivere e resistere lungo i fiumi d’Amazzonia”

CONEGLIANO (TV) – La vita delle comunità lungo i grandi fiumi dell’Amazzonia è profondamente legata alla salute della foresta e degli ecosistemi fluviali. La tutela di questi territori passa attraverso le conoscenze e le pratiche di chi li abita e richiama anche la nostra responsabilità, perché le scelte quotidiane possono avere conseguenze su ecosistemi e popolazioni a migliaia di chilometri di distanza.

A queste storie è dedicata “Radici nella corrente: vivere e resistere lungo i fiumi d’Amazzonia”, la mostra fotografica di Davide Agati, accompagnata dai testi di Valeria Barbi, giornalista ambientale e ambasciatrice del Patto Europeo per il Clima. Nata dall’omonimo reportage realizzato nell’ambito di WANE – We Are Nature Expedition, il progetto multimediale dei due autori dedicato al rapporto tra esseri umani e natura, l’esposizione racconta attraverso immagini e testimonianze come le comunità amazzoniche vivono i fiumi, custodiscono le risorse naturali e affrontano le trasformazioni dei loro territori.

La mostra sarà ospitata dal 3 ottobre al 1° novembre 2026 alla Galleria 900 di Palazzo Sarcinelli, a Conegliano, nell’ambito del Festival Essere (in) Natura, e sarà inaugurata venerdì 2 ottobre alle ore 18.30.

Tra le storie raccolte figura quella di Xixuaú, una piccola comunità nel cuore della regione del Jauaperi, all'interno della Riserva Estrattivista del Baixo Rio Branco-Jauaperi. In quest'area protetta, gli abitanti svolgono un ruolo centrale nella conservazione della foresta e del fiume, custodendo conoscenze e pratiche legate all'uso sostenibile delle risorse naturali.

La mostra è sostenuta da SAVNO e nasce dal reportage realizzato con il supporto di SAVNO, Piave Servizi e Alto Trevigiano Servizi

L'esposizione sarà visitabile gratuitamente il giovedì e il venerdì dalle ore 15.00 alle 19.00 e il sabato e la domenica dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, senza necessità di prenotazione.

L'inaugurazione, in programma venerdì 2 ottobre alle ore 18.30, sarà gratuita su prenotazione.

Per maggiori informazioni sul progetto è possibile consultare il sito di WANE – We Are Nature Expedition. Per partecipare all'inaugurazione è possibile registrarsi all'evento.
Treviso

Cornuda, tutto pronto per l'inaugurazione del nuovo polo scolastico

CORNUDA (TV) – È stata fissata per sabato 3 ottobre alle ore 11.00 la cerimonia di inaugurazione del nuovo Polo scolastico di Cornuda a seguito dell’importante intervento che ha portato alla realizzazione delle nuove sedi della Scuola primaria e della Scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo insieme agli spazi destinati alla Direzione didattica e a una serie di strutture e servizi a disposizione della comunità. Dopo l’apertura delle nuove scuole, avvenuta lo scorso gennaio con il trasferimento degli studenti nei nuovi edifici di Via XXX Aprile 1945 e Vicolo Fallaci, arriva dunque il momento della presentazione ufficiale dell’intero complesso alla cittadinanza. Un appuntamento che rappresenta la conclusione di un percorso iniziato oltre dieci anni fa con l’acquisizione dell’area dell’ex Salumificio che ha portato alla riqualificazione di una parte importante del territorio comunale.

Nel dettaglio, il nuovo Polo scolastico – i cui spazi saranno utilizzabili anche dalle associazioni del territorio per attività extra scolastiche, oltre che per eventi sportivi e culturali – si sviluppa su una superficie complessiva degli edifici di 5.881 metri quadrati, per un volume di 30.779 metri cubi. Sono invece 35 le aule e i laboratori ai quali si aggiungono 8 spazi tra uffici e servizi. Il complesso comprende poi una palestra di circa 1.000 metri quadrati, omologata CONI, un auditorium di 200 metri quadrati con 153 posti a sedere e una mensa di 200 metri quadrati. Particolare attenzione è stata riservata anche all’efficienza energetica e agli spazi esterni visto che sulle strutture sono stati installati 486 pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva di 210,3 kW, mentre le aree verdi raggiungono i 5.231 metri quadrati. Inoltre, a servizio del Polo sono disponibili 100 posti auto. Il costo dell’intervento ammonta invece a 17 milioni di euro comprese le sistemazioni. Di questi, 11.127.690,84 euro sono rappresentati da contributi pubblici, comprendendo i 9.129.312,70 euro inizialmente assegnati, ulteriori 1.198.378,14 euro derivanti dal Decreto Aiuti e 800.000 euro dalla permuta delle aree delle vecchie scuole.

«
Sabato 3 ottobre sarà una giornata importante per tutta Cornuda perché finalmente potremo inaugurare ufficialmente un’opera che ha cambiato il volto di una parte del nostro paese e che, soprattutto, rappresenta un investimento sul futuro dei nostri ragazzi – commenta il Sindaco di Cornuda, Enrico Gallina - Da gennaio le scuole sono già vissute quotidianamente da studenti, insegnanti e personale, ma ora vogliamo condividere questo risultato con tutta la comunità mostrando il lavoro realizzato e gli spazi che abbiamo costruito per le nuove generazioni».

«Parliamo poi di numeri importanti – prosegue il primo cittadino - ovvero 17 milioni di euro di investimento per 35 aule e laboratori, una grande palestra, un auditorium, una mensa, ampie aree verdi e una dotazione energetica che comprende 486 pannelli fotovoltaici. Ma dietro questi numeri ci sono soprattutto le esigenze quotidiane di centinaia di studenti e famiglie che oggi possono contare su ambienti moderni, più funzionali e progettati per accompagnare la scuola e la didattica dei prossimi anni».

«In definitiva, questa inaugurazione è il punto di arrivo di un percorso iniziato molto tempo fa e portato avanti da diverse Amministrazioni, tecnici, imprese e professionisti – conclude il Sindaco Gallina- È giusto ricordare e ringraziare tutte le persone che negli anni hanno contribuito alla realizzazione del Polo perché un’opera di queste dimensioni non è mai il risultato del lavoro di una sola persona o di una sola Amministrazione. Ora il compito è quello di far vivere pienamente questi spazi, non solo come luogo della scuola, ma come patrimonio di tutto il territorio».
Nessun oggetto disponibile.
Ultimo aggiornamento: 01/10/2026 23:07